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IL BLOCCO del Data Center Regionale manda in tilt per giorni ospedali, università e uffici pubblici della Basilicata. Un blackout tecnologico che ha travolto l’intera regione, cancellando con un colpo di spugna digitale l’accesso ai servizi minimi per migliaia di cittadini. Le prime avvisaglie del disastro si sono manifestate nel fine settimana. Ma è con la riapertura del lunedì che l’impatto si è abbattuto come una scure sulle strutture sanitarie, sugli uffici dell’ente regionale e sui terminali di diversi enti pubblici connessi alla rete centrale.
IL BLACK OUT DEL DATA CENTER NELLA SANITÀ
Per ore, l’espressione più concreta della modernità si è ridotta a uno schermo nero. Gli ospedali e i presidi territoriali di Asp, Asm e del San Carlo si sono risvegliati bruscamente in un’epoca pre-informatica. Il personale amministrativo e sanitario è stato costretto a rispolverare moduli cartacei, registri scritti a mano e procedure d’emergenza.
Il cuore della crisi del data center regionale si è concentrato nel comparto più sensibile per la comunità, quello della salute pubblica. Per oltre quarantotto ore la piattaforma “Amico”, pilastro informatico utilizzato per la gestione della rete sanitaria e delle agende di prenotazione, è rimasta completamente inaccessibile. Il risultato pratico è stato un blocco totale: l’impossibilità assoluta di effettuare nuove prenotazioni presso gli sportelli fisici e digitali del Centro Unico di Prenotazione.
Di fronte al rischio di una paralisi generalizzata delle cure, le aziende sanitarie locali hanno dovuto attivare misure straordinarie di continuità. Tutto per evitare il rinvio di massa delle prestazioni già programmate. Le visite mediche già fissate sono state erogate attraverso un meccanismo straordinario “a credito”. Consentita l’esecuzione dell’esame con l’impegno da parte del cittadino a regolarizzare il pagamento del ticket e a ritirare il referto cartaceo in un secondo momento.
Se gli interventi chirurgici programmati, le emergenze e le urgenze sono rimasti fortunatamente garantiti dalle corsie ospedaliere, i disagi per i pazienti in attesa di accertamenti ambulatoriali sono stati pesanti. Solo nelle ultime ore si è registrato il riavvio del Laboratorio Analisi e del Servizio Immuno-Trasfusionale, i primi comparti a riemergere lentamente dal buio digitale.
I DISAGI ALL’UNIVERSITÀ…
L’effetto domino del guasto non ha però risparmiato gli altri settori della vita pubblica regionale. Il portale istituzionale dell’Università degli Studi della Basilicata è stato improvvisamente oscurato, rendendo impossibile per gli studenti l’accesso alle normali procedure di segreteria e alla consultazione delle attività didattiche. L’ateneo si è trovato costretto a correre ai ripari allestendo in fretta e furia una pagina web provvisoria per reindirizzare gli utenti verso i collegamenti applicativi diretti.
… E QUELLI ALLA REGIONE BASILICATA
Parallelamente, la totale inaccessibilità del portale dei pagamenti della Regione Basilicata ha congelato la riscossione dei tributi locali. Con la scadenza cruciale del 30 settembre ormai alle porte, gli uffici finanziari della fazione regionale hanno dovuto disporre una proroga d’urgenza dei termini fiscali, valida fino al completo ripristino delle funzionalità del sistema. Unica eccezione il bollo auto, rimasto indenne dal collasso solo perché esigibile attraverso i canali esterni e i circuiti abilitati di banche, poste e tabaccherie.
La paralisi ha investito in pieno anche il settore del welfare e dello sviluppo economico: la giunta ha dovuto far slittare al 9 ottobre i termini per la presentazione delle domande per le borse di studio e gli alloggi studenteschi, mentre il bando per il finanziamento dei progetti di ricerca delle imprese è stato posticipato al 10 ottobre, seguito a ruota dal rinvio a metà mese per altri avvisi pubblici.
LA PROGRESSIVA RIATTIVAZIONE
L’ufficio stampa della giunta regionale, nel tentativo di arginare il panico e limitare il danno d’immagine, ha diffuso una nota ufficiale per fare il punto sulla progressiva riattivazione dei sistemi del data center: “Il Centro Unico di Prenotazione (CUP) è di nuovo attivo e la rete dei servizi sanitari regionali è tornata fruibile per tutti i cittadini”. I tecnici confermano che i primi interventi urgenti si sono concentrati proprio sul comparto sanitario, considerato il settore più delicato per la comunità, con l’obiettivo di portare al pieno ripristino delle attività essenziali.
Tuttavia, l’impatto del guasto non è stato uniforme e l’allerta resta massima: l’ente di via Verrastro precisa che “restano in corso le verifiche tecniche finalizzate ad accertare la completa integrità e consistenza delle basi dati interessate”, avvertendo che i disservizi residui avvertiti dall’utenza potrebbero ancora variare nelle prossime ore a seconda delle specifiche piattaforme locali utilizzate dai singoli enti.
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