Maxi sequestro di cocaina
INDICE DEI CONTENUTI
- 1 Il dominio nel narcotraffico: il modello ‘ndrangheta
- 2 Il mimetismo aziendale
- 3 La metamorfosi digitale
- 4 La dark IA
- 5 Sistema finanziario parallelo
- 6 Un ecosistema criminale fluido
- 7 Le crisi geopolitiche e le opportunità criminali
- 8 Il caso esempio della Russia
- 9 Il “che fare”
- 10 L’approccio sistemico
- 11 Patto di difesa collettiva
‘Ndrangheta leader del narcotraffico grazie al supporto logistico della mafia albanese e alla metamorfosi digitale, il nuovo rapporto Europol
CATANZARO – La ‘ndrangheta detiene una posizione dominante nel narcotraffico mondiale grazie alla capacità di sfruttare reti albanesi come braccio operativo in America Latina. Lo certifica il nuovo rapporto di Europol, “The blueprint of criminal opportunism”, che svela una realtà inquietante. Le reti della criminalità organizzata oggi non operano come un entità isolata, ma come parte di una rete fluida, transnazionale e tecnologicamente avanzata. Non si tratta più soltanto di cartelli o gruppi chiusi, ma di un panorama in cui 731 reti criminali censite (MTCN) — con oltre 400.000 affiliati di 118 nazionalità — governano mercati globali avendo fatto del “crimine come servizio” (crime-as-a-service) il loro standard operativo.
Il dominio nel narcotraffico: il modello ‘ndrangheta
Il cuore di questa egemonia risiede nella capacità di gestire l’intera filiera del narcotraffico. Settantacinque reti criminali transnazionali (MTCN) che operano sia nell’UE che in America Latina non hanno alcun membro latinoamericano. Alcune MTCN con base nell’UE, o provenienti da regioni limitrofe all’UE, si sono stabilite in America Latina per rifornirsi di cocaina direttamente dai trafficanti locali. Vale soprattutto per le reti criminali italiane e dei Balcani occidentali. Le reti calabresi, agendo come architetti del crimine, hanno stretto alleanze pragmatiche con i cartelli latinoamericani — come il Clan del Golfo in Colombia o il PCC brasiliano — esternalizzando la logistica sul campo agli alleati albanesi. Questo modello “senza confini” permette alla ‘ndrangheta di assicurarsi il controllo della produzione all’origine e della distribuzione in Europa, evitando di esporsi direttamente in tutte le fasi.
Il mimetismo aziendale
L’85% delle reti criminali censite da Europol utilizza oggi strutture aziendali legali (LBS) per mascherare i flussi finanziari. Questo “mimetismo aziendale” trasforma il narcotraffico in un’operazione finanziaria globale. La droga diventa una commodity gestita tramite società di facciata, corruzione di professionisti e infiltrazione negli snodi logistici. Il profitto non è più solo denaro sporco, ma capitale reinvestito in mercati legali, che inquina l’economia reale e indebolisce la leale concorrenza.
La metamorfosi digitale
Il “codice” di questa nuova era criminale, di cui la ‘ndrangheta è un caso paradigmatico, è definito dall’acronimo ABCD: Agile, Borderless, Controlling, Destructive. Le reti criminali contemporanee, agili, transnazionali, dominanti e distruttive, non temono le frontiere fisiche perché operano in uno spazio digitale dove le leggi nazionali sono spesso inefficaci. Il crimine si è smaterializzato. Vive nelle piattaforme di comunicazione criptata — come il sistema MATRIX, smantellato a fine 2024 dopo l’intercettazione di milioni di messaggi inviolabili — e si nutre della crescente accessibilità dell’intelligenza artificiale.
La dark IA
Oggi, un’organizzazione criminale non ha bisogno di migliaia di soldati per colpire. Basta un manipolo di specialisti tecnici che offrano “cyber-attacchi come servizio” o che automatizzino frodi finanziarie su larga scala. Il phishing di massa, le truffe in criptovalute e il riciclaggio tramite crypto-swapping sono diventati strumenti quotidiani.
La “dark AI” — sistemi open-source privi di salvaguardie — permette di generare contenuti manipolatori, testi e video falsi che rendono la vittimizzazione su larga scala non solo possibile, ma altamente redditizia e a bassissimo rischio.
Sistema finanziario parallelo
Il dossier descrive un sistema finanziario parallelo sempre più facilitato da piattaforme digitali e potenziato da tecnologie emergenti. Le MTCN fanno uso degli strumenti commerciali più innovativi e delle ultime tecnologie finanziarie, sfruttando «quadri normativi deboli e standard antiriciclaggio disomogenei tra le diverse giurisdizioni». La frammentazione normativa e le divergenze legislative vengono sfruttate a proprio vantaggio dalle organizzazioni criminali transnazionali. Un fattore chiave nella resilienza delle MTCN è la loro capacità di prosperare grazie alla vulnerabilità dei sistemi economici e finanziari legali. Il riciclaggio di denaro e la corruzione sono le pietre angolari di questo meccanismo di sfruttamento, alimentando le operazioni della criminalità organizzata e contribuendo alla sua resilienza.
Un ecosistema criminale fluido
Il rapporto Europol dimostra che il 76% delle reti censite nel 2024 è sparito o si è ristrutturato, ma altre 533 nuove sigle hanno preso il loro posto. Questa “resilienza rigenerativa” è il prodotto di un ecosistema in cui le singole reti cooperano, si scambiano servizi e si adattano alle interruzioni delle forze dell’ordine con la velocità di un algoritmo.
Le cellule semi-autonome che compongono le moderne reti criminali permettono loro di resistere anche quando il vertice viene colpito. Se il vertice dell’organizzazione cade, il fornitore di servizi specializzati o la rete di supporto finanziario si riconnette istantaneamente a un nuovo nodo. Questo sistema “a rete” trasforma il crimine in una struttura distribuita. Non c’è più un solo centro di comando, ma un groviglio di alleanze ad hoc che rende la caccia al boss una strategia necessaria ma, da sola, assolutamente insufficiente.
Le crisi geopolitiche e le opportunità criminali
Le reti criminali agiscono sempre più come delegati (proxy) per attori che pongono minacce ibride, sfruttando le vulnerabilità per destabilizzare l’UE e i suoi Stati membri dall’interno. Queste alleanze nell’ombra sono reciprocamente vantaggiose. Gli attori criminali ottengono denaro, protezione e/o infrastrutture, mentre gli attori della minaccia ibrida ottengono una plausibile negabilità. Sebbene siano state occasionalmente segnalate connessioni tra le 731 MTCN e attori della minaccia ibrida, la natura di questi legami è spesso poco chiara o insufficientemente documentata.
Il caso esempio della Russia
Europol fa riferimento alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, che ha contribuito a cambiamenti nelle attività e nella distribuzione geografica di alcune reti criminali. Questi sviluppi potrebbero aver aumentato la presenza all’interno dell’UE di determinati attori criminali, inclusi individui associati all’ambiente criminale dei Thieves-in-Law (Ladri nella legge). Tra i casi esempio viene citata una figura chiave. Un amministratore di una delle piattaforme di criminalità informatica di lingua russa più influenti al mondo è stato arrestato a Kiev. La piattaforma, utilizzata dalle reti criminali informatiche più attive e pericolose, fungeva da mercato centrale per dati rubati, strumenti di hacking e servizi criminali.
Il “che fare”
Siamo di fronte a una minaccia che non si sconfigge con i vecchi metodi. Se il crimine è diventato un’architettura che sfrutta ogni debolezza del sistema globale, la risposta non può che essere una “difesa sistemica”. La sfida che le autorità europee hanno di fronte impone di passare da una strategia reattiva a una prevenzione by design.
“Fin dalla progettazione” deve diventare il mantra di ogni nuova politica europea, secondo Europol. Significa che, ogni volta che introduciamo una nuova tecnologia, una nuova riforma finanziaria o una nuova rotta commerciale, dobbiamo chiederci: “Come può un’organizzazione criminale sfruttare questa innovazione?”. La sicurezza deve precedere lo sviluppo.
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L’approccio sistemico
Inoltre, è fondamentale un approccio multidisciplinare che integri il contrasto operativo — necessario per colpire i vertici — con misure amministrative e di intelligence economica. La resilienza della società dipende dalla cooperazione. La ‘ndrangheta e le altre reti criminali si nutrono della frammentazione tra le giurisdizioni. Per Europol è necessario «colmare le lacune giurisdizionali». Soltanto con una «legislazione solida» si potranno colpire i nodi finanziari opachi. Inoltre, bisogna investire massicciamente in ricerca per garantire che la tecnologia delle forze dell’ordine sia sempre un passo avanti rispetto alla “dark AI” dei criminali. L’approccio sistemico auspicato prevede che le «autorità competenti di tutto il mondo» collaborino in modo continuo per scambiarsi informazioni.
Patto di difesa collettiva
Una risposta efficace richiede che forze dell’ordine, autorità pubbliche, settore privato e società civile uniscano le forze in un patto di difesa collettiva. «Un approccio coordinato che coinvolga l’intera società». La lotta alla criminalità organizzata non è più solo una questione di giustizia penale, ma la battaglia decisiva per la tenuta democratica ed economica dell’Unione Europea. Non è un caso che Europol auspichi una «cooperazione sostenuta tra forze dell’ordine, autorità pubbliche, partner del settore privato e società civile, combinando il contrasto agli attori criminali con misure che riducano le opportunità di reato e rafforzino la resilienza della società». Insomma, impedire che queste reti sviluppino un’egemonia criminale — trasformando i sistemi legali in strumenti del loro profitto — è l’imperativo morale e politico del nostro tempo.
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