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Assalto in Salento: una banda ha fatto esplodere un bancomat e un postamat senza riuscire a rubare il denaro, fuggendo poi a bordo di un’auto incendiata.
SALENTO — Una notte questa appena trascorsa del 6 giugno 2026 di esplosioni e paura in Salento, dove una banda di malviventi ha preso di mira due sportelli automatici a distanza di pochissimo tempo. I due assalti, entrambi falliti, sono stati commessi nelle ultime ore molto probabilmente dallo stesso commando. I danni alle strutture sono ingenti, ma fortunatamente non si registrano feriti.
SALENTO, DOPPIO ASSALTO AI BANCOMAT: LA TECNICA DELLA “MARMOTTA” A MURO LECCESE E IL COLPO A SCORRANO
Il primo raid è andato in scena a Muro Leccese, nella centralissima piazza del Popolo. Un gruppo composto da sei malviventi, giunti sul posto a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta e di un furgone, ha fatto esplodere il bancomat della filiale UniCredit. Per compiere l’attentato, i ladri hanno utilizzato la nota tecnica della “marmotta”, inserendo un congegno esplosivo direttamente all’interno della fessura dello sportello. Subito dopo la prima deflagrazione, la banda si è spostata nel limitrofo comune di Scorrano. Qui, in piazza Vittorio Emanuele, il commando ha replicato l’azione facendo saltare in aria lo sportello postamat. Secondo le prime verifiche effettuate, in nessuno dei due casi i criminali sono riusciti a impossessarsi del denaro contante.
AUTO IN FIAMME E INDAGINI IN CORSO
Terminati i due assalti falliti, i malviventi si sono dileguati. L’Alfa Romeo Giulietta utilizzata per la fuga è stata successivamente rinvenuta incendiata alla periferia di Scorrano. Un classico questo espediente per cancellare ogni traccia utile al repertamento del DNA o delle impronte digitali.
Sul doppio episodio indagano i carabinieri, i quali hanno già provveduto a isolare le aree colpite e stanno visionando i filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. L’obiettivo degli inquirenti è confermare l’ipotesi che ad agire sia stata la stessa mano, ricostruire l’esatta dinamica della fuga e individuare i sei responsabili.
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