I grossi tubi completamente squagliati dalle fiamme
4 minuti per la letturaSi aggirano tra i 20 e i 30 mila euro i danni provocati dall’incendio appiccato ieri sera dai malviventi nel cantiere accanto il Terminal bus a Vibo. Ormai non sembrano esserci dubbi sulla natura dolosa delle fiamme. La scena potrebbe essere stata ripresa dalle telecamere presenti nell’area. Sopralluogo del sindaco Enzo Romeo sul cantiere.
VIBO VALENTIA – La mattina dopo il grosso incendio che ha interessato il cantiere nell’area del Terminal Bus resta sull’asfalto la plastica e resina completamente fusa dalle fiamme appiccato, ormai non sembrano proprio esserci più dubbi, intorno alle 22 ad opera di malviventi che hanno divelto la recinzione metallica che delimitava l’area per poi agire indisturbati. Solo la pioggia caduta pochi minuti dopo ha evitato che le costose tubazioni andassero tutte completamente in fumo. Le fiamme, alte più di una decina di metri, hanno tuttavia interessato la vegetazione circostante rischiando di invadere la provinciale che da Vibo conduce a San Gregorio.
NELLA ZONA VI SONO LE TELECAMERE
Nel resto del cantiere si continua a lavorare, quasi come se nulla fosse. L’azienda vincitrice dell’appalto del progetto Maione da tre milioni di euro, la Metaledil Srl con sede a Roma, ha subito un danno che varia dai 20 ai 30mila euro ma che non ha certo fermato gli interventi previsti. Nell’area del cantiere vi sarebbero comunque delle telecamere che potrebbero aver ripreso l’arrivo degli autori dell’attentato incendiario o di qualche figura che – come solitamente avviene – bazzicava l’area nei giorni precedenti. Impianto che i carabinieri avrebbero già proceduto ad acquisire.

IL SOPRALLUOGO DEL SINDACO ROMEO SUL CANTIERE
E questa mattina, il sindaco Enzo Romeo si è recato sul cantiere per prendere visione direttamente dai danni provocati dall’incendio della notte precedente, e condannando con forza l’episodio criminoso: “Non possiamo accettare che questi rigurgiti criminali possano offuscare l’opera di crescita e risanamento sociale della nostra città, che prosegue all’insegna della legalità. Una città che vuole svilupparsi non può prescindere dalla conclusione di fondamentali opere pubbliche come è quella in corso, fatta oggetto di un vile attentato incendiario. Alla ditta ed agli operai va tutta la nostra vicinanza e solidarietà, al pari della condanna che indirizziamo a coloro che credono di poter piegare l’interesse pubblico e la legalità al volere criminale”.

Romeo si dice fiducioso che la magistratura e le forze dell’ordine “sapranno assicurare gli autori alla giustizia. Da parte nostra – conclude il primo cittadino – posso assicurare che l’amministrazione comunale proseguirà incessantemente nel suo lavoro, assicurando tutto il sostegno necessario agli organi inquirenti ed alle tante ditte impegnate sul territorio”.
COS’E’ IL PROGETTO “MAIONE” A VIBO
Il progetto “Maione” (ufficialmente denominato “Maione – Separazione Acque Bianche e Nere della Città e delle Frazioni”) è una storica e complessa opera infrastrutturale del Comune di Vibo Valentia. In tutto il valore dell’appalto si aggirava sui 9 milioni di euro, mentre questo di secondo lotto è di 3 milioni. Il piano punta a risolvere i gravi e storici problemi di allagamento, oltre che di inquinamento ambientale, che colpiscono la rete idrica e fognaria della città di Vibo.
UN ITER ULTRA DECENNALE
Finanziato originariamente nell’ambito della legge regionale 9/2007, lo sblocco e la presentazione del progetto era erano avvenuti per la prima volta lontano nel 2012. I blocchi e i tavoli tecnici: Nel corso degli anni l’appalto ha subito continui arresti. Nel 2019 l’opera risultava ancora ferma “al palo” a causa di una serie di intoppi burocratici e, in particolare, a causa delle dimissioni in sequenza di ben quattro direttori dei lavori, che hanno costretto il Comune e l’assessorato ai Lavori pubblici a convocare ripetuti tavoli tecnici per provare a salvare l’appalto e riavviare i cantieri.

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