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COSENZA – Del caso Cariati – la somministrazione di circa 60 dosi Pfizer ad altrettanti diciottenni scelti come “riservisti” fuori da ogni previsione del piano nazionale – si occuperanno i carabinieri del Nas. Insieme alla Procura di Castrovillari e all’Asp di Cosenza (che ha detto di voler procedere con un’indagine interna) dovranno fare chiarezza su un caso decisamente anomalo.

Perché la scuola interviene nella pianificazione di una giornata vaccinale? Come possono restare così tante dosi da buttare? Davvero non era possibile individuare altre “riserve”, mantenendosi nei confini del piano vaccinale? E non è insolito che la lista dei giovani riservisti sia stata preparata con diversi giorni d’anticipo, chiedendo ai ragazzi di compilare un form con scadenza il 19 aprile (mentre i vaccini sono stati somministrati il 25)?

Insomma, quello che gli investigatori dovranno appurare è se il vax day dei maturandi sia stato davvero solo una soluzione “creativa” per scongiurare la perdita delle dosi.

La sindaca di Cariati, Filomena Greco, raggiunta telefonicamente, della vicenda non sa molto più di quanto letto dai giornali. «Non ero a conoscenza dell’iniziativa, l’ho appreso dalla stampa. Sulle prime ho quasi pensato a uno scherzo» dice. «È senza dubbio un fatto anomalo, ma conoscendo sia la dirigente scolastica sia la dottoressa che si occupa delle vaccinazioni credo che tutto sia stato fatto in buona fede – prosegue – Quello che posso dirle è che i vaccini vengono consegnati al punto vaccinale il martedì. Le giornate di somministrazione sono, appunto, il martedì e il sabato. Se però restano dosi, al termine delle somministrazioni del sabato, rischiano di essere buttate perché le fiale sono state tirate fuori dal congelatore cinque giorni prima».

Il vaccino Pfizer – recitano le indicazioni – una volta scongelato ha un periodo di validità di 5 giorni, tenuto a una temperatura compresa tra 2 e 8 gradi. «So che sabato scorso, al termine delle somministrazioni a soggetti che si erano regolarmente prenotati in piattaforma, sono stati chiamati, per non sprecare le dosi rimaste, alcuni pazienti fragili ed estremamente vulnerabili. Forse quell’elenco non è bastato e, presi dal panico, hanno chiamato i maturandi…» ipotizza Filomena Greco.

Resta, però, un elemento di difficile spiegazione, in questo quadro, come ammette la stessa sindaca: la raccolta di adesioni tra i maturandi per un’eventuale giornata di vaccinazione over 18, come recitava il form inviato dalla scuola, fatta con largo anticipo.

Filomena Greco, sindaco di Cariati

Non c’era altro modo per contattare altre categorie prioritarie? «Certo, si poteva chiamare l’assessore alla Sanità o contattare i volontari dell’Avo, che ci hanno aiutato nella fase di vaccinazione degli over 80. Un elenco di ultrasettantenni, di fragili e di estremamente vulnerabili era stato preparato diverso tempo fa. Ma devo anche ricordarle una cosa: a noi sindaci è stato detto a un certo punto che c’era la piattaforma di Poste, che tutte le prenotazioni dovevano passare da lì e che noi non dovevamo fare più nulla. Il direttore del distretto sanitario dello Jonio, il dottor Antonio Graziano, mi ha detto che ogni altro elenco di prenotazione, fuori dalla piattaforma, era illegale. E noi quell’elenco lo abbiamo messo nel cassetto – dice la sindaca -. Magari al centro vaccinale domenica scorsa non ci avranno pensato. O forse erano dell’idea che il nostro elenco non ci fosse più visto che era stato etichettato come “illegale”! Non so che pensare».

Di certo le somministrazioni del vaccino a over 70 e pazienti fragili a Cariati non sono terminate. Per non parlare quindi degli over 60. «Proprio oggi (ieri, ndr) l’assessore mi parlava di un concittadino che è riuscito a prenotare la vaccinazione, ma a San Marco Argentano».

Sì, perché il paradosso è che a Cariati il centro vaccinale c’è e funziona, ma i residenti quando prenotano in piattaforma è come se giocassero un terno a lotto: possono capitare a casa oppure finire a Serra San Bruno. «Appena il 10 per cento dei cariatesi è riuscito a prenotare la somministrazione nel comune di residenza. Gli altri sono costretti a sobbarcarsi lunghi viaggi – dice la sindaca -. E se sei una persona anziana, magari con i figli lontani, rischi di dover rinunciare. Quello che è successo domenica, con la vaccinazione dei maturandi, è un fatto anomalo, sì, ma alla fine è una falla di questa organizzazione che non funziona. E non parlo di quella locale. Noi sindaci abbiamo detto a Longo più volte di coinvolgere le amministrazioni locali nella campagna di vaccinazione. È stato fatto con gli over 80 ed è andata benissimo, almeno quando c’erano le dosi. Perché non possiamo farlo per gli over 70, per i fragili, per i fragilissimi? A quest’ora saremmo molto più avanti con le vaccinazioni. Perché nel Lazio sono già ai cinquantenni e noi, con la popolazione che abbiamo in Calabria, abbiamo a malapena iniziato con gli over 60, senza aver neanche completato le fasce più anziane? Io continuerò a chiedere il coinvolgimento dei sindaci, è il solo modo per accelerare. Ci avviciniamo all’estate e se vogliamo far ripartire l’economia, nei nostri borghi turistici, dobbiamo vaccinare tutti».

POLEMICHE SOCIAL

Nel frattempo su Facebook, dove la discussione è molto accesa soprattutto a livello locale, l’indignazione ha finito per travolgere i protagonisti loro malgrado della vicenda, ovvero i diciottenni. «In questa vicenda, i nostri ragazzi sono gli unici a non avere nessuna colpa – dicono le famiglie – ma sui social continuano a subire attacchi ingiustificati, che li stanno portando a non voler più uscire di casa».

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