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Sono serviti 73 anni perché un italiano tornasse al numero 1 del mondo della Formula 1, Kimi Antonelli conquista il terzo posto nel Gp del Messico e in questo modo la matematica certezza di essere campione del mondo
CITTA’ DEL MESSICO (MESSICO) – Kimi Antonelli è il nuovo campione del mondo della Formula 1. Nel Gran Premio del Messico vinto da Max Verstappen, il pilota della Mercedes chiude terzo ed è matematicamente sicuro del titolo. Si tratta del primo italiano a riuscirci dopo 73 anni dall’ultima volta, datata 1953 con Alberto Ascari. Nella gara di Città del Messico, fermata da una bandiera rossa dopo 45 giri per l’incidente a Valtteri Bottas, sale sul podio anche la Ferrrari di Lewis Hamilton, secondo, mentre Charles Leclerc è quarto. Per le Ferrari una giornata agro-dolce cominciata con la penalità di 5 secondi per Leclerc per un episodio con il compagno di squadra al primo giro. Quinta piazza per Lando Norris (McLaren), davanti alla Mercedes di George Russell.
Ma a firmare l’impresa è Kimi Antonelli. Bolognese classe 2006, amante delle tagliatelle al ragù, cresciuto guardando i vecchi video di Ayrton Senna e muovendo i primi chilometri sotto lo sguardo attento di papà Marco, pure lui pilota e poi proprietario dell’AKM Motorsport, squadra impegnata in diversi campionati GT. Ci ha visto lungo Toto Wolff, il deus ex machina della Mercedes, che ha scelto Antonelli quale successore del sette volte campione del mondo Lewis Hamilton. Dopo una prima stagione di ambientamento e apprendimento, Kimi è esploso in questo 2026. A soli 20 anni, due mesi e 7 giorni diventa il più giovane campione del mondo di sempre.
«Ce l’abbiamo fatta. Grazie alla Mercedes e alla mia famiglia: senza di loro non sarei qui. È un momento che ricorderò per sempre. Sono senza parole, sto ancora cercando di metabolizzarlo nella mia testa. È stata una stagione incredibile, e condividere questo podio con Max (Verstappen, ndr) e Lewis (Hamilton, ndr) è incredibile. Non vedo l’ora di avere altre battaglie con loro in futuro. Quando ho capito che si poteva fare? Molto presto, la macchina è stata subito competitiva. Ora continueremo a spingere per portare l’Italia in alto». Questa la prima dichiarazione a caldo di Kimi Antonelli, dopo la conquista del titolo nel Gran Premio del Messico. «Questo weekend ho sentito un po’ più di tensione, ma sono felicissimo di esserci riuscito e di potermi godere il resto della stagione», conclude.
Antonelli polverizza il record di un altro fuoriclasse come Sebastian Vettel, iridato per la prima volta nel 2010 a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni. Ma Antonelli non ha bruciato le tappe, le ha letteralmente divorate. Dopo essersi fatto largo fra i kart – conquistando i primi titoli già a nove anni – ha attirato le attenzioni della Mercedes. Nell’aprile 2019 è entrato nel programma Junior, nel 2022 si laurea campione F4 Adac e F4 italiana e l’anno dopo vince i campionati Formula Regional Middle East ed Europea. E dopo che anche in Formula 2 conferma tutto il suo talento, per lui si spalancano le porte della serie A del motorsport. Appena 18enne, debutta nelle prime libere di Monza dove viene anche annunciato come pilota per la stagione 2025.
L’ESORDIO IN FORMULA 1
Il 2025 è un’annata dove raccoglie tre podi che fanno da trampolino di lancio per la stagione della definitiva consacrazione. Secondo subito in Australia, in Cina diventa il più giovane di sempre a conquistare una pole position in F1 (19 anni, 6 mesi e 18 giorni. Battuto anche in questo caso Vettel che nel Gp d’Italia 2008 aveva 21 anni, 2 mesi e 11 giorni). Il weekend di Shanghai gli regalerà anche la prima vittoria nel circus, a cui faranno seguito anche i successi di Suzuka, Miami, Montreal e Montecarlo. Cinque perle consecutive che lo proiettano in testa al Mondiale e con ampio margine.
Se è vero che la Mercedes è stata la più brava a interpretare i nuovi regolamenti, a Kimi va dato atto che ha saputo capitalizzare al meglio la superiorità delle Frecce d’Argento, mandando in crisi anche un compagno di squadra più esperto come George Russell, le cui ambizioni sono state soffocate sul nascere.
Ma quello che distingue un ottimo pilota da un campione è la capacità di restare a galla anche quando il mare è mosso. E Antonelli, anche quando imperversa la tempesta, tiene la barra dritta. Imola e Barcellona le pagine più buie, dalle quali però il 20enne pilota bolognese esce rafforzato. E anche se davanti Ferrari e McLaren si concedono un pò di gloria, lui è sempre lì, fino al capolavoro di Monza. Su una pista sulla carta non favorevole alla sua Mercedes, il team decide di sostituire la power unit costringendolo a partire dal fondo della griglia.
Ma quello che sembrava dovesse essere un weekend in difesa si trasforma in un trionfo. Antonelli risale dalla 19esima casella della griglia e festeggia sotto la bandiera a scacchi, primo italiano a vincere il Gp di casa dopo sessant’anni.
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