L'intervento della consigliera Antonella Petracca
6 minuti per la letturaInizio di seduta di consiglio comunale carica di tensione a Vibo dove la consigliera Antonella Petracca è espulsa dal Pd e, passando al Misto, accusa i suoi ex colleghi e la presidenza del civico consesso, dando alle opposizioni l’occasione per attaccare la maggioranza e l’amministrazione Romeo
VIBO VALENTIA – Si allarga la frattura all’interno del Partito democratico di Vibo Valentia: dopo il passaggio di Laura Pugliese da capogruppo del Pd a Casa Riformista-Italia Viva, un nuovo terremoto politico scuote la maggioranza guidata dal sindaco Enzo Romeo dove la consigliera Antonella Petracca, espulsa dal gruppo consiliare del Pd, rompe il silenzio e affida a una lunga dichiarazione la sua versione dei fatti, parlando di una decisione maturata per aver rivendicato trasparenza, rispetto delle procedure e libertà di giudizio. Una ricostruzione che trova l’immediata replica della nuova capogruppo dem Maria Fiorillo, mentre dalle opposizioni arrivano attacchi durissimi alla maggioranza e all’esecutivo municipale.
PETRACCA: «ESPULSA DAL PD PER LA MIA COERENZA. HO SCELTO DI NON PIEGARMI»
Antonella Petracca sostiene di aver appreso dell’espulsione dal gruppo consiliare del Partito democratico senza conoscerne le reali motivazioni: «Ne prendo atto – afferma – ma non comprendo le motivazioni, né tantomeno la gravità delle contestazioni mosse nei miei confronti».
La consigliera richiama quindi alcuni episodi interni al Pd, ricordando che nei mesi scorsi Laura Pugliese (a cui ha manifestato solidarietà per l’intimidazione) aveva contestato apertamente il modo di operare del presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, definendolo inadeguato e dimettendosi dalla presidenza della Prima Commissione, senza però subire alcuna espulsione. Anzi, osserva Petracca, «in quell’occasione poi si procedette addirittura a nominarla capogruppo del partito».
Allo stesso modo la consigliera comunale del gruppo Misto ricorda come l’attuale capogruppo del Partito Democratico, Maria Fiorillo, avesse contestato la gestione della stessa Laura Pugliese, criticando decisioni assunte, secondo quanto esposto, senza una condivisione collegiale e scegliendo poi di dimettersi dall’incarico di vicecapogruppo: «Io invece – sostiene ancora Petracca – non ho voluto sottrarmi al confronto».
«IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MI PROSPETTÒ TRE ALTERNATIVE»
Uno dei passaggi più significativi della ricostruzione dell’accaduto riguarda l’incontro avuto con il presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello. Secondo quanto sostenuto da Petracca, il presidente le avrebbe prospettato tre possibili soluzioni: dimettersi dal gruppo consiliare, in alternativa sottoscrivere un comunicato stampa congiunto oppure essere espulsa: «Ho scelto di non piegarmi. Se qualcuno – ha puntualizzato – riteneva di dovermi espellere doveva assumersene la responsabilità».

La consigliera si dice inoltre sorpresa dal ruolo assunto dal presidente del Consiglio: «Mi chiedo per quale ragione sia stato proprio Antonio Iannello, che dovrebbe essere garante dell’imparzialità dell’istituzione, a convocarmi per comunicarmi che avrei potuto anche lasciare il gruppo del Pd».
PETRACCA: «HO SOLO FATTO IL MIO DOVERE»
La Petracca respinge ogni accusa di aver creato tensioni politiche, sostenendo di aver semplicemente esercitato il proprio ruolo di consigliera comunale e rivendica infatti di aver chiesto chiarimenti su numerose questioni amministrative, tra cui la gestione delle strisce blu; gli incassi derivanti dalle sanzioni; l’iter del Polo universitario; il protocollo relativo al Polo di alta formazione; diversi altri atti amministrativi: «A queste richieste – afferma – ho ricevuto troppo spesso una sola risposta: il silenzio. Il mio non era essere polemica, ma fare il mio dovere».
Tra gli episodi contestati anche l’ultimo Consiglio comunale, convocato con sedici punti all’ordine del giorno, alcuni dei quali, secondo la consigliera, incompleti e messi a disposizione dei consiglieri soltanto due giorni prima della seduta: «Lo stesso sindaco di Vibo ha ammesso che si è trattato di un cortocircuito».
