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IL PONTE sullo Stretto ha incassato un’altra approvazione, questa volta è quella del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. L’assemblea generale dell’organismo si era riunita un mese fa per discutere il dossier della mega opera e oggi «ha dato il via libera all’unanimità alla successiva fase della progettazione esecutiva», così comunica il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
LA SODDISFAZIONE DELLA SOCIETA’ STRETTO DI MESSINA
Tra i primi ad accogliere con entusiasmo l’ok del CSLP è stato l’ad della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci che ha ricordato come il parere tecnico «fa seguito a una lunga e approfondita istruttoria che ha riguardato l’intero progetto definitivo dell’opera, seguendo in maniera estensiva le previsioni del Decreto Legge 32/2026. Adesso esamineremo con i nostri tecnici e progettisti le osservazioni che accompagnano il parere, per dare pronta risposta tecnica e consentire al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di trasmettere al Dipe (Dipartimento per la Programmazione Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri) la documentazione del progetto per l’iscrizione all’Ordine del giorno del Cipess per la prevista nuova delibera».
Un altro tassello dell’iter per la realizzazione del Ponte, dunque, è andato a segno. Quello del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, infatti, rappresentava uno dei pareri integrativi stabiliti dal Dl Commissari per superare le criticità rilevate dalla bocciatura della Corte dei Conti.
GLI AMBIENTALISTI CONTESTANO
Mentre la notizia genera entusiasmo nei rappresentati parlamentari della Lega, di tutt’altro tenore sono le posizioni delle associazioni ambientaliste Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e Wwf Italia che sottolinea: «Come lo scorso anno, il Governo sceglie nuovamente i giorni prima di Ferragosto per accelerare le procedure autorizzative per il Ponte sullo Stretto di Messina approvando il documento di “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico” (IROPI). Inoltre, si acquisisce oggi il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici».
Secondo gli attivisti il parere sembra aderire all’impostazione tracciata dal parere espresso a suo tempo dalla Commissione VIA del ministero dell’Ambiente: « “non posso respingere per motivi politici, ma ti permetto di andare avanti rilasciandoti un parere positivo con un contenuto fortemente negativo e critico”. Anche il Consiglio Superiore dei Lavori pubblici emette prescrizioni per la progettazione esecutiva che in realtà si sarebbero dovute espletare nell’ambito della progettazione definitiva (diventata dopo la riforma del codice appalti del 2023 “progettazione di fattibilità tecnico economica”) che invece il Governo considera chiusa».
Secondo le Associazioni «qui sta il cortocircuito: il Governo ha sbagliato i tempi della richiesta del parere al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici sul Ponte sullo Stretto, che doveva essere presentata prima del parere VIA, pertanto ora le prescrizioni si applicano alla progettazione esecutiva, che può essere avviata solo con l’assegnazione dell’appalto che, com’è ormai noto, prevede penali ingentissime a carico dello Stato se l’opera non dovesse essere realizzata».
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