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Paolo Milillo

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Il sindaco di Matera rivede la ripartizione delle deleghe ma qualche squilibrio pare evidente: Milillo da solo guadagna bilancio e patrimonio oltre a polizia locale, mobilità, politiche sociali


Piove sul bagnato per il sindaco Nicoletti. Non solo le grane politiche che rendono oggi debolissima la sua maggioranza. Non solo le dimissioni di qualche giorno fa del capo di Gabinetto Maria Rita Iaculli che attendono ancora la nomina di un successore. C’è anche una coperta cortissima e probabilmente anche qualche malumore malcelato nella struttura comunale e tra i dirigenti in particolare.

Il sindaco nelle ultime settimane ha dovuto anche rivedere l’intenzione manifestata in una delibera del 23 luglio scorso di non sostituire subito il dirigente alle Risorse Finanziarie Tommaselli che è andata in pensione. Adesso la voglia di provvedere a rimpinguare l’organico dove sono rimasti al momento solo 5 dirigenti più la segretaria generale Terranova è tornata impellente ma nel frattempo in attesa del nuovo bando bisogna comunque definire la gestione di incarichi e deleghe.

Ed è qui che nascono i problemi di Nicoletti che fanno pensare che evidentemente anche le scelte sulla struttura amministrativa non sono semplici e anzi sono ingessate quasi come quelle della politica. Il motivo è semplice nella sua ridistribuzione Nicoletti aggiunge anche il bilancio e le risorse finanziarie e di conseguenza anche il patrimonio a Paolo Milillo. Il comandante dei vigili urbani del Comune di Matera prende altre deleghe pesanti quando già non viaggiava particolarmente leggero avendo infatti tutte deleghe pesanti dalla Polizia Locale alla mobilità e trasporti, alle politiche sociali, all’avvocatura e al contenzioso che tanta attenzione richiedono all’Amministrazione. E poi ci sono anche le deleghe relative alla segreteria del sindaco e ai servizi di staff. E altre deleghe ancora di fatto, “minori” ricadono comunque su Milillo.

Per il resto si sta probabilmente più “comodi” visto che Gaudiano resta sostanzialmente con Urbanistica e Sassi, Oliveri con i Lavori Pubblici e poco altro, Lisanti mantiene Igiene Urbana, Verde e continua ad aggiungere Impianti sportivi e la Mancino con Turismo, cultura e cinema e qualche delega ad interim tra cui spicca Sport. Ma non più con risorse finanziarie.
Per il resto l’organizzazione dei servizi e il personale rimangono sotto la lente e la responsabilità della segretaria generale Terranova.

Cinque dirigenti e il segretario generale che sembrano oggettivamente pochi. Complicano il cammino dell’Amministrazione. Ma anche le deleghe distribuite sono chiaramente “squilibrate”.
Bisognerebbe capire il motivo ma a risentire di questo “squilibrio” può essere il cammino dell’Amministrazione? Ai malesseri politici, alle fibrillazioni interne culminate con le dimissioni del capo di Gabinetto si accompagnano oggi altri malesseri?
C’è anche un problema di gestione dei dirigenti oltre che della politica? Domande che al momento rimangono senza risposta. E impongono però risposte altrettanto chiare e urgenti anche sui tempi del nuovo bando e sulla scelta da fare. Il Comune può andare avanti davvero con tutte le deleghe delicate nelle mani di un solo dirigente?

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