Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale calabrese
1 minuto per la letturaIl segretario generale ha completato la verifica formale della regolarità della richiesta del referendum sui sottosegretari in Calabria. È un altro passo avanti nell’iter ma difficilmente si arriverà al voto: la Regione spera nella prossima pronuncia del Tar
Fa un altro passo in avanti l’iter per l’indizione del referendum popolare sulla legge di revisione dello Statuto che ha introdotto i sottosegretari. Non che la Regione abbia cambiato idea sulla consultazione. Continua a ritenerla illegittima, ma la bocciatura dell’ufficio centrale per il referendum della Corte d’Appello e il freno del Tar che ha negato la sospensiva, rinviando tutto all’udienza collegiale, non lasciano alternative sul piano procedimentale. I magistrati della Corte d’Appello, del resto, avevano ordinato al segretario generale del Consiglio regionale di dare impulso all’iter.
Dopo la pubblicazione sul Burc dell’avvenuto deposito della richiesta di referendum (lo scorso 23 luglio), nei giorni scorsi il segretario generale ha redatto – e poi mandato in pubblicazione sul Burc – il verbale di regolarità della stessa istanza depositata ormai tre mesi fa dai consiglieri regionali di minoranza. Un esame che riguarda in questo caso gli aspetti formali: il numero delle firme, la loro autenticazione e la formulazione del quesito.
La palla ora passa al presidente Occhiuto. La legge dice che ha quindici giorni per indire il referendum. Può fissare la data «in una domenica compresa tra il sessantesimo e il centoventesimo giorno successivo all’emanazione del decreto stesso». C’è tempo, prima di arrivare alla celebrazione del voto, per attendere la nuova pronuncia del Tar che tornerà a riunirsi il 2 settembre.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA