Il sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra
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Gli ultimi dati dell’Istat confermano per il 2025 il dato positivo dell’occupazione nel Mezzogiorno: per la prima volta il Sud supera il 50% come tasso di occupazione tra i 16 e i 64 anni
In Italia gli occupati nel secondo trimestre restano sostanzialmente stabili rispetto al trimestre precedente ma crescono di 226mila unità rispetto allo scorso anno. Una crescita importante per il Sud perché i dati evidenziano che è proprio nel Mezzogiorno che il livello di occupazione fa segnare il segno di crescita con 96mila persone al lavoro in più. In base a questi ultimi dati Istat, inoltre, al Sud, per la prima volta dall’inizio delle serie storiche nel 2004, si è superato il 50% del tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni toccando il 50,1%. Un dato che ha fatto dire alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “siamo sulla strada giusta”.
Nella media 2025, il Mezzogiorno presenta l’incremento maggiore del tasso di occupazione (+0,7 punti rispetto a +0,1 del Centro e del Nord) e la riduzione più decisa di quello di disoccupazione (-0,8 punti rispetto a -0,3 nel Centro e -0,2 nel Nord). Il tasso di inattività 15-64 anni diminuisce nel Mezzogiorno (-0,3 punti) e rimane invariato al Nord, mentre cresce lievemente nel Centro (+0,1 punti).
“Pur rimanendo ampi i divari territoriali, nella media del 2025 la distanza si riduce di 0,6 punti sia tra il tasso di occupazione del Nord (69,8%) e quello del Mezzogiorno (50,0%), sia quella tra tassi di disoccupazione (11,1% nel Mezzogiorno e 3,8% nel Nord)”, aggiunge l’Istat. Il tasso di occupazione al 62,5% registrato nella media 2025 è il valore più alto dall’inizio delle serie storiche partite nel 2004; il tasso di disoccupazione sceso al 6,1%, sempre nella media d’anno, si attesta invece sui valori minimi, già toccati nel 2007.
RAPPORTO SULL’OCCUPAZIONE, I DATI GENERALI ISTAT
A causa dell’invecchiamento della popolazione e della stretta sul pensionamento anticipato cresce l’età media degli occupati con gli over 50 che superano per la prima volta quota 10 milioni di unità con un aumento di 96mila unità sul primo trimestre e di 422mila sul secondo trimestre del 2024. Sono il gruppo più consistente e rappresentano quasi il 42% delle persone al lavoro nel secondo trimestre (24 milioni 169mila anche questo un dato record dall’inizio delle serie storiche con un milione di occupati in più rispetto al 2019).
Prosegue, per il quinto anno consecutivo, l’aumento del lavoro a tempo pieno (+473mila, +2,4%) e si accentua la riduzione di quello a tempo parziale (-288mila, -7,1%). Sempre nel 2025, per il quarto anno consecutivo e a ritmi meno sostenuti, si riduce il numero di persone in cerca di occupazione (-88mila, -5,3% in un anno) che scende a 1 milione 576mila. Rimane pressoché stabile la quota dei disoccupati di lunga durata (50,3%). Inoltre torna a ridursi il numero di inattivi di 15-64 anni (-58 mila, -0,5% in un anno) che si attesta a 12 milioni 374mila.
CALA L’OCCUPAZIONE PER GLI UNDER 35, LEGGERO AUMENTO PER LE DONNE
Gli under 35, soprattutto a causa del calo demografico e dell’aumento degli anni di formazione, sono poco più della metà degli over 50 con 5 milioni 333mila unità, in calo di circa 61mila unità sull’anno precedente e di circa 2,4 milioni dall’inizio delle serie storiche. Il tasso di occupazione in questa fascia di età in 21 anni è passato dal 52,4% al 44,3%. Negli stessi anni tra i 50 e i 64 anni il tasso di occupazione, soprattutto grazie agli interventi di stretta sul pensionamento, ma anche alla maggiore partecipazione al mercato del lavoro delle donne, è passato dal 42,4% al 66,4%.
