X
<
>

2 minuti per la lettura

Un segno tangibile e concreto della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea guidata dal vescovo Attilio Nostro in favore dei bambini di Gaza: donati 35mila euro


MILETO (VIBO VALENTIA) – In occasione della 59esima Giornata Mondiale per la Pace, la Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, guidata dal vescovo Attilio Nostro, ha deciso di compiere un gesto tangibile e concreto nel segno della pace e della solidarietà. In sostanza, a conclusione del Giubileo della Speranza, il vescovo Nostro «ha inviato – si legge in una nota ufficiale della diocesi – a Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, un contributo economico complessivo di 35.000 euro, destinato ai bambini e alle famiglie della Holy Family Parish di Gaza, duramente colpiti dalle conseguenze del conflitto in corso».

L’iniziativa di beneficienza nasce dalla sinergia tra la Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e tre ulteriori importanti realtà del territorio calabrese: Unindustria Calabria, ANCE Calabria e Comunità Maranathà Onlus, che «hanno scelto di unire le proprie forze in un gesto concreto di solidarietà e vicinanza fraterna verso la popolazione della Terra Santa».

IL DONO DELLA DIOCESI DI MILETO, UNINDUSTRIA, ANCE E MARANATHÀ PER I BAMBINI DI GAZA

Nel suo messaggio di accompagnamento indirizzato al Patriarca Pizzaballa, il Vescovo Nostro ha scritto: «Con questo piccolo gesto di carità desideriamo portare un po’ di conforto ai bambini di Gaza, segnati da sofferenze troppo grandi per la loro età. Continuiamo a pregare per Lei e per la pace». Il contributo, inviato nell’ultimo giorno del 2025, rappresenta «un segno tangibile della solidarietà della Chiesa calabrese, in dialogo con il mondo imprenditoriale e associativo, nei confronti delle popolazioni della Terra Santa».

Il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea ha inoltre espresso un «sentito ringraziamento ai parroci e alle comunità parrocchiali della Diocesi, sottolineando che la somma raccolta è frutto della Raccolta Missionaria annuale, segno concreto della generosità e della partecipazione del popolo di Dio». Per poi concludere evidenziando come «all’inizio del nuovo anno civile, questo gesto intende riaffermare che la speranza, tema centrale dell’Anno Giubilare, si traduce in responsabilità e azioni concrete, soprattutto a favore di chi rischia di perderla a causa della guerra e della sofferenza».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA