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La segretaria del Pd Schlein alla veglia accanto a monsignor Savino

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La segretaria Pd Schlein a Cutro. «Due anni dopo facciamo ancora la stessa domanda: perché non partirono mezzi adeguati?»


CUTRO – «Stiamo ancora facendo la domanda di due anni fa. Una domanda molto semplice. Perché non sono partiti mezzi adeguati? Perché non è partita la Guardia costiera? La magistratura sta facendo il suo lavoro. Ci sono processi in corso. Quelli non ci competono. Ma una domanda politica ancora attende risposte, per tutte le vittime che ci sono state e per i familiari che ancora oggi chiedono verità e giustizia». Poche, misurate parole, quelle della segretaria del Pd Elly Schlein, a conclusione della veglia sulla spiaggia di Steccato, dove due anni fa naufragarono un centinaio di migranti. Si tratta di uno degli eventi promossi dalla Rete 26 febbraio nell’ambito del programma di iniziative per commemorare la strage di Cutro.

PERCHÉ SCHLEIN A STECCATO

La leader nazionale dei Dem ha ascoltato con commozione la preghiera musulmana e le parole di monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano e vicepresidente della Cei, preoccupato per la «banalità del male» ma anche per il «male della banalità di chi crede che i fili spinati siano la soluzione ai problemi della storia». E ha spiegato il senso della sua presenza all’alba a Steccato. Un’alba non gelida come quella di due anni fa. «Era importante essere qui, come l’anno scorso e come l’anno prima, per commemorare i 94 morti e i dispersi di cui non si sa ancora il numero. Importante essere accanto ai familiari delle vittime e ai sopravvissuti per chiedere verità e giustizia. Ed era importante riabbracciare i pescatori che hanno tirato fuori corpi dall’acqua. Continueremo a insistere – ha concluso – per la piena verità e giustizia su una strage».

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SCHLEIN INCONTRA I FAMILIARI DELLE VITTIME

Una presenza discreta, quella della segretaria del Pd a Steccato. Non pioveva, come l’anno scorso. E non c’era la tempesta di due anni prima. Schlein ha avuto modo di soffermarsi con i familiari delle vittime, interloquendo in tedesco con l’afghana Farzan Maleki che denuncia che in due anni nulla è stato fatto per i ricongiungimenti. «Attendiamo che la premier Meloni mantenga le sue promesse». La giovane afghana, che vive in Germania, lo aveva detto, qualche ora prima, anche intervenendo a un convegno nell’auditorium dell’istituto Pertini di Crotone. Schlein ha assunto impegni con gli altri migranti prima di andare via, chiedendo ai suoi collaboratori di acquisire le informazioni necessarie per seguire le pratiche.

IL DONO DEL CIRCOLO PD A SCHLEIN

Per il circolo Pd c’era Antonio Gaetano, che ha consegnato alla segretaria un’antologia di poeti cutresi. Insieme a lui anche alcuni soccorritori. Ma c’è stato anche l’abbraccio con Vincenzo Luciano, il pescatore di Steccato che riusciva a raccogliere soltanto salme e che per settimane ha setacciato il litorale alla ricerca di dispersi.

LA POLEMICA DELLA FSP CONTRO SCHLEIN

Nessun accenno, da parte di Schlein, neanche alla discutibile presa di posizione di Giuseppe Brugnano, segretario nazionale della Fsp, critico sulla venuta della segretaria Pd a Steccato. Il sindacalista della polizia di Stato parlava di «iniziativa puramente politica di cui non si comprende l’utilità sociale» e che avrebbe «aggravato il lavoro delle forze dell’ordine già impegnate in un territorio a elevata tensione come quello della provincia di Crotone». Brugnano contestava «la scelta di un orario così improbo, alle 4 del mattino» e accusava Schlein perfino di «mancare di rispetto» ai lavoratori della sicurezza e ai giornalisti «costretti a seguire l’evento in condizioni di disagio e privazione del sonno». Ma il diritto all’informazione esiste 24 ore su 24. E se alcune componenti delle forze dell’ordine non avessero dormito, due anni fa, mentre un malandato caicco segnalato da Frontex batteva la rotta dell’Egeo col mare forza 4 per poi schiantarsi contro quella maledetta secca a Steccato, si sarebbero riposati tutti un po’ di più. Anche i giornalisti.

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