Nicola Zambetti e Michela Marino
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Potenza, Bucaletto, Michela Marino, eletta nuova segretaria del Sunia, lancia l’allarme abitativo. Ottocentoventinove le famiglie in lista d’attesa per un alloggio pubblico
POTENZA – Michela Marino è la nuova segretaria generale del Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari) di Potenza e provincia. L’elezione è avvenuta alla presenza del segretario generale della Cgil di Potenza, Vincenzo Esposito, e del segretario nazionale Sunia, Nicola Zambetti.
Nel suo discorso di insediamento, Marino ha posto al centro del dibattito politico il diritto all’abitare, lanciando un appello urgente al sindaco Vincenzo Telesca e alla Regione Basilicata «per l’adozione di una strategia immobiliare pluriennale».
MARINO E L’EMERGENZA ABITATIVA A POTENZA NEL QUARTIERE BUCALETTO
L’analisi dei dati dell’ultimo bando per l’Edilizia residenziale pubblica (Erp) a Potenza «hanno messo in luce – ha dichiarato la neo segretaria Michela Marino – una situazione critica. Ottocentoventinove istanze complessive presentate dalle famiglie potentine. Centonovantacinque domande provenienti solo dallo storico quartiere di Bucaletto e 115 alloggi in fase di realizzazione» nella Cittadella. Alloggi ritenuti insufficienti dal sindacato).
«Sono – è scritto in una nota – oltre 600 le famiglie destinate a rimanere in lista d’attesa nel resto della città»
Dietro «ciascuno di questi numeri c’è una storia e una difficoltà», ha dichiarato Marino, sottolineando come molte famiglie siano ancora costrette a vivere nei prefabbricati post-sisma in condizioni igienico-sanitarie inadeguate.
BUCALETTO E GLI ALLOGGI ATER NON OCCUPATI
A fronte «di 1.109 alloggi popolari totali nella città di Potenza, si registra il paradosso di ben 391 alloggi Ater non occupati». A livello regionale «lo spopolamento delle aree interne e dei piccoli comuni ha portato la Basilicata ad avere il 36,2 per cento di alloggi vuoti, contro una media nazionale del 32 per cento». Per chi invece vive in affitto nel capoluogo «la pressione economica è insostenibile: il caro locazioni incide mediamente per il 58 per cento» sul salario dei lavoratori.
Netta poi la posizione di Sunia e Cgil contro il Piano Casa varato dal Governo Meloni, definito «inadeguato e insufficiente».
LE CRITICHE SOLLEVATE DAI SINDACALISTI
Tra le principali critiche sollevate dai sindacalisti Esposito e Zambetti figurano: l’assenza di stanziamenti per il fondo di sostegno all’affitto e per la morosità incolpevole, privi di risorse da tre anni.
L’eccessiva delega ai fondi immobiliari privati nella costruzione di alloggi a canone ridotto del 30 per cento.
Con salari «medi regionali di 1.200 euro, categorie fragili come precari, giovani e pensionati rimangono comunque esclusi dal mercato o dall’accesso ai mutui trentennali».
Secondo la Cgil, il piano governativo rischia di tradursi in una «svendita del patrimonio pubblico» a favore della rendita e della speculazione immobiliare.
Poi si è passati alle come il co-housing per gli anziani e rigenerazione urbana
All’incontro hanno partecipato anche esponenti locali del sindacato e delle istituzioni, tra cui Giovanna Galeone (Spi Cgil), Pina De Cristofaro (Fillea Cgil) e il consigliere regionale Piero Lacorazza.
LE RICHIESTE DEL SUNIA
Proprio lo Spi Cgil ha rilanciato il tema del co-housing sociale e della domiciliarità per gli anziani, intesi come strumenti per contrastare la solitudine e lo spopolamento delle aree interne.
La proposta «è già diventata oggetto di emendamenti approvati in Consiglio regionale all’interno del disegno di Legge 60 del 2025 sull’edilizia pubblica.
La richiesta finale del Sunia alle istituzioni è chiara: abbandonare la logica dell’emergenza per avviare una pianificazione strategica sui prossimi 10-20 anni, considerando la casa non come merce, ma come infrastruttura sociale indispensabile».
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