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Marianna Lapadula, la mamma di 22 anni che ha perso la vita poco dopo aver partorito

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Tragedia a Melfi, Marianna Lapadula, 22 anni di Rionero in Vulture, muore dopo un parto cesareo. Sequestrate le cartelle cliniche e disposta l’autopsia. La procura di Potenza apre fascicolo. Indagine interna della Regione.


Alla ricerca di verità. Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di Marianna Lapadula, la mamma 22 enne di Rionero in Vulture morta il 22 giugno, dopo aver dato alla luce il suo secondogenito all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Melfi. La Procura di Potenza ha aperto un fascicolo, per ricostruire la dinamica dei fatti, e disposto l’esame autoptico che con ogni probabilità sarà eseguito domani. Tocca adesso alla Procura, il fascicolo è nelle mani del pubblico ministero Giacomo Esposito, ricostruire cosa è accaduto: la 22enne aveva partorito con taglio cesareo, poi le sue condizioni sono precipitate fino al decesso.

MELFI MORTE DOPO PARTO CESAREO, LA PROCURA APRE FASCICOLO

Dopo la primogenita Valentina, di appena undici mesi, era infatti nato Felice, chiamato così in onore del nonno materno. Secondo quanto emerso finora, il parto cesareo si sarebbe concluso senza particolari criticità, ma poco dopo le condizioni della donna sarebbero peggiorate improvvisamente fino al tragico epilogo. Gli agenti del commissariato di Melfi, arrivati subito in reparto, hanno acquisito la cartella clinica della giovane.

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LA COMMOZIONE PER LA MORTE DI MARIANNA LAPADULA

La notizia ha suscitato profonda commozione in paese, dove Marianna era molto conosciuta. Sui social si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia. Tra i più toccanti, quello pubblicato dal padre Felice: “Il tuo sorriso mi faceva aprire il cuore. Sei stata e sarai sempre il mio amore grande”. I familiari, assistiti dall’avvocato Pasquale Murano, hanno vissuto momenti di profonda disperazione davanti all’ospedale.

MELFI, MORTE DOPO IL CESAREO, L’INDAGINE INTERNA DELLA REGIONE

Parallelamente all’inchiesta della magistratura, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, hanno disposto un’indagine interna per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto e chiesto all’Azienda ospedaliera regionale “San Carlo” di Potenza, cui l’ospedale di Melfi fa capo, di “fare piena luce” sulla vicenda. Secondo una prima ricostruzione contenuta nella nota, la paziente sarebbe stata assistita da “un’équipe medica multidisciplinare al completo” e il parto si sarebbe concluso “positivamente”; successivamente si sarebbe verificato “un improvviso e grave peggioramento” delle sue condizioni, “le cui cause restano ancora da accertare”.

LA NOTA DELL’AZIENDA OSPEDALIERA

Sulla vicenda è arrivata anche la presa di posizione della direzione dell’azienda ospedaliera regionale San Carlo, da cui dipende il presidio ospedaliero di Melfi.
La morte di Marianna Lapadula è arrivata quattro mesi e mezzo dopo una simile tragedia che si è verificata sempre in Basilicata, all’ospedale di Lagonegro quando a perdere la vita è stata Francesca Nepita, una donna di 36 anni originaria di Santa Maria del Cedro nel Cosentino ma residente a Scalea. Anche in quel caso il neonato si è salvato e la Procura ha aperto un’inchiesta per determinare le cause della morte.

IL CORDOGLIO DEL COMUNE DI RIONERO

Ieri, martedì 23 giugno 2026, sui social anche il cordoglio del comune di Rionero in Vulture. «Ci sono dolori che lasciano senza parole e che colpiscono dritto al cuore di una comunità. La tragica e prematura scomparsa della nostra giovanissima concittadina ci lascia sgomenti e profondamente addolorati – ha scritto il sindaco Mario Di Nitto e l’amministrazione comunale sulla pagina Facebook istituzionale – Non esistono parole giuste di fronte a una vita che si spegne nel momento in cui ne genera un’altra. In questo giorno di immensa tristezza, l’Amministrazione Comunale e tutta la cittadinanza di Rionero in Vulture si uniscono in un silenzio rispettoso e profondo, stringendosi attorno alla famiglia di Marianna e a tutte le persone che la amano. Al piccolo miracolo che è venuto al mondo, fragile e prezioso, va il pensiero più dolce di tutti noi. Oggi Rionero diventa la sua grande casa: a noi il compito di custodire i suoi passi, avvolgerlo di amore e fargli sentire, ogni giorno, il calore e la presenza di tutti i nostri cittadini».

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