2 minuti per la lettura
Migranti viaggiavano nascosti in rimorchi refrigerati, tra il gelo e il buio, diretti verso un sogno di libertà che si trasformava in un incubo di ghiaccio. La Polizia di Stato ha arrestato a Bari un cittadino afghano di 40 anni.
BARI – Viaggi disumani, nascosti tra le pareti gelide di camion frigoriferi. Donne e bambini ammassati in rimorchi destinati al trasporto di alimenti, trasformati invece in trappole di ghiaccio per attraversare l’Europa e raggiungere il Regno Unito. È questo l’orrore emerso dietro l’arresto, avvenuto il 7 novembre a Bari, di un cittadino afghano di 40 anni, richiedente asilo, accusato di essere parte di un’organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Un dramma che continua a consumarsi sulle rotte della disperazione, nel silenzio dei motori accesi e nel freddo dell’indifferenza.
Migranti nascosti nei rimorchi refrigerati: 40enne arrestato a Bari
La Squadra Mobile della Questura di Bari ha fermato l’uomo, in esecuzione di un mandato d’arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria belga. Secondo le indagini, il quarantenne avrebbe avuto un ruolo chiave in una rete che organizzava viaggi clandestini attraverso la Francia, lungo l’autostrada Paris–Lille, fino ai porti di imbarco verso il Regno Unito. Le vittime del traffico erano migranti provenienti da Paesi del Medio Oriente e dell’Asia centrale, tra cui anche famiglie con bambini molto piccoli, costrette a viaggiare in condizioni estreme, chiuse all’interno di rimorchi refrigerati dove le temperature scendevano anche sotto lo zero.
Grazie a un’intensa attività investigativa e alla collaborazione tra forze di polizia italiane e belghe, gli agenti baresi hanno localizzato l’uomo in provincia di Milano, seguendone gli spostamenti fino al capoluogo pugliese. Le autorità lo hanno bloccato nei pressi della stazione ferroviaria di Bari Centrale. Dopo l’arresto, il quarantenne è stato trasferito nella Casa circondariale di Bari e posto a disposizione del presidente della Corte d’Appello per le opportune “determinazioni” relative alla procedura di estradizione.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA