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Una seduta del consiglio regionale calabrese

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Il Consiglio regionale calabrese ha approvato una variazione di bilancio che tra gli interventi prevede un fondo di 100mila euro da cui attingere per coprire le spese del rimpatrio delle salme dei braccianti vittime della strage di Amendolara e per l’assistenza ai familiari arrivati in Italia per il riconoscimento dei corpi. Tra le misure approvate anche un fondo di 6 milioni per i danni del ciclone di marzo e risorse per 3,24 milioni destinati al reclutamento di medici


Il Consiglio regionale ha approvato oggi (19 giugno 2026) all’unanimità una serie di variazioni al bilancio di previsione. Tra le misure, la costituzione di un fondo ‘Amendolara’ per coprire le spese di rimpatrio delle salme dei quattro braccianti arsi vivi nella stazione di servizio e per l’assistenza ai familiari, arrivati in Italia per il riconoscimento dei corpi e per le pratiche legate al ritorno in patria. Nel capitolo di bilancio sono state allocate risorse pari a 100mila euro, stimate in via prudenziale. Nella stessa pratica sono presenti altri ritocchi al bilancio, che fanno fronte ad emergenze degli ultimi mesi o consentono di completare operazioni compatibili rese necessarie da nuove norme di finanza pubblica. A presentare il provvedimento in aula è stato il presidente della commissione regionale Bilancio Filippo Pietrapaolo.

EMERGENZA MALTEMPO E RECLUTAMENTO MEDICI TRA GLI INTERVENTI PREVISTI

Tra le misure previste dalla variazione di bilancio, c’è lo stanziamento di 6 milioni di euro per rispondere alle necessità dei Comuni sferzati dal ciclone di metà marzo. Di questi, 4,3 milioni sono destinati al ripristino di infrastrutture pubbliche danneggiate, viabilità e opere idrauliche, mentre 700mila euro andranno a coprire le spese già sostenute dagli enti locali in somma urgenza. A queste somme si aggiunge un ulteriore milione di euro destinato ai Comuni che, pur avendo subito danni, erano rimasti esclusi dalla dichiarazione dello stato di emergenza regionale.
Altra variazione riguarda invece lo stanziamento di 3,24 milioni di euro per il reclutamento di personale medico, anche straniero, per rafforzare i risicati ranghi ospedalieri regionali.

Le risorse serviranno in particolare a integrare lo stipendio dei professionisti, attraverso il riconoscimento di un rimborso spese forfettario per vitto e alloggio, come previsto dalla legge regionale 6 del 2026 con la quale il Consiglio regionale aveva autorizzato Azienda Zero a fare scouting all’estero. La legge 6 aveva previsto una spesa di 4 milioni, per i voucher, da finanziare con i fondi europei. È emerso però che le risorse del Fesr Fse potevano essere destinate solo ai servizi sanitari territoriali e non agli ospedali spoke e hub. Da qui la necessità di reperire fonti di finanziamento diverse.

Tra le altre misure previste ci sono 400mila euro aggiuntivi per le agevolazioni sul trasporto pubblico locale rivolte a forze dell’ordine, forze armate, vigili del fuoco e Guardia costiera, 100mila euro in più per la Consulta dei Calabresi nel mondo e nuove risorse (132mila euro) per accompagnare la fase finale della liquidazione della Fondazione Mediterranea Terina. Sul piano contabile, infine, la manovra recepisce anche il nuovo meccanismo nazionale sulle anticipazioni di liquidità, con un impatto da oltre 30 milioni di euro annui nel triennio 2026-2028.

VOTO UNANIME, DIBATTITO VIVACE

Il voto arriva all’unanimità, ma i botta e risposta in Consiglio non sono mancati. Il voto a favore sulla pratica «è scontato e opportuno» dice la dem Madeo. Bisognerebbe però agire anche prima, argomenta, ovvero legiferare per incidere su comportamenti e mentalità. Madeo ricorda di aver depositato una proposta di legge con misure di contrasto alla tratta di esseri umani e ne sollecita la calendarizzazione per l’avvio dell’iter, lamentando il ritardo con cui si affrontano le proposte della minoranza.

Anche Elisa Scutellà (M5s) auspica per il futuro che si pensi a intervenire sulla prevenzione e non solo sulla cura. Nel suo caso il riferimento è alle risorse per far fronte ai danni del maltempo. «Nel precedente Consiglio è stata votata una modifica della legge sul Consorzio unico. Il Consorzio è in grado di assolvere alla sua funzione, che è anche la tutela del territorio?» chiede Scutellà. Per la maggioranza si tratta di interventi «strumentali».


«Il provvedimento in esame mostra la prontezza dell’amministrazione regionale» replica il capogruppo azzurro Domenico Giannetta. «I conti della Calabria sono in ordine, la pratica in discussione oggi lo dimostra. Perché se oggi riusciamo a usare l’avanzo di amministrazione per questi movimenti di cassa e competenza è perché siamo una delle tre regioni d’Italia che può utilizzare nell’anno successivo, per investimenti, le somme accantonate. Non è un risultato banale – dice Angelo Brutto (FdI) – Oggi peraltro mi sarei aspettato un plauso unanime a questo governo di centrodestra perché Bankitalia certifica che la Calabria è la regione che cresce di più per Pil».
«Se c’è un avanzo di amministrazione vuol dire che ci sono risorse che non siete stati in grado di spendere, forse per cattiva programmazione. Non è, tecnicamente, un dato positivo» ribatte il dem Giuseppe Ranuccio.

ENZO BRUNO PROPONE L’ESENZIONE BOLLO PER LE AUTO IBRIDE

Il capogruppo di ‘Tridico presidente’, Enzo Bruno, ha lanciato ieri in aula una sollecitazione al governo regionale, che diventerà a breve una proposta di legge. A ispirarlo il ritorno, nell’agenda politica regionale, dell’idea di cancellare il bollo auto. Bruno ricorda la proposta primigenia di Pasquale Tridico, che prometteva – in caso di elezione a presidente – di sospenderlo per le famiglie a basso reddito, a mo’ di compensazione per lo stato in cui versano le strade calabresi. Poi cita quella del governatore Occhiuto, che ha suggerito al governo Meloni nei giorni scorsi di abolire per legge il bollo auto («è una finta patrimoniale»).


«Visto che a breve si predisporrà l’assestamento di bilancio – suggerisce Bruno – è il momento giusto per aprire una discussione». La sua proposta è quella di seguire l’esempio di diverse regioni d’Italia, dalla Basilicata all’Emilia, che hanno introdotto un’esenzione per le auto ibride. «È una risposta concreta – spiega – per alleggerire il peso economico che grava su molte famiglie e sarebbe anche un incentivo a scegliere veicoli a minor impatto ambientale».

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