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Al via a Spilinga i primi cinque Progetti di Vita

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Dopo sette anni di attesa si è riunita all’Asp di Vibo la prima Uvmdi per gli adulti con disturbo dello spettro autistico e si sono avviati i primi cinque Progetti di vita a Spilinga. L’Angsa: «Un risultato significativo, ma deve essere un punto di partenza. I diritti non sono privilegi»


SPILINGA – Presso il Distretto Unico dell’Asp di Vibo Valentia si è svolta la prima Unità di Valutazione Multidimensionale della Disabilità (Uvmdi), convocata per l’attivazione dei Progetti di Vita destinati a persone con disturbo dello spettro autistico dell’Ambito Territoriale Sociale (ATS) di Spilinga. ​

UN’ATTESA DURATA SETTE ANNI

Un’attesa durata sette anni che trova finalmente una risposta concreta e un passaggio istituzionale fondamentale, che dà ufficialmente il via ai primi cinque Progetti di Vita destinati ad altrettanti adulti con autismo, garantendo loro la continuità della presa in carico sociosanitaria nel delicato passaggio dalla neuropsichiatria infantile all’età adulta. Un risultato ottenuto anche grazie alla costante azione di sollecito e supporto dell’Angsa (Associazione Nazionale Genitori persone Autistiche) Vibo Valentia APS, in sinergia e collaborazione con l’Azienda sanitaria. Una battaglia di civiltà iniziata nel 2019, con la presentazione dei primi moduli e le relative istanze per la predisposizione dei Progetti di Vita nell’ATS di Spilinga. Da allora, l’Angsa si è spesa, in oltre dieci anni di attività sul territorio, per formare, informare e affiancare le persone con autismo e le loro famiglie, affinché non rimanessero schiacciate dalla burocrazia e vedessero riconosciuti i propri diritti. ​

OLTRE 60 RICHIESTE ALL’UFFICIO DI PIANO DI SPILINGA

Ad oggi, presso l’Ufficio di Piano di Spilinga figurano circa 60 richieste protocollate per i 16 Comuni del comprensorio, di cui 11 riguardano persone adulte. Nel percorso di integrazione sociosanitaria ha svolto un ruolo chiave la struttura dell’ASP di Nicotera, attiva dal 2021, le cui valutazioni hanno permesso la redazione dei Piani Terapeutici Riabilitativi Individuali (PTRI) e la definizione dei relativi Budget di Salute, in linea con quanto stabilito dal recente Decreto 62/2024. Il momento in cui una persona con spettro autistico raggiunge la maggiore età coincide spesso con un pericoloso “vuoto assistenziale”, mentre i percorsi attivati permettono invece di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) e di programmare interventi focalizzati sulle capacità, sulle aspirazioni e sull’autonomia del singolo, promuovendone la permanenza a domicilio ed evitandone l’isolamento o l’istituzionalizzazione.

L’ANGSA PERÒ DENUNCIA DISPARITÀ TERRITORIALI

​Nonostante il traguardo raggiunto a Spilinga, l’associazione evidenzia la presenza di marcate disparità territoriali. Se l’Ats di Vibo Valentia aveva già avviato nei mesi scorsi l’iter per i propri assistiti, l’Ambito di Serra San Bruno appare ancora al palo, in attesa che venga convocata la prima Uvmdi. Attraverso la voce dei propri rappresentanti e unitamente al Forum del Terzo Settore, l’Angsa sottolinea l’importanza della “continuità assistenziale” e ribadisce che la tutela della salute e dell’inclusione sociale non può essere soggetta a discontinuità, scadenze di bandi o incertezze burocratiche. La rete dei servizi deve valorizzare quanto già attivo presso il Centro Autismo di Nicotera ed estendersi in maniera omogenea verso i presidi previsti a Pizzo Calabro e nell’area montana delle Serre.

LE PAROLE DELLA PRESIDENTE ANGSA, MARY NASO

​”L’avvio di questi primi cinque Progetti di Vita è un risultato significativo, ma deve rappresentare un punto di partenza e non di arrivo; – sottolinea la presidente dell’Angsa Vibo Valentia, Mary Naso, in una nota – il principio del Progetto Individuale affonda le radici nella Legge 328 del 2000, per troppi anni quindi le famiglie si sono dovute fare carico autonomamente di costi e interventi che la rete pubblica avrebbe dovuto garantire. I diritti non sono privilegi: continueremo a lavorare insieme alle istituzioni affinché la presa in carico sia garantita a tutti, senza distinzioni di residenza o di età”.

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