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I tir in protesta nella Piana

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Caro carburanti si intensifica la protesta in Calabria: tre presidi organizzati in vari punti della Piana di Gioia Tauro, tir fermi al porto e disagi sull’A2, tensioni a Rosarno dove interviene la polizia


GIOIA TAURO – Sono quasi le 11 quando un autotrasportatore prova a uscire dai cancelli del porto di Gioia Tauro. Ad attenderlo ci sono i manifestanti di Fedralog Calabria, Federazione Trasporti e Logistica, in presidio già dalle 6 del mattino, che lo convincono a parcheggiare il Tir e a unirsi alla protesta della categoria. A Rosarno, invece, nel grande parcheggio del Medmea, un camionista decide di lasciare la manifestazione tra i malumori degli agricoltori. Allo svincolo autostradale di Gioia Tauro ci sono gli autotrasportatori di Asstra, Associazione Trasporti. È la prima di cinque giornate di mobilitazione nella Piana. Tre presidi, nessun blocco stradale, ma evidenti rallentamenti alla circolazione. Agricoltori e autotrasportatori chiedono risposte concrete e immediate al Governo sul caro carburante e sull’aumento dei costi.

«Dalle 6 e 21 di venerdì mattina nessun mezzo pesante è entrato o uscito dal porto», riferisce Girolamo Giovinazzo, consigliere di Fedralog. «Siamo stati noi calabresi a risvegliare gli animi a livello nazionale. Abbiamo temporeggiato, e non ci siamo uniti da subito alla manifestazione degli agricoltori, perché rappresentiamo realtà imprenditoriali con connessioni internazionali e speravamo che le nostre richieste venissero accolte. Invece la situazione è peggiorata».

Il peso dei carburanti e delle accise, denunciano i trasportatori, ricade direttamente sui consumatori. «Se siamo costretti ad aumentare le tariffe per non fallire, il prezzo del trasporto finisce per incidere sul carrello della spesa», avverte Domenico Rullo, rappresentante di Fedralog, che chiede un intervento sulla tassazione dei carburanti. Davanti ai cancelli del porto di Gioia Tauro la situazione resta tranquilla fino a sera. I manifestanti di Fedralog cercano l’adesione degli autisti attraverso il dialogo. A chi accetta di fermarsi offrono persino un passaggio per tornare a casa, assicurando la custodia del mezzo.

A Rosarno, nel parcheggio Medmea, si ritrovano agricoltori, allevatori, autotrasportatori e rappresentanti del Movimento Nazional Popolare. Tra i promotori Antonio Zangari, che risponde a distanza alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, sugli «agricoltori veri». «Noi siamo qui – dice – a protestare per i diritti di tutti e dovrebbero essere al nostro fianco anche altre associazioni di categoria, come la Coldiretti». Delusa dalla scarsa partecipazione un’imprenditrice agricola. Qui con noi, sostiene, dovrebbero esserci tutti, «commercianti, casalinghe, disoccupati, non soltanto chi lavora nei campi o nel trasporto merci, perché il caro vita riguarda ogni famiglia». Si registrano momenti di tensione quando un camionista, dopo circa due ore di sosta, decide di riprendere il viaggio. Alcuni manifestanti cercano di trattenerlo, ma interviene la polizia a calmare gli animi e a invitarli a lasciarlo passare. Dopo un confronto acceso, gli agricoltori desistono e il Tir riparte.

Rallentamenti significativi allo svincolo autostradale di Gioia Tauro, dove gli agricoltori si uniscono agli autotrasportatori. «Di fronte alle richieste rimaste inascoltate abbiamo deciso di scendere in campo», spiega Rocco Gioffrè, vicepresidente regionale di Asstra. «I presidi sono autorizzati dal 16 al 20 ottobre. Pretendiamo risposte precise dal governo, e le chiediamo subito».

In mattinata, allo stesso svincolo, gli autotrasportatori avevano incontrato alcuni produttori di kiwi, preoccupati per le spedizioni del raccolto. Un confronto acceso, nel quale i trasportatori hanno ribadito le ragioni della mobilitazione e il sostegno agli agricoltori, in protesta da oltre un mese e mezzo. «Sono figlio della terra, conosco le vostre esigenze», ha spiegato uno dei manifestanti. «Se un trasportatore vi dice che siamo noi a impedirgli di caricare, vi ha detto una grandissima fesseria, perché noi non blocchiamo nessuno». Al termine del confronto, i produttori di kiwi hanno deciso di appoggiare la protesta. Il raccolto è pronto per essere spedito, ma accettano di attendere, pur consapevoli delle possibili perdite economiche.

Nel primo pomeriggio al presidio si sono uniti altri agricoltori e cittadini. La partecipazione è cresciuta e i rallentamenti alla circolazione si sono fatti più consistenti, senza impedire il transito dei veicoli. Intorno alle 18 sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno fatto sgomberare i trattoristi.

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