PETRACCA: «AL SINDACO DI VIBO CHIESI L’ISTITUZIONE DEL POLO, MA AD OGGI NULLA»
E nel suo intervento la Petracca ripercorre anche il rapporto politico col primo cittadino, Enzo Romeo, raccontando il suo coinvolgimento da parte dell’attuale primo cittadino ben due anni prima della sua candidatura: «Gli rappresentai la necessità di rilanciare il commercio cittadino attraverso la realizzazione di un Polo universitario. Mi rispose che, in caso di vittoria, sarebbe stato realizzato. Ad oggi però non è accaduto».
La consigliera aggiunge poi che già nei primi mesi di esperienza in Consiglio comunale avrebbe percepito di rappresentare «una presenza scomoda» all’interno del gruppo e rileva inoltre che, alcuni mesi fa, sarebbe stata contattata telefonicamente dallo stesso sindaco, il quale le avrebbe chiesto se intendesse rinunciare all’incarico consiliare: «Con il tempo ho capito che i miei principi sono risultati incompatibili con questo modo di fare politica. La mia è una voce libera e indipendente».
Da qui la decisione di aderire al Gruppo Misto: e un consiglio ai colleghi in aula: «Prima di appartenere a un partito apparteniamo alla nostra città. Il nostro dovere è utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla legge per garantire trasparenza e controllo sugli atti amministrativi».
LA REPLICA DELLA CAPOGRUPPO PD, MARIA FIORILLO
Alle accuse risponde la nuova capogruppo del Partito democratico, Maria Fiorillo secondo la quale, il Pd resta «una comunità plurale», nella quale il confronto è considerato una ricchezza: «Non deve però essere caratterizzato da smanie di individualità e protagonismo». La Fiorillo precisa inoltre che l’espulsione della consigliera Petracca è stata il risultato di una procedura formale: «Le porte del Pd di Vibo rimangono aperte, ma soltanto quando esiste unità di intenti e di visione. Fino a oggi tutto questo è mancato» ha affermato la capogruppo democrat sostenendo inoltre che la Petracca abbia manifestato un’assenza di sintonia non solo con il Pd, ma con l’intera maggioranza consiliare e rigettando «con forza ogni accusa di mancata trasparenza».

IL RIFERIMENTO A LAURA PUGLIESE
Maria Fiorillo affronta anche il recente addio dell’ex capogruppo Laura Pugliese alla quale ha contestualmente ha espresso solidarietà per l’attentato: «La sua è stata una scelta politica che rispetto, ma non credo debba essere vissuta come un momento di debolezza del Partito», anzi quanto accaduto rappresenta l’occasione per una riflessione interna: «Il Pd deve diventare ancora più coeso e forte. Nessuno deve sentirsi prigioniero del partito, ma nessuno può vivere l’appartenenza in maniera intermittente, sfruttandola quando conviene».
LE OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO DEL PD E DELLA GIUNTA ROMEO
La vicenda diventa immediatamente terreno di scontro politico. Il capogruppo di Cuore Vibonese, Giuseppe Cutrullà, parla di una vera e propria strategia interna: «La Petracca è stata vittima di una strategia perfetta: prima utilizzata contro l’ex capogruppo e quando non è più servita alla scopo è stata fatta lei stessa fuori dal partito. I comunisti sono i peggiori fascisti», afferma ricordando la sua espulsione, anni addietro, dal Pd in passato e attaccando duramente i democratici: «Il Pd non riesce a governare neppure i propri consiglieri e pretende di governare la città».
Sulla vicenda interviene anche Corrado (esponente dell’opposizione), che evidenzia le conseguenze politiche degli ultimi giorni: «Lei (rivolgendosi alla Fiorillo, ndr) rappresentava la seconda scelta: era vicecapogruppo e quando l’allora capogruppo, Colelli, è diventato assessore le hanno preferito Laura Pugliese. Adesso, nel giro di pochi giorni il gruppo Pd al Comune di Vibo ha perso la sua ex capogruppo e ora anche la consigliera Petracca», ha commentato l’esponente azzurra secondo la quale, le dichiarazioni rilasciate da Petracca nei confronti del partito e del presidente del Consiglio comunale delineerebbero «una situazione di gravità inaudita».
Ad intervenire, inoltre, sempre per l’opposizione i capigruppo Antonio Schiavello (FdI), Maria Rosaria Nesci (Insieme al Centro) e il consigliere Anthony Lo Bianco (Identità territoriale).
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