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Sul caso emodinamica in Calabria intervengono direttamente i primari e chiariscono che per l’infarto resta intatta la rete. Le équipe andranno negli Spoke per evitare trasferimenti e valorizzare i reparti


Nessuna soppressione dell’Emodinamica in Calabria, nessuna emergenza “itinerante” ma solo un avvicinamento dei medici sul territorio per esami non urgenti o ricoveri negli spoke per evitare trasferimenti nei grandi ospedali di riferimento. Si può riassumere così la presa di posizione di tutti i direttori delle Uoc di Cardiologia della Calabria, in risposta alle polemiche di questi giorni sull’istituzione della cosiddetta “emodinamica itinerante”. Un intervento, secondo gli specialisti, doveroso per “fare chiarezza”.

Tre concetti “fondamentali per la sicurezza di tutti i calabresi”. Il primo è che non ci sono soppressioni di emodinamica in Calabria perché a decidere il numero e la loro attivazione sono i ministeri affiancanti, che nelle riunioni di verifica hanno più volte chiesto la rimodulazione dei decreti firmati da Occhiuto nel 2024. “Il numero e la distribuzione dei centri d’emergenza H24 – scrivono di direttori – rispondono a precisi standard stabiliti dalla legge nazionale, parametri basati su popolazione e volumi di attività che non dipendono da scelte discrezionali o politiche della Regione. Il riallineamento dei decreti regionali ha semplicemente applicato quanto previsto a livello ministeriale nazionale”.

EMODINAMICA IN CALABRIA, NESSUNA EMERGENZA DIFFERITA IN CASO DI INFARTO

Nessuna emergenza differita in caso di infarto. “Non cambia nulla – scrivono – e la sicurezza resta massima. Chi ha un’emergenza cardiaca continuerà a seguire lo stesso percorso collaudato ed efficace di sempre, con il trasporto rapido verso i centri hub H24 tramite la rete del 118, l’elisoccorso e la telecardiologia. Una rete d’urgenza che funziona e che trova conferma anche nei più recenti dati Agenas, che documentano per la Calabria risultati favorevoli su indicatori fondamentali, come la riduzione della mortalità a 30 giorni e la tempestività dell’angioplastica”.

E dunque a cosa serve l’emodinamica itinerante? “Per gli esami programmati sono gli specialisti ad avvicinarsi al paziente. Per le procedure e gli esami cardiologici non urgenti (come coronarografie e angioplastiche programmate), il paziente ricoverato in un ospedale Spoke non dovrà più essere trasferito in ambulanza verso l’ospedale Hub. Sarà invece l’équipe a recarsi direttamente per effettuare l’intervento in loco mantenendo invariati gli standard di qualità e sicurezza”.
Questo serve anche come sorta di formazione per i cardiologi degli ospedali periferici che potranno “acquisire progressivamente autonomia e maturità organizzativa, valorizzando le strutture esistenti e preparando le condizioni per una gestione sempre più solida e strutturata dell’attività interventistica sul territorio”.

CON QUESTI CAMBIAMENTI SI LIBERERANNO I 118 DAI TRASFERIMENTI

Insomma, per i primari l’atto permetterà di liberare il 118 dai trasferimenti, far crescere i reparti cardiologici “dopo anni di tentativi e a fronte della disponibilità di sale di cardiologia interventistica già collaudate, ma finora non utilizzate. L’organizzazione potrà trovare immediata applicazione negli ospedali di Lamezia Terme, Rossano e Paola, dove le sale angiografiche sono già disponibili, collaudate e pronte all’attività. Il modello sarà progressivamente esteso anche al nuovo ospedale della Sibaritide e agli ospedali di Vibo Valentia, Polistena e Locri, non appena saranno ultimate e rese operative le rispettive sale di emodinamica”.

Dunque, i cardiologi stanno con Occhiuto, definendo la proposta “una scelta che coniuga visione e concretezza: rafforza il ruolo degli Hub senza indebolire la rete dell’emergenza, valorizza gli ospedali Spoke e porta una parte dell’attività cardiologica interventistica programmata più vicino ai luoghi in cui vivono i pazienti. La nuova organizzazione, quindi, non sostituisce né modifica la rete esistente per l’infarto acuto, ma la integra con un percorso dedicato alle attività programmate”.

Il testo è stato firmato dai direttori di Cardiologia Vittorio Aspromonte (Locri); Frank Benedetto (Reggio Calabria); Giovanni Bisignani, primario emerito di Castrovillari; Roberto Ceravolo (Lamezia Terme); Michele Comito (Vibo Valentia); Antonio Curcio (Cosenza); Silvana De Bonis (Corigliano-Rossano); Alessandro Ferraro (facente funzioni presidio Pugliese, Catanzaro); Francesco Greco (Emodinamica Cosenza); Maria Teresa Manes (Paola-Cetraro); Carmelo Massimiliano Rao (Polistena); Fabio Megna (Crotone); Daniele Torella (presidio Germaneto, Catanzaro) e Giorgio Ventura (Tirrenia Hospital di Belvedere Marittimo).

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