Andrea Minasi, la pianista 23enne di Vibo è deceduta oggi dopo 9 giorni di agonia
4 minuti per la letturaLa speranza di questi giorni ha lasciato spazio al dolore: Andrea Minasi, la 23enne di Vibo investita da un Suv guidato da un giovane, non ce l’ha fatta: stamani, dopo la morte cerebrale, sono state staccate le macchine che la tenevano in vita da 9 giorni. Decisione della famiglia di donare gli organi della ragazza. Per il conducente del suv l’accusa diventa omicidio stradale
VIBO VALENTIA – Si è spenta dopo nove giorni di agonia Andrea Minasi, la 23enne vibonese travolta da un Suv mentre attraversava sulle strisce pedonali in viale Affaccio, la mattina del 28 luglio. Una notizia che la città temeva, ma che fino all’ultimo aveva sperato di non dover mai apprendere.
L’elettroencefalogramma ha evidenziato l’assenza di attività cerebrale. La morte cerebrale aveva ormai anticipato quella del corpo e, al termine del periodo previsto dalla legge per gli accertamenti, i familiari hanno preso la decisione più dolorosa: autorizzare l’interruzione dei supporti vitali che la tenevano in vita. Al contempo, la decisione da parte della famiglia di donare gli organi della giovane Andrea.
La notizia del decesso si è diffusa in pochi minuti in tutta la provincia di Vibo Valentia, suscitando profonda commozione. Centinaia i messaggi di cordoglio apparsi sui social network, mentre numerosi cittadini hanno espresso vicinanza alla famiglia della giovane pianista del Conservatorio “Fausto Torrefranca”, diventata in questi giorni il simbolo di una comunità unita nella speranza di un miracolo che, purtroppo, non è arrivato.
LE CONDIZIONI DI ANDREA MINASI SUBITO GRAVISSIME
Le condizioni di Andrea erano apparse disperate sin dall’impatto. Trasportata d’urgenza in ospedale a Catanzaro, era stata intubata e sottoposta a coma farmacologico nel tentativo di limitare i gravissimi danni riportati. Quando i medici hanno sospeso la sedazione, però, gli esami hanno confermato l’irreversibilità del quadro clinico.
Sul piano giudiziario, la morte della giovane comporterà un aggravamento della posizione del conducente del Suv, un neopatentato. Il procedimento, inizialmente aperto per lesioni personali stradali gravissime, sarà ora riqualificato con l’ipotesi di omicidio stradale.
SI FARà L’AUTOPSIA
La Procura di Vibo Valentia aveva già aperto un fascicolo d’indagine sull’incidente, indagando il giovane per lesioni colpose gravi, ma adesso, con il decesso della 23enne, l’ipotesi di reato cambia in omicidio stradale.
Sarà, dunque, disposto l’esame autoptico sul corpo della ragazza da effettuarsi presso l’obitorio dell’ospedale di Catanzaro; al riguardo la famiglia ha nominato propri legali gli avvocati Sonia Lampasi e Michelangelo Miceli mentre per il consulente di parte per l’autopsia la scelta è ricaduta sull’anatomopatologa Katiuscia Bisogni.
LA DENUNCIA DEI FAMILIARI SUL RITARDO DEI SOCCORSI
Nei giorni successivi all’incidente, la famiglia Minasi aveva acceso i riflettori anche sul tema dei soccorsi. I parenti avevano denunciato un’attesa di circa 50 minuti per l’arrivo dell’ambulanza, circostanza alla quale aveva replicato Azienda Zero sostenendo che il tempo di intervento fosse stato di 24 minuti. Una risposta che aveva alimentato un acceso dibattito pubblico e politico, culminato anche con l’intervento del consigliere regionale Antonio Lo Schiavo e, successivamente, con quello del consigliere regionale Michelangelo Alecci, che aveva definito “inopportuna” la replica dell’azienda sanitaria.
LA LETTERA DEI FAMILIARI DI ANDRE A MATTARELLA, OCCHIUTO E MELONI
Il dolore dei familiari aveva poi assunto una dimensione istituzionale con la lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, nella quale si chiedeva che la tragedia di Andrea diventasse l’occasione per migliorare il sistema dell’emergenza-urgenza in Calabria, affinché nessun’altra famiglia fosse costretta a vivere una sofferenza simile.
Con la morte di Andrea Minasi, il Vibonese perde una giovane donna che aveva davanti un futuro da costruire, una musicista apprezzata e una ragazza descritta da tutti come solare e piena di vita. Una tragedia che lascia un vuoto enorme nella sua famiglia, tra gli amici, nel Conservatorio e nell’intera comunità, che in questi giorni aveva seguito con apprensione ogni aggiornamento sulle sue condizioni.
Quella che resta è una vicenda destinata a segnare profondamente molte vite. Anzitutto quella dei genitori, dei familiari e di chi voleva bene ad Andrea, chiamati ad affrontare un dolore che appare incolmabile. Ma, seppure in una dimensione profondamente diversa e non paragonabile, anche la famiglia del giovane alla guida del Suv si trova ora a fare i conti con le conseguenze di una tragedia che ha sconvolto due nuclei familiari. Per una famiglia il lutto irreparabile di una figlia perduta; per l’altra il peso di un evento destinato a cambiare per sempre il corso della propria esistenza. Un dramma che ricorda, ancora una volta, quanto una manciata di secondi possa spezzare irrimediabilmente il destino di tante persone.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA