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Caso Elisa Claps, annullata la condanna a Federica Sciarelli per un servizio tv, si trattava di “giornalismo di inchiesta”


LA Cassazione ha annullato la condanna alla conduttrice di Chi l’ha visto?, Federica Sciarelli, e a Rai spa per un servizio sulle ricerche del corpo di Elisa Claps andato in onda a dicembre del 2008. Un anno e mezzo prima della scoperta nel sottotetto della chiesa della Trinità, nel centro storico di Potenza, dei resti della sedicenne scomparsa a settembre del 1993.

ELISA CLAPS, ANNULLATA CONDANNA A FEDERICA SCIARELLI


I giudici hanno annullato la sentenza con cui la Corte d’appello di Potenza aveva disposto il risarcimento dei danni subiti dal titolare dei terreni dove la polizia aveva concentrato le sue ricerche, nei giorni precedenti alla puntata della popolare trasmissione di Rai3. Imprenditore che per un breve periodo aveva avuto alle sue dipendenze il principale sospettato per la morte della ragazza, Danilo Restivo, e che a lungo aveva prestato i suoi servizi al padre Maurizio, direttore della Biblioteca nazionale.

TUTELA AL GIORNALISMO DI INCHIESTA


La Cassazione ha evidenziato la necessità di garantire le più ampie tutele al giornalismo d’inchiesta, che, «al di là e ben oltre l’esercizio del mero diritto di cronaca o di critica», si caratterizza «per le finalità proprie dell’attività giornalistica esercitata, essendo quest’ultima specificamente diretta a promuovere un approfondimento di particolari aspetti, settori o vicende della vita collettiva in vista della relativa rappresentazione attraverso chiavi, letture o ricostruzioni che, sia pure in termini ipotetici, valgano a sollecitare la capacità del pubblico di attivare in modo autonomo una propria considerazione critica della realtà».

CASO CLAPS, INFORMAZIONE E INCHIESTA


«Il cuore dell’informazione critica fornita dalla trasmissione, attraverso la notizia della perquisizione dei terreni della – omissis, ndr – era (…) individuabile (non già nella perquisizione in sé, bensì) nella valorizzazione del “cambio di passo” dell’autorità giudiziaria, verosimilmente decisa a indagare in modo più approfondito la storia di Danilo Restivo (come soggetto dai significativi e rilevanti legami personali e familiari con la – omissis, ndr -) in quanto (allora) possibile (o anche probabile) omicida della Claps, rispetto all’originaria ipotesi della mera scomparsa della ragazza».
Tracciate queste coordinate giuridiche, la Cassazione ha rinviato alla Corte d’appello di Bari per un nuovo giudizio sul punto.

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