Un'aula di tribunale

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VIBO VALENTIA – La Corte d’assise d’appello di Catanzaro ha inflitto due ergastoli e condanne a 30 e 11 anni a conclusione del processo per l’omicidio di Giuseppe Matina, avvenuto il 20 febbraio del 2012, nel giardino dell’abitazione della vittima. Un omicidio che si inquadra nella faida tra il clan Patania di Stefanaconi, del quale sono accusati di far parte i quattro condannati, e il gruppo dei Piscopisani di cui era esponente la vittima pur avendo legami parentali con i primi.

I giudici hanno confermato anche le assoluzioni per altre due persone. Il carcere a vita è stato disposto per i fratelli Giuseppe e Salvatore Patania, mentre un altro fratello, Saverio, si è visto ridurre la condanna dall’ergastolo a 30 anni di reclusione. Ridotta anche la pena inflitta al collaboratore di giustizia Nicola Figliuzzi: 11 anni e sei mesi a fronte dei 20 inflitti in primo grado. Assoluzione confermata, infine, per Giuseppina Iacopetta, madre dei Patania, e per un altro suo figlio, Nazzareno, questi ultimi difesi dall’avvocato Costantino Casuscelli.

Tutti erano chiamati a rispondere anche dell’agguato fallito, il 27 dicembre del 2011, sempre ai danni di Matina, soprannominato “Gringia”, marito della collaboratrice di giustizia Loredana Patania, cugina degli imputati.

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