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Rocco Leone

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POTENZA – Le eventuali responsabilità per l’illecita erogazione di circa un milione di euro di presunte indennità illegittime a 250 medici dell’Asm (LEGGI LA NOTIZIA) «andrebbero attribuite a coloro che in quel periodo guidavano l’Asm e hanno determinato il ricorso alla reperibilità non solo nei giorni festivi ma anche in quelli feriali, discostandosi così dal vecchio contratto collettivo nazionale di lavoro».

È quanto ha affermato l’assessore regionale alle Politiche per la persona, Rocco Leone (Fi), intervenendo ieri mattina sul caso, svelato dal Quotidiano del Sud, dell’avvio delle procedure di recupero di quel milione di euro disposto dall’ormai ex dg dell’Asm, Joseph Polimeni, poco prima dell’ufficializzazione del suo nuovo incarico a Pordenone.

Leone parla di una situazione «quantomeno illogica, dal momento che è stata l’azienda a chiedere agli specialisti la disponibilità in modo da poter fronteggiare la carenza cronica di organico».

«I medici – aggiunge l’assessore – quel servizio lo hanno effettuato nell’interesse dei pazienti lucani». Quindi, come già raccontato dal Quotidiano, evidenzia che «nei giorni scorsi è stato l’ufficio legale della stessa Asm ad invitare alla prudenza, ma a quanto pare la direzione strategica non ha avuto dubbi sulla strada da seguire e ha adottato il provvedimento».

«Noi – insiste Leone – qualche perplessità ce l’abbiamo e per fare luce sulla questione abbiamo convocato una riunione nel dipartimento Politiche della persona per mercoledì 8 gennaio a cui prenderanno parte il direttore generale Ernesto Esposito, il direttore facente funzione dell’Asm Gaetano Annese, il direttore amministrativo Raffaele Giordano e i rappresentanti sindacali dei medici».

Da chiarire, infatti, c’è anche il valore giuridico dell’accordo tra azienda e sindacati stipulato nel 2015 che prevedeva espressamente la possibilità di ricorrere a turni di reperibilità anche nei giorni festivi, nonostante il divieto inserito nel vecchio contratto nazionale (superato soltanto pochi giorni fa dalle prescrizioni del nuovo contratto nazionale) in casi di «urgenza».

La contesa resta comunque legata al riconoscimento di poco meno di 3,5 euro all’ora per turni di 12 ore di reperibilità, o “pronta disponibilità”, dei medici inquadrati nelle strutture materane, ma soprattutto a Policoro e negli altri poli periferici dipendenti dall’Azienda sanitaria. Un escamotage previsto inizialmente per sopperire in caso di emergenza al numero minimo di medici in servizio nei vari reparti nei giorni festivi, a cui nel materano si sarebbe fatto ricorso in maniera sistematica, tutto l’anno, a causa della cronica carenza di personale.

Così in dieci anni, questo il lasso di tempo considerato dalle verifiche a ritroso avviate all’inizio del 2019 dalla direzione aziendale, qualcuno avrebbe ricevuto fino a 40mila euro per turni di reperibilità “illegittimi”, che ora andrebbero recuperati.

In totale, stando a quanto riferito al Quotidiano dal direttore amministrativo dell’Asm Giordano, si parla di qualcosa come «un milione di euro» che spalmato su 250 sventurati fa circa 4mila euro a testa di debito medio.

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