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Cosenza connect: una città tutta da vivere e scoprire. Presentato il piano strategico per la destinazione turistica integrata.


COSENZA – Non più una città da attraversare, ma una destinazione da scegliere, vivere e scoprire. È da qui che parte la nuova sfida ambiziosa di Cosenza. Il capoluogo bruzio prova a cambiare paradigma e a riposizionarsi come sistema turistico organizzato e competitivo, con l’obiettivo di trasformare il turismo in una leva strutturale di sviluppo economico. Con la presentazione di “Cosenza Connect”, il Programma strategico per la destinazione turistica integrata illustrato nel Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, l’amministrazione comunale imprime una svolta alla propria politica di sviluppo: costruire un modello di città capace di attrarre visitatori tutto l’anno e generare economia stabile attraverso un’offerta coordinata e continua.

A illustrare la strategia sono stati il sindaco Franz Caruso, l’assessore alle Attività economiche, produttive e al Turismo Rosario Branda e il presidente del Parco Nazionale della Sila, Liborio Bloise, in un’ottica di integrazione tra istituzioni, imprese e territorio. L’obiettivo è mettere in rete città, area montana e coste, superando la frammentazione dell’offerta turistica.

Cosenza connect: presentato il piano strategico per la destinazione turistica integrata

Il progetto prende forma all’indomani della Notte Bianca di Cosenza, che per l’amministrazione rappresenta il primo banco di prova del nuovo modello. Migliaia di presenze nel centro storico e nelle principali aree commerciali hanno trasformato l’evento in una dimostrazione concreta della capacità della città di fare sistema. «È stata un’esperienza straordinaria, organizzata in pochissimo tempo grazie al lavoro dell’assessore Rosario Branda, del settore Attività produttive, dei commercianti e di tutti coloro che hanno creduto in questo progetto», ha dichiarato Franz Caruso. «Il risultato dimostra che la collaborazione tra pubblico e privato è la chiave per la crescita della città».

La strategia si inserisce nel percorso di visibilità nazionale della città, alimentato dalle recenti produzioni Rai, da Linea Verde Italia agli speciali dedicati al Festival di Sanremo, fino al Giro d’Italia e al concerto di Radio2. Eventi che hanno proiettato l’immagine di Cosenza sulle principali reti televisive nazionali ed europee. A questi si aggiunge il crescente interesse del mondo del cinema, con il capoluogo sempre più spesso scelto come set cinematografico.

Destination management organization

Focus di Cosenza Connect è la creazione di una vera e propria Destination management organization (DMO), affiancata da una struttura operativa privata, con il compito di coordinare l’offerta turistica e sviluppare pacchetti integrati. Un modello pensato per aumentare la permanenza dei visitatori attraverso esperienze legate a cultura, natura, commercio ed enogastronomia. Il centro storico resta il fulcro del progetto, insieme al Museo all’Aperto Bilotti (MAB), destinato ad ampliarsi con dieci nuove installazioni artistiche. Da qui si sviluppa la connessione con il resto del territorio, dalla Sila fino alle aree costiere. «Abbiamo puntato su cultura, radici ed esperienza – ha spiegato Caruso -. Chi arriva a Cosenza deve vivere la città nella sua interezza, non limitarsi a un singolo luogo o monumento».

Nel presentare il progetto avviato negli ultimi mesi, l’assessore Rosario Branda ha spiegato come il lavoro si stia concentrando sulla costituzione di una Destination management organization, uno strumento pensato per strutturare in modo organico la governance del turismo e definire una strategia di sviluppo sostenibile del territorio: «Si tratta di un modello di gestione che prevede una guida pubblica, ma anche una forte componente di partenariato con gli operatori e con i soggetti del territorio». L’obiettivo è arrivare, già dopo l’estate, alla costituzione della DMO, guidata dal sindaco e arricchita dal contributo degli operatori turistici, delle associazioni di categoria, di alcuni comuni e dell’Ente Parco. Una rete di “portatori di interesse” chiamata a contribuire alla definizione della strategia complessiva.

Destination management company

Parallelamente sarà avviata anche la Destination management company (DMC), la struttura operativa che si occuperà della gestione dei prodotti turistici, affidata a soggetti privati selezionati tramite bando pubblico. Sul piano dell’offerta turistica, sono state individuate quattro macro-linee strategiche. La prima è Urban & Culture, dedicata alla Cosenza storica, ai musei, al teatro e all’ospitalità diffusa. La seconda è Outdoor & Nature, legata alla Sila, al trekking e all’enogastronomia dell’entroterra. La terza è Blue Experience, che integra le aree costiere tirrenica e ionica. Infine, Authentic Village, focalizzata su borghi, artigianato e turismo lento.

Branda ha inoltre sottolineato un cambio di approccio nella valutazione degli eventi: non più basata esclusivamente sul numero di presenze in piazza, ma sull’impatto economico generato sul territorio. Tra gli obiettivi principali della strategia figura anche l’aumento della permanenza media dei visitatori, contrastando il fenomeno del turismo “mordi e fuggi”. «Il masterplan – ha ricordato l’assessore – ha una visione a 36 mesi, ma molte delle azioni sono previste già nei primi sei mesi, con l’auspicio di arrivare alla costituzione della DMC entro la fine dell’anno».

Il ruolo strategico del Parco Nazionale della Sila

Il presidente del Parco Nazionale della Sila, Liborio Bloise, si è soffermato sul ruolo strategico dell’ente e sulla necessità di superare una visione puramente conservativa del parco per abbracciare una più ampia prospettiva di sviluppo sostenibile e integrazione territoriale. Bloise ha puntato l’attenzione sulla necessità di rafforzare il legame tra il Parco della Sila e la città di Cosenza, indicata come punto di riferimento naturale dell’intero sistema territoriale. «Se il turista che arriva a Cosenza trova lo stesso livello di servizi anche quando si sposta in Sila – ha osservato – allora aumenterà la permanenza e la qualità dell’esperienza complessiva». Il presidente ha richiamato il valore identitario del territorio, ricordando come la Sila sia storicamente legata alle comunità cosentine, e come sia necessario recuperare questa connessione attraverso politiche di collaborazione istituzionale e programmazione condivisa.

Tra le ipotesi progettuali citate, anche il potenziamento dei collegamenti ferroviari storici e lo sviluppo della “mobilità dolce”, già sostenuti da investimenti regionali. Il presidente ha infine sottolineato l’importanza della comunicazione e della capacità di valorizzare le eccellenze locali, richiamando anche esempi di buone pratiche osservate in altre regioni italiane: «Non dobbiamo avere timore di investire su beni immateriali e sulla narrazione del territorio perché è anche da lì che passa la crescita del PIL e dello sviluppo regionale».

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