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CROTONE – Il sostituto procuratore distrettuale antimafia Pierpaolo Bruni ha chiesto condanne per 549 anni di reclusione nei confronti di 37 imputati presunti appartenenti al clan Vrenna-Bonaventura-Ciampà-Corigliano di Crotone. La pena più alta, pari a 24 anni di reclusione, è stata chiesta per il presunto reggente della cosca Egidio Cazzato. Il processo si sta celebrando con il rito abbreviato davanti al gup distrettuale di Catanzaro e scaturisce dall’inchiesta che nel giugno dello scorso anno portò all’operazione “Old family” condotta dalla Squadra Mobile di Crotone.
Nel corso delle indagini era emersa l’ingerenza delle cosche della ‘ndrangheta in appalti pubblici e subappalti per i lavori sulla statale 106 ed alle attività legate all’energia eolica e alla bonifica dell’area industriale dell’ex Pertusola Sud. L’indagine della Squadra mobile di Crotone aveva portato anche all’individuazione di un nuovo gruppo federato tra i Vrenna- Ciampà-Bonaventura e Megna di Crotone, Farao Marincola di Cirò e Grande Aracri di Cutro, con collegamenti con i Morabito di Reggio Calabria. Dalle indagini è emerso inoltre il capillare controllo della cosca nell’attività del trasporto dei componenti delle pale eoliche scaricati e stoccati in una zona del porto di Crotone. La cosca, secondo l’accusa, gestiva poi, in regime di monopolio su Crotone, un lucroso traffico di cocaina, eroina e marijuana, con basi logistiche nel quartiere Gesù e canali di approvvigionamento nella provincia di Reggio Calabria, con collegamenti con la cosca dei Morabito. Inoltre sono state ricostruite numerose estorsioni poste in essere ai danni di operatori commerciali di Crotone, con l’utilizzo di bottiglie con benzina e cartucce, incendi e danneggiamenti mediante colpi d’arma da fuoco. I proventi delle attività illecite confluivano in una «cassa comune» che veniva suddivisa in cinque parti tra i vari componenti il sodalizio.
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