Alunni e genitori rimasti fuori dalla scuola, ieri mattina, fino alle 9.30
4 minuti per la letturaE’ bufera sulla vicenda che ruota attorno alla scuola per l’infanzia di Soriano che adesso vede l’intervento dell’avvocato Marco Talarico, legale dei due collaboratori scolastici, che ha presentato una formale diffida alla Dirigenza scolastica. Nel documento contestate presunte violazioni della sicurezza, aggressioni verbali e mansioni ritenute illegittime. Chiesti interventi entro sette giorni
SORIANO CALABRO – Dopo l’articolo pubblicato ieri, 5 novembre, dal Quotidiano del Sud, sulle criticità che stanno interessando la Scuola dell’Infanzia di Soriano Calabro, interviene l’avvocato Marco Talarico, legale rappresentante dei due collaboratori scolastici coinvolti nelle presunte problematiche attinenti l’inosservanza della circolare scolastica sull’assistenza ai bambini, denunciate dal corpo docenti e da una delegazione di genitori.
Talarico ricostruisce la vicenda da un’altra prospettiva, attraverso fatti e comunicazioni formali che, secondo i lavoratori coinvolti, non sarebbero stati adeguatamente considerati. L’avvocato ha presentato una formale diffida alla dirigente dell’Istituto Comprensivo “D’Antona” di Acquaro-Soriano Calabro, Daniela Antonia Panzera, ripercorrendo episodi verificatisi tra settembre e ottobre 2026.
IL FATTO DEL 14 SETTEMBRE 2026
Nell’atto, il legale evidenzia innanzitutto quanto accaduto il 14 settembre, quando, dopo i lavori per l’installazione dei condizionatori, il plesso sarebbe stato lasciato dall’impresa edile in condizioni particolarmente critiche, con calcinacci e polveri. I collaboratori scolastici avrebbero segnalato la situazione, ma sarebbero stati comunque chiamati a effettuare le pulizie straordinarie senza specifici dispositivi di protezione. Una circostanza che il legale contesta richiamando le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sostenendo che «la pulizia straordinaria post-cantiere spetta per legge alla ditta esecutrice e non ai collaboratori scolastici».
LE ACCUSE AI DUE COLLABORATORI
Particolarmente grave, secondo la ricostruzione contenuta nella diffida, sarebbe poi l’episodio del 16 settembre. Il Dsga, direttore dei servizi Generali e Amministrativi, Pasquale Viola, avrebbe rivolto ai due lavoratori «espressioni offensive», definendoli «nullafacenti» davanti a docenti e genitori. Gli episodi sarebbero documentati attraverso comunicazioni e-mail e materiale audio. Il legale riferisce inoltre che una delle lavoratrici avrebbe accusato un malessere psicofisico in seguito all’accaduto, assentandosi dal servizio il giorno successivo.
La diffida richiama anche quanto avvenuto il 17 e 18 settembre, quando, in seguito all’assenza della collega, l’altro collaboratore sarebbe rimasto da solo a gestire il plesso, dovendo occuparsi delle pulizie e delle esigenze organizzative connesse alla presenza dei bambini. Un ulteriore capitolo riguarda le segnalazioni inviate alla Dirigenza nel mese di ottobre in merito ai rapporti con la responsabile di plesso e alle disposizioni relative alla gestione dei cambi dei bambini. Su questo punto i lavoratori chiedono soprattutto chiarezza sulle competenze del personale ATA e sulle procedure da seguire.
IL NODO DEI CAMBI DEI BAMBINI E DELLE RESPONSABILITà
Tra le contestazioni più importanti figura quella relativa alle mansioni di pulizia personale dei bambini e alla manipolazione diretta delle parti intime dei minori.
Nella diffida, l’avvocato Talarico contesta la possibilità di imporre tali attività senza locali adeguati, dispositivi di protezione, formazione specifica e un preciso inquadramento delle responsabilità. Chiesta inoltre la revoca o l’annullamento della nota protocollo n. 0008440 del 29 ottobre 2026, con l’adozione di un protocollo chiaro per la gestione dei cambi e l’introduzione degli indumenti.
LA RICHIESTA ALLA DIRIGENZA: SETTE GIORNI PER INTERVENIRE
Nelle conclusioni dell’atto, l’avvocato richiama l’articolo 2087 del Codice Civile, sottolineando la responsabilità datoriale nella tutela dell’integrità fisica e della personalità morale dei dipendenti.
La richiesta rivolta alla dirigente scolastica è quella di intervenire per far cessare le condotte contestate, tutelare il personale ATA, chiarire le mansioni e fornire riscontro alle numerose segnalazioni rimaste, secondo i lavoratori, senza risposta.
Il legale assegna alla Dirigenza un termine di sette giorni per fornire un riscontro scritto e adottare i provvedimenti richiesti, avvertendo che, in caso contrario, saranno interessati gli organismi sindacali, l’Ufficio Scolastico Regionale, l’Ambito Territoriale di Vibo Valentia, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e gli organi giudiziari competenti.
E IN TUTTO QUESTO, I BAMBINI?
C’è poi un aspetto che non può passare in secondo piano: i bambini. Sono loro i soggetti più vulnerabili di questa vicenda e rischiano di diventare, loro malgrado, le prime vittime di un clima di tensione, contrasti e disorganizzazione all’interno della scuola. I piccoli hanno diritto a un ambiente sereno, sicuro e accogliente, nel quale gli adulti possano collaborare nel rispetto dei rispettivi ruoli. Non possono essere loro a pagare le conseguenze di conflitti che devono trovare una soluzione attraverso il dialogo e interventi istituzionali tempestivi.
La vicenda, dunque, non si esaurisce nelle contestazioni emerse pubblicamente. I due lavoratori chiedono che siano valutati anche gli episodi precedenti, le comunicazioni inviate e la documentazione richiamata nella diffida. Ora si attende la risposta della Dirigenza scolastica. La richiesta è che sia fatta piena chiarezza su una vicenda che coinvolge non soltanto il personale, ma soprattutto il diritto dei bambini a vivere la scuola come un luogo di serenità, sicurezza ed educazione.
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