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Vincenzo Esposito (Cgil) e Michela Marino (Sunia) durante la conferenza stampa

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Case popolari a Potenza, cinquanta ricorsi già presentati. Sono 183 gli esclusi dal bando per l’edilizia pubblica. Sindacato e Sunia denunciano anomalie sulla graduatoria provvisoria, Telesca li gela: «Si va avanti»


POTENZA – «Conclusa la fase dei ricorsi, procederemo a un’attenta valutazione delle istanze di ricorso pervenute. Se dovesse emergere un errore di carattere sistematico, e non limitato a singole posizioni, siamo pronti a condividere con la Commissione provinciale operante presso l’Ater una rettifica generalizzata e la conseguente revisione della graduatoria».

Così il sindaco di Potenza Vincenzo Telesca che di fatto ha risposto picche alla richiesta della Cgil e del Sunia di sospendere la graduatoria provvisoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp). Richiesta di sospensione, avanzata nei giorni scorsi in via informale, e resa pubblica ieri mattina (giorno ultimo per presentare i ricorsi ndr.) nel corso di un incontro in cui il segretario generale della Cgil, Vincenzo Espositpo e la segretaria del Sunia, Michela Marino hanno spiegato quello che potrebbe rivelarsi uno “scontro a suon di carte bollate” per la questione relativa alla graduatoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

CASE POPOLARI A POTENZA, LE GRADUATORIE

Graduatoria che presenterebbe possibili errori. «Su un totale di circa 816  istanze presentate – hanno spiegato Vincenzo Esposito e Michela Marino – 633 sono state accolte e 183 escluse e tra queste già sono stati presentati 50 ricorsi che sono già formalmente al vaglio della commissione preposta».
Al centro del caos denunciato ieri mattina (martedì 20 ottobre 2026) «ci sarebbe la mancata applicazione di una norma fondamentale che abbatte il reddito del 40 per cento per i lavoratori dipendenti e assimilati. Questa svista tecnica ha fatto saltare i parametri legati al limite massimo Isee di 16.966 euro, generando un pesante effetto domino: dato che il punteggio viene assegnato in base al reddito pro capite, il mancato taglio ha alterato e falsato le posizioni anche di chi è riuscito a rientrare in graduatoria».

A questo si aggiunge un altro criterio che non sarebbe «stato rispettato, ovvero l’anno della dichiarazione dei redditi. Il bando, uscito il 12 febbraio e scaduto il 23 aprile, menzionava l’anno 2025 creando una palese disparità di trattamento tra chi ha dovuto presentare la dichiarazione del 2024 perché il Cud del 2025 non era pronto e chi invece ha fatto in tempo a depositare quella del 2025».

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LA SITUAZIONE DI BUCALETTO

La situazione ancora più paradossale riguarda Bucaletto «dove 18 famiglie storiche che avevano regolarmente presentato domanda sono state scartate perché abusive – hanno aggiunto – nonostante una delibera comunale (la 42) le avesse riconosciute come legittime assegnatarie di prefabbricato, con tanto di chiavi ufficialmente consegnate dall’amministrazione comunale». Delibera di consiglio che stabiliva che tutti i nuclei familiari che al primo gennaio del 2028 vivevano a a Bucaletto avessero pieno diritto alla regolarizzazione». La strada per venire a capo della situazione – evitando ricorsi su ricorsi – per la Cgil e per il Sunia era «il congelamento della graduatoria» visto che l’indizione di un nuovo bando, magari più chiaro, «richiederebbe mesi e i fondi, che sono vincolati, rischierebbero di andare persi» lasciando tutti senza casa.

CASE POPOLARI, LE ANOMALIE

Da qui la decisione di uscire allo scoperto per chiedere un intervento radicale prima che i termini scadano. Per Vincenzo Esposito «essendo state riscontrate queste anomalie nella composizione della graduatoria per l’assegnazione delle case» l’annullamento «della graduatoria darebbe il tempo ai cittadini di fare il ricorso e di fare una nuova modulazione anche perché si pone anche il problema di coloro che sono entrati in graduatoria e che a causa dello stesso effetto potrebbero avere una posizione diversa rispetto a quella loro assegnata. Visto che oggi (ieri per chi legge ndr.) scadono i termini per i ricorsi, si è deciso di fare emergere la questione con scopo propositivo».
Sulla stessa linea la segretaria del Sunia Michela Marino che ha evidenziato come l’intero «impianto sarebbe distorto alla base».

La problematica si pone «anche per quelli che sono rientrati perché ci si può aggiudicare dei punti attraverso il calcolo del reddito pro capite e quindi se a monte non viene abbattuto il reddito, anche coloro che sono entrati perdono dei punti e quindi la graduatoria alla fine è falsata».
Il sindaco Vincenzo Telesca, tuttavia, ha frenato bruscamente le richieste di sospensione della graduatoria «richiamando le parti alla responsabilità e al rigore istituzionale».

Il primo cittadino, in una nota divulgata, quasi in contemporanea con la conferenza della Cgil e del Sunia, ha ribadito perentoriamente che «la priorità dell’amministrazione comunale rimane quella di tutelare il diritto alla casa delle famiglie vulnerabili, ma ogni decisione formale dovrà poggiare su riscontri oggettivi e non su valutazioni preventive». Se, poi, «l’algoritmo utilizzato per stilare la graduatoria con i relativi punteggi ha sbagliato, la politica ha il dovere di correggerlo».

LE PAROLE DEL SINDACO TELESCA

Per Telesca «la trasparenza e la legalità rimangono le uniche vie percorribili per garantire equità sociale ed evitare che la fretta o le sviste burocratiche penalizzino chi ha più bisogno».
Per risolvere la “crisi” il Comune di Potenza avrebbe strutturato un piano d’azione diviso in due fasi. In primo luogo si procederà a una valutazione qualitativa e quantitativa per esaminare nel dettaglio il numero, la natura e il contenuto di tutti i ricorsi pervenuti entro la scadenza. Successivamente, in caso di errore dovuto ai software di calcolo, l’amministrazione attuerà un intervento d’intesa con l’Ater, concordando con la Commissione provinciale una rettifica generalizzata e la conseguente revisione della graduatoria».

IL SUNIA

Il Sunia ha anche confermato che, come detto, circa 50 famiglie hanno già depositato formale ricorso per chiedere la rettifica del punteggio. «Altre decine di nuclei familiari inseriti negli elenchi comunali tramite il “bonus affitto” sono stati avvisati dai sindacati del rischio di irregolarità e stanno provando a muoversi».
Le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali definiscono la gravità del momento: «i siamo accorti del problema e abbiamo subito avvisato gli uffici comunali. È necessario che l’amministrazione affronti tempestivamente la questione in autotutela, senza lasciare sulle spalle delle singole famiglie il peso di possibili errori burocratici».

COME SI PROCEDERÀ

Insomma la graduatoria provvisoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a Potenza non sarà sospesa immediatamente, come avevano chiesto Esposito e Marino. Ora bisognerà vedere cosa accadrà e se non si procederà, sia in un verso che nell’altro, a suon di carte bollate, di ricorsi e di contro ricorsi da parte degli esclusi ma anche da parte di chi è stato inserito in graduatoria e che potrebbe temere di essere “estromesso”.

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