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Sono quattro gli indagati per il decesso della 36enne Francesca Nepita di Scalea morta di parto a Lagonegro: I sanitari dell’ospedale sono indiziati per omicidio colposo.


LAGONEGRO (POTENZA) – Sono quattro i sanitari dell’ospedale di Lagonegro indagati per la morte di Francesca Nepita, 36enne di Scalea, ma originaria di Santa Maria del Cedro, deceduta sabato 7 febbraio mentre dava alla luce il suo terzo figlio. A rivelarlo, ieri, è stata la Tgr Basilicata annunciando che stamane dovrebbe svolgersi l’autopsia sul corpo della donna. A effettuare l’esame per ordine del pm della procura di Lagonegro Gianluca Grippo sarà  Giovanni Zotti, responsabile del reparto di medicina legale dell’Asl di Salerno, che sarà coadiuvato da un anatomopatologo e un ginecologo.

MORTA DI PARTO A LAGONEGRO, LA DINAMICA DEL PARTO DI FRANCESCA NEPITA E L’EMORRAGIA FATALE

Alle operazioni dovrebbero assistere, inoltre, i consulenti incaricati dalle difese dei quattro sanitari indagati per omicidio colposo e dei familiari di Nepita, assistiti dall’avvocato Antonio Zecca. Il ricovero della 36enne era avvenuto nella serata di venerdì 6 febbraio scorso. La donna, già madre di altre due figlie di 8 e 5 anni, era arrivata in ospedale per la sua terza gravidanza. Il parto della bimba è avvenuto “in modo naturale”, ossia senza ricorrere al taglio cesareo. Subito dopo, però, si sarebbe registrata una grave emorragia della madre che, per la copiosa perdita di sangue, avrebbe avuto ben due arresti cardiaci. Il secondo ne avrebbe decretato il decesso, nonostante i tentativi disperati dei medici di salvarla.

IL CORDOGLIO ISTITUZIONALE E GLI ACCERTAMENTI AZIENDALI

Lunedì l’assessore regionale alla Salute e Politiche della Persona, Cosimo Latronico, e il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo, Giuseppe Spera, si sono recati in visita al presidio ospedaliero di Lagonegro «per portare la vicinanza umana e istituzionale del governo regionale alla famiglia della signora Francesca». «Abbiamo ritenuto doveroso essere presenti qui – hanno aggiunto – anche per rassicurare il personale che, pur in un clima di comprensibile tensione, continua a prestare servizio con la consueta diligenza e professionalità. L’Azienda ha già attivato tutti i protocolli previsti per analizzare l’iter clinico. Collaboreremo pienamente con le autorità competenti, certi che il lavoro dei nostri professionisti resti orientato esclusivamente alla tutela della salute dei pazienti e al bene del territorio». 

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