Simona Loizzo
3 minuti per la letturaLoizzo attacca l’ex collega di partito Vannacci secondo cui il femminicidio non esiste: «Calpesta le vittime». Critiche da tutti i partiti, mentre Occhiuto incontra la giovane sopravvissuta al tentato femminicidio di Terranova da Sibari
Una «vannacciata». Che fa rima con «pagliacciata». L’attacco a una delle ultime uscite del generale («il femminicidio non esiste, è un omicidio come tutti gli altri») non arriva in questo caso dal campo largo ma da una ex collega di partito di Vannacci, la deputata Simona Loizzo.
«Non mi meraviglia che il generale Vannacci abbia sparato grosso. Di solito lo fa, ma oggi l’ha fatta più grossa – dice Loizzo in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook – Parlare del femminicidio come di un omicidio normale significa calpestare per l’ennesima volta i corpi delle donne che di femminicidio sono state vittime. Tutte le battaglie che le donne, da destra e da sinistra, hanno fatto per il riconoscimento di questo reato meriterebbero più attenzione. Ma poi mi chiedo: quelle deputate, che si interessavano a pieno titolo nei più vari salotti d’Italia e nelle televisioni nazionali di pari opportunità, cosa ne pensano?». Non è chiaro a chi si riferisca Loizzo, perché in realtà le parole di Vannacci hanno suscitato reazioni da più parti.
SDEGNO DA TUTTI I PARTITI PER LE PAROLE DI VANNACCI
Per il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi la tesi secondo cui il femminicidio non esiste è «il “tipico pensiero da bar». «Quando abbiamo approvato all’unanimità il reato di femminicidio, abbiamo ascoltato gli orfani, i genitori delle vittime: strumentalizzare questo dramma ai fini di una polemica stupida è un gravissimo errore» dice Lupi.
«Mi sembrano solo richieste di attenzione. Dice esattamente quello che è contrario a secoli di evoluzione», il commento della sindaca di Genova SIlvia Salis. «Il punto non è che la morte di una donna “pesa” più di quella di un uomo, ma la gravità della spinta che porta a uccidere una donna per odio o disprezzo, ritenendola un essere inferiore. Ecco perché la critica del leader di Futuro nazionale è totalmente fuorviante – commenta la senatrice della Lega, Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia del Senato, promotrice della legge che ha istituito il reato specifico di femminicidio – Spero non ci sia nostalgia per il reato previsto fino al 1981, quando venivano concesse attenuanti a chi uccideva una donna per causa d’onore».
Cecilia D’Elia, senatrice del Pd, parla di «negazionismo patriarcale». Per Vittoria Baldino, deputata del M5s, quella di Vannacci è «una strategia politica che può forse garantirgli qualche titolo di giornale ma dimostra che pur di fare propaganda è disposto a banalizzare il dolore di chi ha perso una figlia, una sorella o una madre».
OCCHIUTO INCONTRA LA GIOVANE SCAMPATA A UN FEMMINICIDIO
Nel frattempo il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia (le cui posizioni rispetto a Vannacci sono note) proprio oggi – 15 giugno 2026 – ha incontrato Maria Ida Santopaolo, la giovane di Terranova da Sibari scampata nei primi giorni di giugno a un brutale tentato femminicidio. «Insieme abbiamo condiviso un’idea che intendiamo portare avanti con convinzione, coordinandoci anche con l’assessore all’Istruzione, Eulalia Micheli: promuovere nelle scuole calabresi incontri con Maria Ida e con il ragazzo che l’ha soccorsa – dice Occhiuto – affinché il loro racconto possa diventare uno strumento prezioso per educare le nuove generazioni al rispetto, alla cultura del consenso, alla parità e al rifiuto di ogni forma di violenza».
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