2 minuti per la lettura
Maxi operazione della Guardia di Finanza di Salerno contro le frodi su Superbonus, Ecobonus e Sismabonus, sequestri per 160 milioni e oltre 240 soggetti coinvolti in tutta Italia. Interessate nove regioni, oltre la Campania, Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto
Una vasta operazione della Guardia di Finanza di Salerno ha portato alla luce un articolato sistema di frodi legate agli incentivi statali per l’edilizia, tra cui Superbonus 110%, Bonus facciate, Ecobonus e Sismabonus. I militari del Comando Provinciale hanno eseguito un sequestro preventivo di beni e valori per circa 160 milioni di euro e notificato a 9 indagati l’interrogatorio preventivo in vista di eventuali misure cautelari.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Salerno e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, coinvolge oltre 240 soggetti tra persone fisiche e giuridiche su tutto il territorio nazionale. Oltre alla Campania, risultano interessate altre nove regioni: Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Puglia e Veneto.
FRODI AL SUPERBONUS, IL SISTEMA
Secondo quanto emerso dalle indagini, utilizzate oltre 80 società, nella quasi totalità fittizie, create per simulare lavori di riqualificazione edilizia mai eseguiti. Gli interventi riguardavano circa 200 immobili distribuiti in tutta Italia, ma esistevano solo sulla carta.
Il meccanismo fraudolento permetteva la creazione e la successiva circolazione di crediti fiscali inesistenti, generando ingenti profitti illeciti ai danni dello Stato. Le attività investigative hanno inoltre evidenziato l’esistenza di due organizzazioni criminali con base nel Salernitano, composte da imprenditori e professionisti.
RICICLAGGIO DI FONDI VERSO L’ASIA
Parte dei proventi illeciti veniva riciclata attraverso trasferimenti di denaro verso l’estero, in particolare in Cina, India e Pakistan, rendendo ancora più complessa la tracciabilità dei flussi finanziari.
Tra gli immobili coinvolti figurano sia beni riconducibili direttamente agli indagati sia proprietà di soggetti estranei, tra cui anche enti pubblici e diversi comuni.
FATTURE E SOCIETÀ FALSE
L’indagine ha già prodotto un primo risultato concreto: la liquidazione giudiziale di una società operante nel Salernitano, ritenuta centrale nel sistema illecito. La società utilizzata per reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio, oltre che per la creazione di crediti fittizi.
Dagli accertamenti è emerso inoltre un vasto giro di fatture per operazioni inesistenti, emesse per un valore complessivo superiore a 335 milioni di euro, attraverso una rete di imprese coinvolte sistematicamente in reati tributari.
L’operazione rappresenta uno dei più rilevanti interventi recenti di contrasto alle frodi sui bonus edilizi, fenomeno che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione delle autorità per l’impatto significativo sulle finanze pubbliche.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA