X
<
>

Emanuele Mancuso

5 minuti per la lettura

Il pentito Emanuele Mancuso al processo “Maestrale” ha rivelato le faide interne alla famiglia e la latitanza di Luni “L’ingegnere”


VIBO VALENTIA โ€“ Secondo giorno di escussione del pentito Emanuele Mancuso al processo โ€œMaestraleโ€, in aula Bunker a Lamezia, condotta dal pm della Dda, Antonio De Bernardo che ha continuato a sottoporre al teste lโ€™album fotografico.

LE FAIDE INTERNE NELLA FAMIGLIA MANCUSO

In particolare, il collaboratore si รจ soffermato sulle contrapposizioni allโ€™interno del clan Mancuso che si sono verificate a far data dalla scarcerazione di Pantaleone alias โ€œScarpuniโ€ a capo dellโ€™ala armata della famiglia. Da un lato, ha spiegato il collaboratore, vi era la fazione che faceva capo a โ€œPeppe Mancuso, detto โ€™Mbrogghjia, con il figlio Domenico detto โ€œNinjaโ€, Antonio Mancuso, Salvatore Cuturello, Domenico e Antonio Campisi, Giovanni, Giuseppe e Pantaleone Rizzo (alias โ€œLeo Limpsโ€), Salvatore e Nicola Drommi; dallโ€™altra quella che faceva capo a โ€œScarpuniโ€ con mio padre (Pantaleone alias lโ€™Ingegnereโ€, ndr) Assunto Megna, Cupitรฒ, e i fratelli di โ€œScarpuniโ€. Pranzavamo quasi ogni domenicaย  in questa tenuta vicino al campo sportivo di Megna, con le persone che ho citato e altre quali i Valarioti e Dominic Signorettaโ€.

Ha quindi riferito dei โ€œgrossi diverbi tra Domenico Mancuso e Totรฒ Campisi con la famiglia di Assunto Megna. I primi due litigarono perchรฉ il terzo combinava sempre casini. Sul lungomare aveva commesso qualcosa di bruttoโ€ e ha aggiunto che un ulteriore frizione era causata dallโ€™episodio in cui i Piccolo spararono a Campisi โ€œma Cuturello e la mia famiglia non vollero che questi fossero toccati perchรฉ facevano parte di un gruppo di fuoco di cui si serviva il clan. Alla fine ad Assunto Megna hanno saltare in aria la casa che perรฒ ricostruรฌ subito e anche piรน bella di primaโ€.

LA LATITANZA DEL BOSS LUNI MANCUSO

Assunto Megna, era una persona astuta, che non aveva solo interessi in Argentina ma un poโ€™ in tutto il mondo. Ed ha avuto un ruolo decisivo nella detenzione di Pantaleone Mancuso โ€œLโ€™ingegnereโ€ nel Paese sudamericano. Sono state queste le parole di Emanuele Mancuso sullโ€™imputato che ha raccontato la vicenda della latitanza e della carcerazione del padre.

รˆ il 2014. Il boss si era rifugiato dallโ€™altra parte dellโ€™Oceano Atlantico, per sfuggire alla giustizia italiana. Venne perรฒ catturato mentre, a bordo di un autobus, stava cercando di varcare la frontiera e andare in brasile. Nel suo borsone aveva 100mila euro.ย  Il collaboratore tuttavia ha specificato in apertura di argomento di non avere contezza se โ€œMegna ha agevolato la latitanza di mio padre, ho appreso, per averlo letto, che aveva 100mila euro, poi si รจ detto 100mila pesos, e che in quellโ€™autobus cโ€™erano altre persone che erano riuscite a passare la frontiera con il Brasile, con i soldi, contrariamente a mio padreโ€.

IL TRUCCO PER RIDURRE IL SEQUESTRO DA 100MILA EURO A 100MILA PESOS

Nellโ€™esporre i fatti, Mancuso ha parlato anche di un aneddoto, riferito allโ€™escamotage utilizzato dalla famiglia per ridurre la rilevanza del sequestro del denaro: โ€œPer come mi ha riferito mia madre, lโ€™intenzione era quella di far passare, attraverso la corruzione dei pubblici ufficiali argentini, che il sequestro fosse stato di 100mila pesos in quanto di valore molto inferiore. Megna pertanto si era attivato in tal senso facendo leva sulle sue attivitร  che ha in quel Paese. E questo perchรฉ, da un lato una parte di soldi ce li siamo ripresa, dallโ€™altro perchรฉ per la giustizia italiana vi รจ una rilevanza differente tra un sequestro di 100mila euro e 100mila pesosโ€.

