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Appalti ed estorsioni a Potenza, nel ramo di inchiesta arrivano altri provvedimenti. Nei guai Marco Cerverizzo, Umberto Zara, Raffaele Bartali e Angela Pietrafesa


Inchiesta appalti ed estorsioni a Potenza, quattro nuove misure cautelari. Le ha disposte il Giudice per le indagini preliminari, Antonello Amodeo.
Ieri mattina, venerdì 30 ottobre 2026, i Carabinieri hanno notificato il divieto per 12 mesi di esercitare impresa e ricoprire incarichi direttivi in società – limitatamente ai rapporti con la Pubblica amministrazione – a Marco Cerverizzo e Umberto Zara. Si tratta delle due persone accusate di un subappalto non autorizzato per i locali della facoltà di medicina all’Unibas. Altri due divieti, sempre di un anno, riguardano l’esercizio d’impresa limitatamente alla mediazione del credito e sono a carico di Raffaele Bartali e Angela Pietrafesa.

INCHIESTA A POTENZA, LE CONTESTAZIONI DELLA PROCURA

A loro la Procura contesta la mediazione di una pratica di credito da 5mila euro a fronte della quale per l’accusa si sarebbero fatti riconoscere 1.250 euro, mentre altrettanti sarebbero finiti ad Antonio Lopiano. Rigettate, invece, altre quattro richieste di misure cautelari. Dal suo canto la Procura di Potenza ha impugnato davanti al tribunale del Riesame il rigetto da parte dello stesso gip della richiesta di ulteriori misure cautelari nei confronti di indagati nei filoni principali dell’inchiesta. Appello che verrà discusso davanti al tribunale della libertà la prossima settimana.
Il Gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e il concreto pericolo di reiterazione dei reati.

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L’INDAGINE

Gli investigatori avviarono l’indagine nel 2023, dopo che un’imprenditrice attiva nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani presentò alcune denunce. L’inchiesta riguarda, tra le altre, ipotesi di corruzione, concussione ed estorsione. Secondo l’ipotesi investigativa, gli indagati avrebbero avanzato richieste estorsive in diversi contesti, tra cui il cantiere per la realizzazione del Trauma Center presso il polo ospedaliero San Carlo di Potenza.

Lo scorso 5 ottobre gli investigatori avevano eseguito misure cautelari personali e perquisizioni e notificato otto avvisi di comparizione per gli interrogatori preventivi. Questi ultimi servivano a valutare l’eventuale applicazione di ulteriori misure cautelari richieste dal pubblico ministero.

Agli inizi di ottobre, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, i Carabinieri di Potenza avevano arrestato e posto ai domiciliari Antonio Lopiano, di 59 anni, e il figlio Luigi, di 35, con l’accusa di estorsione in concorso.

LE MISURE CAUTELARI

Le indagini condotte dagli uomini dell’Arma coordinati dalla procura – avviate nel 2023 e sviluppatesi in diversi filoni – riguardavano anche i reati di corruzione e concussione. I militari dell’Arma, inoltre, avevano anche eseguito la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Rocco Quaratino, di 60 anni, ex consigliere comunale del capoluogo lucano, e perquisizioni nei confronti di 14 persone. Furono notificati inoltre otto avvisi di comparizione per lo svolgimento dell’interrogatorio preventivo dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza.

GLI INDAGATI

Tra gli indagati anche l’assessore comunale di Potenza alla Viabilità, Francesco Giuzio (Basilicata Possibile), per il quale il gip Antonello Amodeo aveva rigettato una richiesta di arresti domiciliari. Le indagini hanno inoltre fatto emergere un’ipotesi di gestione illecita della raccolta dei rifiuti solidi urbani e una distinta ipotesi di corruzione.

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