Il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre del 2025 è rimasto stabile rispetto al primo al 6,3% mentre è diminuito di 0,1 punti rispetto al secondo trimestre 2024.I disoccupati sono un milione 623mila, in calo di 82mila unità in un anno sulla base dei dati destagionalizzati. Il tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni sulla base dei dati destagionalizzati è al 33%, in calo di 0,1 punti sul trimestre precedente e di 0,2 punti sul secondo trimestre del 2024.
Le donne al lavoro sono 10 milioni 265mila con un tasso di occupazione al 53,7% a fronte di un tasso di occupazione per gli uomini al 71,5% e un tasso di occupazione complessivo al 62,6%, in calo di 0,1 punti sul trimestre precedente e in aumento di 0,4 punti sullo stesso trimestre del 2024. L’input di lavoro utilizzato complessivamente dal sistema economico (espresso dalle ore lavorate di Contabilità Nazionale) è aumentato dello 0,2% in termini congiunturali e dell’1,7% in termini tendenziali. recedente e in aumento di 0,2 punti sullo stesso periodo del 2024.
DATI ISTAT, CRESCE L’OCCUPAZIONE AL SUD, LA SODDISFAZIONE DELLA PREMIER MELONI
“Ci accusavano di voler spaccare l’Italia – ha scritto Giorgia Meloni sui social – ma la verità è che abbiamo scelto di credere nelle energie, nel talento e nella forza del Sud. Abbiamo avuto il coraggio di dire basta alla stagione dell’assistenzialismo, che per troppo tempo ha alimentato l’idea di un Mezzogiorno condannato a restare indietro. Abbiamo investito in infrastrutture, lavoro, merito. Lavoriamo per mettere il Sud in condizione di competere ad armi pari e di dimostrare, finalmente, tutto il suo valore. I dati dell’Istat certificano- ha concluso – il numero di occupati nel Mezzogiorno più alto mai registrato dal 2004. La strada è giusta, e continueremo a percorrerla, per costruire finalmente un’Italia nella quale tutti abbiano le stesse opportunità”.
“Il nostro obiettivo – ha fatto eco il ministro del Lavoro, Marina Calderone che ha parlato di un “risultato importante” per il Mezzogiorno – resta quello di continuare a sostenere la buona occupazione, in particolare quella a tempo indeterminato di giovani e donne. Soprattutto al Sud, dove i limiti storici di ieri sono le opportunità di domani. Le nostre politiche funzionano e adesso dobbiamo puntare sempre di più sulla formazione e le nuove competenze.
LUIGI SBARRA: “IL MEZZOGIORNO CONTINUA A VIVERE UNA FASE POSITIVA”
“I dati ISTAT diffusi oggi confermano che il Mezzogiorno continua a vivere una fase particolarmente positiva dal punto di vista occupazionale. Nel 2025 il Sud registra il maggior incremento del tasso di occupazione, con un aumento di 0,7 punti , rispetto al +0,1 del Centro e del Nord, mantenendosi sui livelli del massimo storico e attestandosi al 50,0%. Un segnale positivo relativo alla vitalità del mercato del lavoro meridionale emerge anche dalla riduzione del tasso di inattività: nel 2025, il Mezzogiorno è l’unica area del Paese a registrare un decremento degli inattivi (-0,3 punti)”.
“A sostenere questa dinamica di crescita contribuisce anche l’aumento dell’occupazione femminile, con un incremento di 0,9 punti rispetto al quarto trimestre 2024. Infine, sempre nel 2025, si riduce di 0,6 punti il divario tra Nord e Sud in termini di tasso di occupazione e disoccupazione, un segnale di progressiva convergenza territoriale relativa al mercato del lavoro”. Lo afferma in una nota il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra.
“Le dinamiche occupazionali favorevoli rappresentate da ISTAT dimostrano che gli strumenti messi in campo dal Governo Meloni , per sostenere crescita e sviluppo, continuano a produrre i risultati sperati: mi riferisco per esempio alla ZES Unica Mezzogiorno, agli sgravi contributivi maggiorati in area ZES per incentivare l’occupazione di giovani e donne e alle iniziative per agevolare nuove attività imprenditoriali” conclude Sbarra.
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