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Cinque indagati agli arresti domiciliari a Sant’Arcangelo per rapina aggravata, lesioni e atti persecutori dopo una brutale aggressione. In tanti mascherati e con i manganelli contro un uomo. La vicenda avvenuta nello scorso mese di maggio
SANT’ARCANGELO – Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Lagonegro che ha fatto luce su una vicenda di violenza e intimidazioni avvenuta a Sant’Arcangelo. I provvedimenti, eseguiti dai carabinieri della Compagnia di Senise, riguardano altrettanti indagati ritenuti gravemente sospettati, a vario titolo, di rapina aggravata, lesioni personali e atti persecutori.
L’indagine ha preso avvio nello scorso mese di maggio dopo la richiesta di aiuto di un giovane del posto.
SANT’ARCANGELO, CINQUE ARRESTI DOPO BRUTALE AGGRESSIONE
Ai militari il ragazzo aveva raccontato di essere stato avvicinato da un conoscente che pretendeva con insistenza la consegna di una somma di denaro. Al suo rifiuto sarebbe scattata una violenta aggressione.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe chiesto l’aiuto di altre quattro persone. Il gruppo avrebbe quindi raggiunto la vittima sulla pubblica via, agendo con il volto coperto e armato di manganelli. Il giovane sarebbe stato colpito ripetutamente e costretto a consegnare alcuni effetti personali, riportando anche lesioni che hanno reso necessario il ricorso alle cure mediche.
L’episodio, tuttavia, rappresenterebbe soltanto l’ultimo capitolo di una vicenda più lunga. Le indagini condotte dai carabinieri della Stazione di Sant’Arcangelo e del Nucleo operativo e radiomobile di Senise hanno infatti ricostruito un contesto di continue pressioni e comportamenti intimidatori nei confronti della vittima.
IL RACCONTO DELLA VITTIMA
Alla base delle vessazioni, secondo l’ipotesi investigativa accolta dal giudice per le indagini preliminari, ci sarebbe la volontà di “punire” il giovane per alcune denunce presentate in passato dopo essere stato vittima di altre rapine. Una situazione che, secondo gli inquirenti, aveva creato un clima di costante sopraffazione culminato nell’aggressione dello scorso maggio.
Le accuse restano al momento nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, la posizione degli indagati dovrà essere vagliata nelle successive fasi del procedimento e la loro eventuale responsabilità potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva.
Gli elementi raccolti dai militari dell’Arma hanno in ogni caso consentito alla Procura di chiedere e ottenere la misura cautelare degli arresti domiciliari per tutti e cinque gli indagati. Per il giudice sussisterebbe infatti il rischio di ripetizione delle condotte contestate.
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