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Carlo Guccione

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L’Asp di Cosenza avrebbe chiuso il bilancio 2025 con una perdita da 84,5 milioni. Guccione denuncia anche l’aumento dei debiti e il calo di liquidità


COSENZA – Una perdita d’esercizio di quasi 84,5 milioni di euro in appena dodici mesi. È il dato principale sul quale Carlo Guccione, componente della Direzione nazionale del Partito democratico, concentra il proprio attacco alla gestione della sanità calabrese e al racconto offerto dalla Regione guidata da Roberto Occhiuto.

Secondo quanto riportato in un comunicato diffuso dall’esponente dem, i documenti del bilancio consuntivo 2025 dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza indicherebbero un risultato negativo pari esattamente a 84.478.741 euro.

Asp di Cosenza, dal pareggio alla perdita da 84,5 milioni

La cifra segnerebbe un netto peggioramento rispetto al 2024, quando l’esercizio si era chiuso con un avanzo di appena 69.155 euro e, dunque, in una condizione di sostanziale pareggio. Il dato degli 84,5 milioni rappresenta il cuore della denuncia politica di Guccione, secondo il quale i conti dell’Asp di Cosenza mostrerebbero una situazione molto diversa rispetto alla «narrazione» positiva costruita negli ultimi mesi dalla Regione sulla sanità calabrese.

Il comunicato richiama anche gli altri principali indicatori contenuti nel Consuntivo 2025. Le disponibilità liquide dell’Azienda sanitaria sarebbero scese dai 104,4 milioni di euro del 2024 ai 63,4 milioni del 2025. La riduzione sarebbe quindi pari a circa 41 milioni di euro, corrispondenti al 39 per cento in un solo anno.

Debiti verso i fornitori in aumento del 48 per cento e cresce il ricorso alle anticipazioni bancarie

Nello stesso periodo sarebbero aumentati sensibilmente anche i debiti dell’Asp di Cosenza verso i fornitori, passati da 214,6 a 317,5 milioni di euro. L’incremento sarebbe superiore ai 102 milioni di euro, pari a quasi il 48 per cento in dodici mesi. Si tratta delle somme dovute, tra gli altri, a farmacie, strutture private accreditate e imprese che forniscono beni e servizi all’Azienda sanitaria provinciale.

Il quadro delineato da Guccione comprende anche un maggiore ricorso alle anticipazioni di tesoreria, vale a dire al credito bancario utilizzato dagli enti pubblici quando la liquidità disponibile non è sufficiente a sostenere i pagamenti correnti. Secondo i dati richiamati nel comunicato, il debito dell’Asp verso l’istituto tesoriere sarebbe aumentato di 75,3 milioni di euro.

Al 31 dicembre 2025, i debiti complessivi dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza avrebbero raggiunto i 602,1 milioni di euro. L’aumento rispetto all’anno precedente sarebbe superiore ai 123 milioni di euro.

Cosa mostrano i flussi di cassa Siope

Dai flussi di cassa Siope, il Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici che registra gli incassi e i pagamenti effettivamente effettuati dagli enti, emergerebbe inoltre un forte ricorso alle anticipazioni bancarie. Nel 2025, secondo la lettura proposta da Guccione, il valore delle anticipazioni utilizzate dall’Asp avrebbe rappresentato il 45,3 per cento dei pagamenti effettuati, contro il 40,4 per cento dell’anno precedente. Il dato indicherebbe quindi una crescente dipendenza dell’Azienda sanitaria dal credito bancario per sostenere la propria attività corrente.

Guccione: «I conti dell’Asp di Cosenza smentiscono il racconto di Occhiuto»

«I numeri del Consuntivo 2025 dell’Asp di Cosenza parlano da soli: una perdita di 84,5 milioni, la cassa quasi dimezzata, i debiti verso i fornitori in aumento di quasi la metà», afferma Carlo Guccione. Per l’esponente del Partito democratico, dietro gli «annunci trionfalistici» vi sarebbe «un’azienda sanitaria che sopravvive a colpi di anticipazioni bancarie e che paga sempre più in ritardo chi assicura le cure ai cittadini».

Sarà ora importante conoscere la spiegazione dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza e della Regione Calabria. Resta infatti da chiarire se la perdita da 84,5 milioni di euro derivi da maggiori costi sostenuti nel corso del 2025, da rettifiche e operazioni contabili, dal riconoscimento di passività pregresse oppure da un effettivo deterioramento della gestione corrente dell’Asp.

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