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PAOLA – Piccanti particolari emergono dalle carte dell’inchiesta dei Carabinieri e della Procura di Paola sulle case a luci rosse scoperte tra Acquappesa e Guardia Piemontese, utilizzate da clienti di varie località, tra cui Cetraro, Paola e Fuscaldo nonché i due paesi termali.

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Dallo scorso mese di settembre c’era, infatti, uno strano via vai di uomini in quel monolocale di Acquappesa, situato in via Pantana, notato da professioni e politici del luogo, ma anche in un altro grazioso appartamentino di via Nazionale a Guardia Piemontese.

Una fonte confidenziale ha spifferato ai carabinieri l’attività illecita di Maurizio Orsino ed i militari hanno avviato indagini, scoprendo che le prostitute attraevano i clienti con annunci a luci rosse pubblicati sul sito bakekaincontri. Il giudice ha poi autorizzato gli arresti domiciliari per Maurizio Orsino, di 48 anni, acquappesano.

Due, invece, gli indagati a piede libero: M.T. di anni 58, di Cetraro; N.A., di anni 69, di Guardia Piemontese. L’ordine di arresto è stato emesso su su richiesta dei sostituti procuratori Maria Francesca Cerchiara e Francesco Verderese, coordinati dal procuratore capo Pierpaolo Bruni.

Ma andiamo alle news. A.P., proprietario di un appartamento trasformato in “alcova” da Maurizio Orsino, ai domiciliari con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, sentito dai Carabinieri ha confermato i fatti narrati dalle prostitute, aggiungendo d’aver affittato nel tempo lo stesso appartamento a tale Marta e ad altre tre donne sempre per il tramite di Orsino.

Aggiungeva di non essere a conoscenza delle attività svolte dalle ragazze nel suo appartamento, ma di averne dedotto la natura dal via vai di uomini che a tutte le ore entravano e uscivano dallo stabile, precisando altresì che nel paese correva voce che Orsino gestisse il giro delle prostitute nella zona. Una “squillo”, in particolare, aveva iniziato la sua attività a Scalea, aprendo poi una sorta di “filiale” tra Acquappesa e Guardia Piemontese per via – si presume – del buon numero di clienti che le richiedevano prestazioni di sesso in cambio di denaro.

Tra questi, secondo indiscrezioni, ci sarebbero soggetti di Cetraro e Fuscaldo, ma anche di Paola, dove alcuni uomini di una certa età si recavano in quei luoghi apparentemente riservati, ma pur sempre esposti a occhi indiscreti, più volte durante la settimana. Un’amministratrice di condominio in cui è ubicato uno degli appartamenti a luci rosse, riferiva ai militari del capitano Giordano Tognoni di aver notato un movimento di soggetti di sesso maschile, che però non conosceva, quando l’appartamento suddetto era condotto in locazione da una donna sudamericana, poiché, recandosi presso il suo ufficio, li incrociava all’ingresso e li vedeva entrare nel medesimo appartamento.

V’è da dire che le squillo hanno operato il riconoscimento fotografico dei soggetti coinvolti nella vicenda, tra cui Orsino, l’unico nei cui confronti è spiccata la misura cautelare (arresti domiciliari), essendo noto alle forze dell’ordine ed alla magistratura, mentre gli altri due soggetti sono solo indagati perché coinvolti in episodi singoli.

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