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Un'aula vuota

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La scuola ha bisogno della scuola. Solo di questo. Che è tantissimo, è tutto. Ha bisogno di ciò che la fa essere scuola: edifici sicuri, trasporti adeguati, docenti al completo, tecnologia avanzata, dispersione azzerata, ragazze e ragazzi disabili effettivamente integrati. E poi asili nido, mense, palestre, laboratori, tempo pieno. Il tutto senza interruzioni di tempo e di spazio. Tutto l’anno, se ce ne fosse bisogno.

Da Nord a Sud, in Calabria come in Trentino, nelle metropoli e nelle aree interne. “La scuola è il battito della comunità”, verissimo. Perché come un battito alimenta la vitalità, assicura la sopravvivenza di sé ma anche di ogni altra parte, consente di costruire rapporti e opportunità, aggiungere giorni e ricchezza, ridurre ingiustizie e persino gli effetti di una calamità.

Ma se un battito non può essere sempre uguale a se stesso – non lo è mai, in nessun tipo di esistenza – è uguale per tutti perché a tutti dà “la possibilità”. Proprio ciò che rende una scuola degna della sua comunità, in grado di azzerare e non di generare diseguaglianza.


Un battito è tale se è uno, unico, costante. Non è sempre identico, ma non può essere discontinuo, alternato, a due/tre/dieci velocità a seconda del Comune di nascita o di residenza.

Il battito della scuola ha resistito – anche stavolta, sotto pandemia, grazie agli studenti, alle famiglie, ai docenti, al personale tutto – perché non è solo spesa pubblica. Eppure quel battito tornerà ad essere regolare con investimenti adeguati, dentro mura sicure in tutto il Paese, che in un Mezzogiorno ad alto ed altissimo rischio sismico registra il 15% di agibilità degli edifici scolastici, contro il 65% del Nord, ma che anche qui rileva crolli e cedimenti.

Tornerà regolare curando la disparità tra Messina e Bologna – che per l’istruzione possono contare la prima su un quarto di risorse rispetto alla seconda – e la segregazione culturale a cui una regione come la Campania è inchiodata da decenni di dispersione scolastica doppia rispetto a zone del Nord-est italiano, ma allarmante in diverse zone del Paese.

Il battito della scuola ha continuato a resistere misteriosamente, ma con un che di miracoloso e di eloquente rispetto al suo essere indispensabile. Una resistenza sempre più rischiosa, che da sempre avrebbe dovuto farci riflettere ed agire, ma alla quale di certo oggi nessuno può più mancare di offrire armi e soluzioni definitive.


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