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(Adnkronos) –
“La Spagna ha commesso un grave errore con la sua politica sanatoria verso i flussi migratori illegali, diventando ora un potente fattore di attrazione. Per fare in modo che non diventi un pericolo anche per il nostro Paese, il governo britannico deve confrontarsi urgentemente con le sue controparti europee sollecitandole a procedere con fermi ed espulsioni, nonché a impedire gli spostamenti attraverso l’Europa. Inoltre, Downing Street deve sostenere la richiesta dell’Italia di sospendere la libera circolazione nell’area Schengen con la Spagna, al fine di tenere sotto controllo questa ondata di immigrazione clandestina”. A dirlo ad Adnkronos è Priti Patel, figura politica britannica di primissimo piano: è stata per anni il volto della linea dura sull’immigrazione nel Regno Unito ricoprendo il ruolo di Ministro dell’Interno e posizionandosi oggi come ministro degli Esteri del governo ombra. Durante il suo mandato si è distinta per essere stata l’architetto del controverso piano di espulsione verso il Ruanda, sotto il governo del Partito Conservatore guidato dall’allora primo ministro britannico Boris Johnson, e per aver introdotto il Nationality and Borders Act, una legislazione mirata a inasprire le pene per i trafficanti di esseri umani e a limitare severamente l’accesso al sistema di asilo.
Di fronte al flusso inarrestabile dal Marocco verso l’enclave spagnola, Patel non usa mezzi termini e inquadra la questione come un fallimento sistemico. “Le scene dei migranti che entrano illegalmente a Ceuta sono orribili e mostrano ancora una volta i rischi per le frontiere europee. Alcuni cercheranno inevitabilmente di dirigersi verso il Regno Unito”. Per l’ex ministro il problema alla radice risiede in un atteggiamento permissivo e istituzionalmente debole da parte dei governi continentali. “E’ fondamentale che i paesi europei prendano in mano la situazione abbandonando la loro riluttanza ad adottare misure di deterrenza forti, descrivendo il fenomeno per quello che è, ovvero un ingresso illegale in un paese sovrano attraverso rotte illegali e facilitate da vili bande criminali”.
Nel suo mirino finiscono direttamente le recenti scelte del governo di Madrid. “La Spagna ha commesso un grave errore con la sua politica di amnistia, poiché agisce come magnete e fattore di attrazione. Questo errore non rimarrà circoscritto alla penisola iberica ma si tradurrà a breve in una nuova ondata di attraversamenti illegali della Manica. E’ un fatto che, una volta in Europa, viaggeranno attraverso l’area Schengen fino alla costa francese”.
In un contesto di tale permeabilità territoriale, Patel suggerisce un’azione diplomatica immediata e drastica che debba interessare il neo governo laburista di Andy Burnham con la controparte europea, sostenendo le richiesta italiane di sospendere i viaggi dell’area Schengen con la Spagna. L’approccio di Patel si estende anche ai paesi di origine e transito come il Marocco, dove ritiene che la diplomazia debba essere accompagnata da pressioni economiche e legali. Forte della sua esperienza al governo ricorda di aver introdotto leggi sulle sanzioni in materia di visti contro quei paesi che rifiutano di riprendere i propri cittadini e chiede che queste misure vengano oggi applicate con assoluto rigore. Sul fronte della politica interna la sua ricetta per proteggere il Paese dalle conseguenze della crisi spagnola passa per riforme immediate e rotture con gli assetti attuali.
“Dobbiamo uscire dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e ripristinare l’accordo con il Ruanda, o creare un’analoga intesa, per trasferire i migranti in un Paese terzo sicuro. Ciò fungerebbe da deterrente. Dobbiamo inoltre ridurre il fattore di attrazione trattenendo in apposite strutture chi arriva, fino al momento dell’espulsione. Dobbiamo adottare un approccio più rigoroso per tutelare i nostri confini. Questo serve anche a salvare vite umane, evitando che le persone si affidino a pericolose organizzazioni criminali”, sottolinea Patel. (di Alessandro Allocca)
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