Il comune di Vazzano
3 minuti per la letturaSei indagati dalla Corte dei Conti che ventila un presunto danno erariale al Comune di Vazzano da 1,1 milioni di euro. Coinvolti due sindaci e tre revisori dei conti e sequestrati beni a un ex funzionario.
VIBO VALENTIA – Un presunto danno erariale di quasi 1,1 milioni di euro, maturato nell’arco di oltre un decennio attraverso un articolato sistema di distrazione di risorse pubbliche ai danni del Comune di Vazzano. È quanto contesta, a seguito dell’indagine che nei giorni scorsi ha portato alla conclusione indagini nei confronti di 38 persone, la Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria, che ha notificato un invito a dedurre nei confronti di sei soggetti, tra cui tre pubblici ufficiali appartenenti all’ente e tre incaricati di pubblico servizio.
Contestualmente, nei confronti dell’ex responsabile dell’Area Affari Generali dell’ente è stato eseguito un sequestro conservativo fino a 228 mila euro, disposto dal presidente della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti.
L’INCHIESTA ORIGINATA DA UNA SEGNALAZIONE
L’inchiesta trae origine da una segnalazione di danno erariale redatta dalla Guardia di Finanza di Vibo Valentia al termine di precedenti indagini svolte congiuntamente all’Arma dei Carabinieri, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che ha successivamente autorizzato la trasmissione degli atti alla magistratura contabile.
Secondo la ricostruzione della Procura contabile, tra il 2015 e il 2024 l’ex responsabile dell’Area Affari Generali avrebbe messo in piedi un sistema fraudolento sfruttando l’accesso alla firma digitale del responsabile del Servizio finanziario. Attraverso la manipolazione dei mandati di pagamento prima dell’invio telematico alla banca tesoriera, avrebbe sostituito l’Iban dei legittimi beneficiari con il proprio o con quello di soggetti a lui riconducibili.
COINVOLTI ANCHE DUE SINDACI E TRE REVISORI DEI CONTI
Il meccanismo avrebbe consentito di distrarre risorse pubbliche per 845.235,75 euro. Per gli inquirenti, il presunto sistema sarebbe sarebbe stato favorito anche dall’omessa vigilanza da parte dei soggetti chiamati a controllare la gestione finanziaria dell’ente. Tra questi figurano due sindaci pro tempore (L’attualeVincenzo Massa e il suo predecessore Domenico Villì) e tre revisori dei conti (Giuseppe Galati, in carica dal gennaio 2015 al gennaio 2018; Roberto Gigliotti, revisore fino al gennaio 2021; e Giovanna Chiarelli, in carica dal marzo 2021 fino all’aprile 2024).
Oltre al danno patrimoniale diretto, la Procura regionale contesta anche un danno da disservizio pari a 253.570,73 euro, ritenendo che la vicenda abbia compromesso gravemente il buon andamento dell’azione amministrativa dell’ente. Il valore complessivo del presunto danno erariale ammonta così a 1.098.806,48 euro.
Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha svolto gli accertamenti di polizia erariale e ha raccolto gli elementi confluiti nell’invito a dedurre notificato ai sei soggetti coinvolti.
SEQUESTRATO IL PATRIMONIO DEL FUNZIONARIO COMUNALE
Per il solo ex responsabile dell’Area Affari Generali, Domenico Buggisano, la Procura della Corte dei Conti ha inoltre ottenuto il sequestro conservativo dell’intero patrimonio fino alla concorrenza delle somme contestate. Il provvedimento ha interessato disponibilità finanziarie, immobili e beni mobili registrati.
L’INCHIESTA SUL PRESUNTO DANNO ERARIALE POTREBBE AVERE NUOVI SVILUPPI
La Procura regionale precisa che il procedimento è tuttora nella fase istruttoria. Saranno i successivi sviluppi dell’iter davanti alla magistratura contabile a definire l’eventuale sussistenza delle responsabilità e le conseguenze giuridiche nei confronti dei soggetti coinvolti. A coordinare l’indagine il pubblico ministero contabile Costantino Nassis con il supporto investigativo del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia.
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