E durante la carcerazione dellโ€™Ingegnere Megna, che ย era spesso in contatto โ€œcon Ferdinando Saragรฒ e che ย gestiva altri sempre per conto della nostra famiglia un poโ€™ ovunque nel mondoโ€, avrebbe attivato โ€œla tutela legale e la protezione per mio padre in carcere che doveva essere trattato come un gioielloโ€. Un paio di giorni dopo lโ€™arresto di Mancuso, la madre e il fratello del pentito si recarono in Argentina con un volo Dubai-Miami-Buenos Aires ย mentre Megna vi andรฒ poco tempo dopo. La distanza Nicotera-Buenos Aires รจ ovviamente era enorme e quindi lโ€™unico modo, per la famiglia, per avere notizie del boss era quella di appoggiarsi da una โ€œfamiglia che comandava allโ€™interno del carcere e che ci contattava via internet. Non lo faceva certo gratis, quindi soldi ne hanno impiegati, tantโ€™รจ che poi ragionammo come poter far rientrare queste speseโ€.

LA LATITANZA DI MARCELLO PESCE

Altro tema trattato dal collaboratore รจ stato quello della latitanza di Marcello Pesce per la quale si sarebbe impegnata in prima persona la famiglia Megna: โ€œSuccesse che un giorno i fratelli Perfidio (Francesco e Pantaleone) con i quali coltivavo tantissima marijuana, tanto che i soldi li sotterravamo nel terreno, mi telefonarono perchรฉ proprio dietro la loro campagna, mentre sotterravano altro denaro, si erano accorti dellโ€™esistenza di due telecamere. Una volta sul posto, avevo notato che una di queste puntava verso la casa e il negozio di Megna, a Nicotera Marina, lโ€™altra verso unโ€™abitazione piรน spartanaโ€.

A quel punto, Mancuso, ha aggiunto di aver chiamato โ€œGiuseppe Dโ€™Angelo, alias โ€œMezzanotteโ€, per far avvisare i Megna. Dopo due giorni quando incontrai Assunto mi disse โ€œโ€™ndi sarvasti a tuttiโ€ perchรฉ li avevo avvertiti in tempoโ€ in quanto in questโ€™ultima abitazione si trovava proprio Marcello per la cui latitanza โ€œvenivano prese le piรน disparate cautele. Nelle more, per come dettomi sempre da Assunto e Dโ€™Angelo, si era incontrato anche con Luigi Mancusoโ€. Gli inquirenti avrebbero arrestato Pesce di lรฌ a poco, allโ€™alba del 14 dicembre 2016, durante uno spostamento, in zona San Ferdinando.

LA GESTIONE DEL SAYONARA E DEL CLIFFS HOTEL

La gestione del Sayonara e del Cliffs Hotel.ย Una gallina dalle uova dโ€™oro, luogo anche di summit di โ€™ndrangheta (qui si tenne agli inizi degli anni โ€™90 il โ€œcelebreโ€ incontro tra emissari di cosa nostra e i clan calabresi per lโ€™eventuale persecuzione, anche in Calabria della strategia stragista iniziata in Sicilia dalla Mafia).
โ€œIl villaggio di Nicotera era gestito dal ramo di Peppe โ€™mbrogghjia (Antonio e Domenico Mancuso, Assunto che a quel tempo era con Peppe e mio padre) prima della scarcerazione di Luigi. Quando questโ€™ultimo tornรฒ libero prese le redini della strutturaโ€. Ha affermato il pentito che il Cliffs di Joppolo โ€œvenne rilevata da Luni โ€œlโ€™Ingegnereโ€ e Assunto Megna, dopo la morte di Mimmo Ranieli, nel 2014. Assunto aveva messo due persone, Elisabetta di Capua e un ragazzo, per facciata; poi ci appoggiavamo al commercialista Zamparelli che ci gestiva tutto. Il terreno sul quale sorgeva era in concessione dal Comune che veniva sempre rinnovata e quindi eravamo sempre in relazione con i sindaciโ€.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud ยฉ - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA