Il Tribunale di Cosenza
2 minuti per la letturaFrancesco Le Pera condannato a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Pasquale Aquino a Corigliano Rossano, 23 anni per Manuel Intrieri e 28 anni per Giorgio Arturi
CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA) – Si chiude con una pesante stangata giudiziaria il giudizio di primo grado sull’agguato mafioso che il 3 maggio 2022 insanguinò la frazione marinara di Schiavonea, spezzando la vita del cinquantasettenne Pasquale Aquino. Nel tardo pomeriggio di giovedì, al termine di una camera di consiglio protrattasi per diverse ore, la Corte d’Assise di Cosenza – presieduta da Paola Lucente, con a latere Francesca De Vuono – ha emesso il verdetto nei confronti dei tre imputati ritenuti a vario titolo responsabili del delitto, comminando pene complessive per ottantuno anni di reclusione.
LE CONDANNE DEGLI IMPUTATI
L’articolato impianto sanzionatorio cristallizzato dai giudici togati ha parzialmente ricalcato le richieste avanzate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Durante la requisitoria, il pubblico ministero Alessandro Riello aveva invocato la massima pena dell’ergastolo, con l’isolamento diurno, per il materiale esecutore dell’omicidio, e condanne a ventitré anni ciascuno per i presunti fiancheggiatori. La Corte ha così inflitto trenta anni di reclusione a Francesco Le Pera, ventiquattrenne incensurato identificato dagli inquirenti come uno dei killer che quella sera sorpresero Aquino nei pressi della sua abitazione in Viale Mediterraneo, colpendolo mortalmente con una sequenza devastante di proiettili esplosi da una pistola e da una mitraglietta calibro 7,65 (procedimento che vede peraltro la posizione di un presunto coesecutore, all’epoca dei fatti minorenne, stralciata in un autonomo filare processuale).
Pene severe anche per i soggetti cui l’accusa ha contestato un ruolo di primo piano nella pianificazione e nella logistica dell’agguato: ventotto anni di carcere sono stati comminati al quarantaduenne Giorgio Arturi, gravato da precedenti specifici per estorsione mafiosa e traffico di stupefacenti, mentre la condanna a ventitré anni è stata disposta per il ventiquattrenne Manuel Intrieri.
Proprio per quest’ultimo i giudici hanno accolto integralmente la richiesta della pubblica accusa, differenziandone la posizione tecnico-giuridica rispetto ad Arturi in virtù dello status di incensuratezza. Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Giovanni Zagarese, Pasquale Di Iacovo e Gianni Scatozza, attenderà ora il deposito delle motivazioni della sentenza – i cui termini di legge sono fissati in novanta giorni – per valutare l’interposizione del gravame e presentare ricorso dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, aprendo così un nuovo capitolo giudiziario su una delle pagine più cupe della cronaca criminale recente sul litorale ionico.
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