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Vittoria Baldino, deputata e vicepresidente del M5s

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La deputata del M5s Vittoria Baldino aveva attaccato l’assessore regionale Gianluca Gallo per le parole pronunciate in un evento elettorale a Villapiana. Lui l’aveva accusata di aver manipolato il video, tagliando una parte del discorso. «Nessuna manipolazione. E non basta dire ‘ricevo tutti’, non si fa pellegrinaggio per i diritti»


«Io non ho manipolato nulla: ho commentato uno spezzone già circolato sui social. L’accusa che Gallo, e a ruota i suoi fedelissimi, mi stanno rivolgendo in queste ore è del tutto infondata: quelle parole lui le ha pronunciate». All’altro capo del telefono c’è Vittoria Baldino, deputata e vicepresidente del Movimento 5 Stelle, protagonista pochi giorni fa di un botta e risposta social con l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo. Tutto era partito da una iniziativa elettorale di Gallo a Villapiana, Baldino ha ripreso uno spezzone video che circolava in rete, in cui l’assessore replicava a chi – sul territorio – lo aveva accusato di fare passarelle e far perdere tempo. «Se la gente non ci stima non potrà cercarci domani, perché per loro sarebbe una perdita di tempo (…). Ma noi governeremo per altri quattro anni e mezzo, significa isolare Villapiana» diceva Gallo, grosso modo, in quello spezzone. «È un’idea feudale delle istituzioni, dice ‘se non ci votate, non avrete risposte’» commentava Baldino. A stretto giro la replica, social, di Gallo, che ha accusato Baldino di aver estrapolato il passaggio dal contesto e ha pubblicato un altro spezzone in cui rivendicava di ricevere amministratori di ogni colore politico.

Baldino, lei nel video chiedeva a Gallo di chiarire o di scusarsi. Dopo la pubblicazione del video di Gallo e la condivisione dello spezzone successivo dell’intervento a Villapiana il caso può dirsi chiuso?

«No, non è chiuso. Lui quelle parole le ha dette, io non ho fatto tagli e cuci. Non si è scusato e ha accusato me di manipolazione. Ad arte, peraltro. Non si è assunto la responsabilità della gravità delle sue parole».

Però nell’intervento complessivo di Gallo a Villapiana c’erano altre frasi che smorzavano il senso di quella finita sotto accusa. Gallo dice che faceva polemica con un esponente del centrodestra, quindi pure alleato in regione, e che in ogni caso lui “riceve tutti”.

 «In realtà da quello che lei dice viene fuori tutta la particolarità del caso Villapiana, dove chi in regione governa con lui, in città partecipa a una formazione alternativa a quella da lui sostenuta. Ci tengo anche a chiarire, a dispetto di quello che dice lui (ovvero che il M5s a Villapiana sosterrebbe un candidato della Lega, ndr), che né io e né il Movimento sosteniamo qualcuno a Villapiana. Il mio video, quindi, non era a sostegno di un altro candidato, ma a sostegno del rispetto delle istituzioni che devono essere al servizio dei cittadini e non viceversa. Ma voglio chiarire un’altra cosa. Il problema non è se si ricevono o meno le persone, ma quando si crea un perenne stato di bisogno: un amministratore o un agricoltore non dovrebbero dover andare “in pellegrinaggio” in Cittadella per ottenere ciò che spetta loro di diritto, come la partecipazione a un bando, l’accesso a un finanziamento o, nel caso di un sindaco, le risorse per un servizio da erogare ai cittadini. Le istituzioni non devono essere delle corsie preferenziali per chi conosce il politico e raggiungere l’assessore di turno non può essere un privilegio. Perché in questo modo un diritto viene trasformato in una concessione ed è così che si creano i clientes».

Insomma per lei il problema rimane.

«Sì, rimane. Peraltro in questi giorni ho ricevuto tante testimonianze, anche con tracce audio o video di altre campagne elettorali, in cui non solo lui ma anche altri esponenti del centrodestra riprendono il refrain dell’isolamento, il “se non votate per noi, rimanete isolati”. Più o meno con queste parole. Per cui, se all’inizio ho concesso a Gallo il beneficio del dubbio, ora mi rendo conto che siamo di fronte a uno schema consolidato, non a un incidente di comunicazione».

Lunedì si archivia questa campagna e poi si andrà dritti sulla sfida del 2027, le Politiche. Si torna anche a parlare di voto anticipato. Lo ha evocato Salvini, poi ha frenato. Che aria tira a Roma?

«L’impressione è che si siano incartati al loro interno. Hanno difficoltà sulla legge elettorale, sulle questioni internazionali, sui conti. Non escluderei quindi un voto anticipato. D’altra parte, però, Meloni è ossessionata dal record di longevità, che raggiungerà a settembre, quindi vuole andare avanti fino all’autunno. Si potrebbe ipotizzare un voto in primavera, ma non credo vorranno andare alle urne in contemporanea con le amministrative di Roma, Milano, Torino. E non dimentichiamo che ad aprile i parlamentari maturano i 4 anni 6 mesi e un giorno per la pensione… Anche questo è determinante».

Il centrosinistra – o campo largo o coalizione progressista – riuscirà a farsi trovare pronto?

«Sì, noi ci faremo trovare sicuramente pronti questa volta. Da inizio legislatura lavoriamo insieme come forze di opposizione. Il Movimento 5 Stelle sta ora scrivendo insieme ai cittadini e alla società civile, con Nova, il programma che porterà “in dote” alle altre forze progressiste per costruire insieme il nostro manifesto».

Bisogna anche scegliere il leader. Siete pronti anche a quello?

«Le primarie restano il metodo più democratico e favoriscono una convergenza naturale dell’elettorato. E poi conosco Elly Schlein e Giuseppe Conte, sono persone mature, solide e leali, per cui escludo che la competizione possa produrre strascichi».

Ieri ha annunciato per il 5 giugno un’iniziativa pubblica su trasporti, infrastrutture, messa in sicurezza del territorio a Corigliano Rossano. Qual è l’obiettivo?

«L’iniziativa nasce da quanto è successo a gennaio e febbraio a Corigliano Rossano e nell’area jonica. Gli eventi estremi che hanno colpito la regione hanno messo in ginocchio tutta la fascia e hanno mostrato, una volta di più, quali sono le vere opere utili per il nostro territorio. Altro che Ponte sullo Stretto. Anche il fatto di aver organizzato l’evento a Corigliano Rossano, con ospiti che arrivano dal resto d’Italia e della regione, è un messaggio politico perché raggiungerlo è complicato. I relatori lo sperimenteranno direttamente. Il dibattito poi non prevede solo politici, ma anche tecnici. Ci sarà Daniele Leonardi, consulente che lavora insieme a noi da anni e con lui proveremo a proporre un’alternativa infrastrutturale all’inutile Ponte del centrodestra, che ci costa – dicono – 13 miliardi, ma che in realtà saranno 15. Noi proporremo una strategia integrata, una visione, che è quella che oggi manca. Le dico di più. Un paio di settimane fa ho depositato un’interrogazione al ministro dei Trasporti. Il Mit aveva aperto una consultazione, rivolta alle Regioni, chiedendo di indicare le infrastrutture di interesse nazionale. La Calabria non ha risposto. Ora, immagino che i termini non fossero perentori, ma questa inerzia la dice lunga sull’attenzione della Regione sul tema, a dispetto delle parole e degli annunci».

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