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Il luogo dell&amp;amp;amp;amp;amp;amp;#039;omicidio compiuto a Cutro

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Giovane bulgaro ucciso a Cutro per motivi passionali con due colpi di pistola al petto, fermato commerciante per omicidio


CUTRO – Un delitto consumato alle prime luci dell’alba nel cuore del centro cittadino. Un giovane di 22 anni di nazionalità bulgara, Sergej Kapterv, è stato ucciso questa mattina a Cutro, in via Spagnolo, all’interno dell’abitazione al civico 9 dove si trovava in vacanza per trascorrere un periodo con i propri familiari. Per l’omicidio i carabinieri hanno già fermato un 28enne del posto, Giuseppe Sulla, commerciante di prodotti tipici calabresi. Alla base del gesto, preceduto da una serie di litigi nei giorni scorsi, vi sarebbe un movente di natura passionale.

Giuseppe Sulla, 28enne di Cutro, fermato per l’omicidio

La ricostruzione dei fatti

 L’allarme è scattato poco prima delle 5:30. Secondo le prime ricostruzioni investigative, l’indagato si sarebbe presentato al civico 9 di via Spagnolo — una stradina popolata da residenti del posto, caratterizzata dalla presenza di un’abitazione dismessa e abbandonata proprio accanto al luogo del delitto. Dopo aver bussato con insistenza a casa della vittima predestinata, il 28enne cutrese avrebbe preso a calci la porta d’ingresso nel tentativo di sfondarlo. Alla fine la vittima avrebbe aperto, e forse già sapeva chi era a braccarlo. L’indagato avrebbe sparato due colpi di pistola che hanno raggiunto Kapterv in pieno petto. Il corpo senza vita è stato rinvenuto riverso in cucina. Forse, in quel piccolo bilocale, c’è stato un breve inseguimento ma il giovane bulgaro non ha avuto scampo.

Tensione e dolore in via Spagnolo

Scena di profondo dolore al civico 9, uno stabile al piano terra con i muri esterni scrostati, durante le operazioni di recupero della salma. La compagna della vittima e i familiari, sconvolti, hanno manifestato con forza la loro disperazione. La giovane donna si è avvinghiata al feretro prima che gli operatori della ditta di pompe funebri potessero trasportare il corpo via dal luogo del delitto. «Voglio stare con lui, me lo stanno portando via», urlava.

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Le indagini

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i carabinieri della Stazione locale e i loro colleghi della Compagnia di Crotone insieme ai militari del Reparto operativo del Comando provinciale di Crotone per eseguire i rilievi tecnici e scientifici necessari a cristallizzare la scena del crimine. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio. Il pm di turno è Matteo Staccini che, intervenuto sul posto, ha assunto la direzione delle indagini. A condurre gli accertamenti il Nucleo investigativo dei carabinieri di Crotone, sotto la guida del colonnello Angelo Maria Pisciotta, che si è avvalso anche dell’ausilio dell’VIII Elinucleo di Vibo Valentia e dello Squadrone eliportato dei Cacciatori di Calabria. Gli indizi a carico di Sulla emersi nella primissima fase delle indagini sarebbero piuttosto gravi.

Nonostante il quadro esecutivo appaia ormai delineato e il presunto responsabile sia stato prontamente individuato e fermato, gli investigatori stanno acquisendo le immagini dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona per ricostruire nel dettaglio ogni singola fase dell’aggressione e la sequenza temporale dei movimenti dell’indagato.

Scena muta davanti al pm

Sulla è stato rintracciato dai carabinieri nei pressi del cimitero, poche ore dopo la tragedia. «Non intendeva darsi alla fuga – ha detto il suo avvocato, Luigi Colacino, al Quotidiano – infatti è rimasto in città. Stava andando a consegnarsi in caserma». Interrogato dal pm Staccini alla presenza del legale, l’indagato si  è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il presagio in un post sui social

 A rendere ancora più drammatico e agghiacciante il quadro della vicenda è un contenuto apparso sui social network soltanto pochi giorni prima dell’accaduto. Sul profilo Facebook di Giuseppe Sulla è stato infatti condiviso un post che risuona oggi come un drammatico presagio. La pubblicazione riporta in primo piano una frase emblematica sul significato di una lealtà spinta fino alle conseguenze più estreme, definita come una «fedeltà assoluta, incrollabile» e destinata a durare oltre la vita stessa, arrivando fino al valore dell’«estremo sacrificio». Ad accompagnare queste parole c’è uno scatto di coppia in cui l’uomo compare al fianco di una donna, incorniciato da hashtag dedicati all’amore e al legame con il proprio territorio. Un messaggio diffuso in rete che ora finisce al centro dell’attenzione investigativa, trasformando parole apparentemente romantiche nel riflesso di una visione fatale.

Il cordoglio del sindaco

Il sindaco Domenico Voce, la giunta e l’amministrazione comunale di Cutro esprimono «vicinanza e cordoglio alle famiglie Kapterv e Kirova per la perdita del loro caro congiunto, a seguito del cruento fatto di sangue consumatosi in ambito familiare». È il post apparso sulla pagina Fb della lista elettorale “Solo insieme si può”, vicina all’amministrazione comunale, ancora sfornita di una profilo social istituzionale. «La violenza che ha portato via una giovane vita non trova mai giustificazione e può solo alimentare altra violenza – è detto ancora – nell’auspicare che fatti del genere restino episodi isolati, invitiamo ad un momento di riflessione e di condivisione del dolore di questa famiglia».

Scacco matto alla pietà

 Mentre gli inquirenti completano i rilievi nell’abitazione trasformata in scena del crimine, la macchina amministrativa e turistica non arretra di un millimetro. La partita a scacchi viventi, evento clou dell’estate cutrese, stasera si farà. Nessun cambio di programma, nessuna sospensione per rispetto di una vita di vent’anni stroncata in casa propria. A breve distanza dal luogo dell’omicidio, la piazza si riempirà ugualmente di luci, tamburi e comparse in costume medievale. Il Comune aveva presentato una manifestazione d’interesse per correre al titolo di Capitale italiana della cultura, anche se ha fatto dietrofront subito dopo la discovery delle candidature.

Ma la cultura è anche pietas. ​Nonostante l’invito alla “riflessione”, si registra l’incapacità dell’amministrazione comunale di fermarsi, di registrare il colpo, di concedere anche solo un giorno di buio e di silenzio al dolore di una famiglia.  Eppure una seduta consiliare era stata rinviata per lutto cittadino in seguito alla morte di un giovane in un incidente stradale. Sulla scacchiera ogni pezzo eliminato torna in gioco al turno successivo; tra le pareti di una casa resta una vittima che non si rialzerà. ​Scacco matto alla pietà, e buona serata a tutti nella solita anestesia d’ordinanza.

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