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Blitz della Finanza alla Provincia di Crotone

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Nuova tegola sulla Provincia di Crotone, la Guardia di finanza indaga su un pacchetto di appalti per il Ciclone Harry


CROTONE – Blitz della Guardia di Finanza questa mattina alla Provincia di Crotone. A partire dalle ore 9:00, i militari delle Fiamme Gialle, su delega del procuratore Domenico Guarascio, hanno avviato una massiccia acquisizione di documenti negli uffici dell’ente di via Mario Nicoletta. Al centro del nuovo filone investigativo ci sono i fondi pubblici stanziati per l’emergenza del “Ciclone Harry”, la violenta ondata di maltempo che lo scorso gennaio ha colpito la Calabria e il Sud Italia.

NUOVA TEGOLA

Si tratta di una nuova, pesante tegola che si abbatte sull’amministrazione provinciale, a breve distanza dall’operazione “Teorema” che aveva scoperchiato un fitto giro di tangenti all’interno dello stesso ente. In questo caso, però, l’attenzione della magistratura si concentra su un fatto completamente nuovo e specifico: la gestione delle risorse per i lavori di somma urgenza post-alluvione.

SOTTO LA LENTE 28 AFFIDAMENTI

Sotto la lente d’ingrandimento della Procura sono finiti, in particolare, i provvedimenti di affidamento diretto per 28 interventi di ripristino e messa in sicurezza delle strade provinciali danneggiate dal ciclone. Un pacchetto di appalti del valore complessivo di oltre 2,5 milioni di euro, finanziato attraverso i fondi stanziati dal Consiglio dei Ministri lo scorso 26 gennaio, nell’ambito della delibera che ha riconosciuto lo stato di emergenza nazionale per 12 mesi. Lo stanziamento iniziale, di 100 milioni di euro, è da ripartire tra Calabria, Sicilia e Sardegna.

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NIENTE INDAGATI

L’attività degli investigatori punta a spulciare delibere, determine e registri contabili legati a queste precise commesse. I dubbi degli inquirenti riguardano la legittimità delle procedure e la reale sussistenza dei requisiti per l’assegnazione diretta dei lavori in somma urgenza. L’inchiesta è alle battute iniziali e l’acquisizione documentale, finalizzata a verificare la correttezza dell’operato della pubblica amministrazione, non vede, al momento, iscrizioni nel registro degli indagati.

MASSIMO RISERBO

La macchina burocratica dell’ente subisce così un altro duro colpo, proprio mentre si cercava di superare gli strascichi giudiziari lasciati dallo scandalo corruttivo venuto fuori con l’inchiesta “Teorema”, che prosegue a ritmo serrato. Ma intanto si aggiunge un nuovo filone. Le Fiamme gialle mantengono il massimo riserbo sul contenuto dei faldoni prelevati. I controlli sui flussi finanziari e sulla regolarità dei cantieri stradali appaltati dopo il 18 gennaio proseguiranno nelle prossime ore per stabilire se le risorse governative siano state distratte o utilizzate in violazione delle norme di legge.

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