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Dopo un anno e mezzo questo giornale ritrova da oggi la sua storica testata. Il mondo dell’informazione, al pari di moltissimi altri ambiti, si evolve a ritmi sostenuti. Il Quotidiano del Sud torna con la consolidata consapevolezza che il modo di fare e quello di fruire dell’informazione sono cambiati


Rieccoci. Riecco il Quotidiano del Sud. Dopo un anno e mezzo questo giornale ritrova da oggi la sua storica testata, e le ragioni del cambiamento le spiega bene qui l’Editore.
Il mondo dell’informazione, al pari di moltissimi altri ambiti, si evolve a ritmi sostenuti. Il Quotidiano del Sud torna con la consolidata consapevolezza che il modo di fare e quello di fruire dell’informazione sono cambiati. Non a caso da tempo abbiamo potenziato i canali digitali (il nostro sito web, ma anche tutti i nostri social). Cambiano le modalità di fare informazione, nuovi canali si sono aggiunti a quello tradizionale, altri ancora probabilmente spunteranno. Ma la vocazione del Quotidiano del Sud è immutata: raccontare il territorio, i suoi punti dolenti e le prospettive di crescita e miglioramento, i problemi dei suoi giovani e le loro speranze, le loro esperienze qua o altrove.


La diversificazione dei canali attraverso cui veicolare l’informazione che la squadra del Quotidiano produce ogni giorno, ci porta, ed anzi ci consente, di concentrarci meglio sui temi principali che necessitano di approfondimenti, ricerche di testimonianze, riflessioni. Quando esistevano solo i giornali di carta, per semplificare, la selezione delle notizie da registrare in modo secco, quelle da approfondire, quelle da seguire per più giorni non è mai stata un’operazione semplice, e anche la collocazione nelle singole pagine rispondeva a una precisa gerarchia dei titoli. Oggi, in mezzo a una mole di informazioni enorme, spinta dai social e dalla comunicazione istantanea, la prima selezione da fare è quella che individua per ogni tipologia di notizia il nostro canale giusto da utilizzare. Una preselezione che restringe il campo su cui lavorare per rendere l’edizione che avete oggi sotto gli occhi sempre più orientata verso i temi principali della regione, delle province e dei territori comunali.


Per il giorno del ritorno in edicola (in quelle fisiche, sempre meno numerose, e in quella digitale), il Quotidiano del Sud ha cambiato abito. È più snello, nella foliazione e nella grafica, le pagine sono più ariose, ma lo spazio per il racconto del territorio è immutato. Alcune scelte nella prima parte del giornale, in realtà, rafforzano l’obiettivo di una visione della regione nelle sue diversità, nella sua complessità, nella trasversalità dei suoi territori. I lettori avranno modo e tempo di apprezzarlo.


La vocazione del Quotidiano del Sud è immutata, dicevamo, ma non solo quella. Libertà e rigore costituiscono da sempre un marchio distintivo per questo giornale, per il Quotidiano, come nei nostri territori i lettori hanno sempre continuato a chiamarci.
La libertà è senza alcun dubbio un privilegio garantito da tre decenni dall’editore alle direzioni – e quindi a tutti i giornalisti – di questa testata.


Il rigore è una scelta, un obbligo, una rotta precisa senza la quale, in realtà, la libertà fa presto a trasformarsi in altro, con effetti lontani anni luce da tutto ciò che di positivo il concetto stesso di libertà induce a pensare.
La libertà e il rigore insieme hanno consentito e consentiranno di raccontare il territorio con l’onestà dovuta al lettore, senza partigianerie, alla ricerca costante di temi da approfondire che risultino vicini al sentire della comunità regionale.
Non essere faziosi vuol dire ospitare opinioni diverse, persino opposte, su un argomento di interesse.


Non essere faziosi significa, in ogni caso, far emergere il più possibile la verità sostanziale dei fatti, di modo che il lettore abbia la possibilità di farsi la sua opinione.
Non essere faziosi, d’altro canto, non vuol dire che in alcuni casi il giornale non prenda posizione, con inchieste, campagne, stimoli al pubblico dibattito, laddove ci si trovi di fronte ad argomenti che lo richiedano. E in questi casi assume particolare rilievo un altro elemento che fa la differenza nel raccontare un territorio, nell’essere il giornale della città, della regione: la sensibilità, più che una caratteristica essa deve essere intesa come lo sforzo costante nella ricerca per individuare ciò che le comunità percepiscono come temi importanti, temi “loro”.


Sullo sfondo resta, come abbiamo avuto modo di dire qualche mese fa, la sfida continua dell’informazione, un’evoluzione anche nei modi e nei linguaggi, che deve sempre seguire la stella polare delle nuove frontiere dell’etica e della deontologia, in ambiti vecchi e nuovi (l’impatto dilagante, per esempio, in tutti i campi, dell’Intelligenza artificiale). Ma resta, soprattutto, il patrimonio di libertà e autonomia che è nel Dna di questo giornale, e di cui con piena consapevolezza e responsabilità continueremo a essere custodi.

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