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“Noi riteniamo la scelta” della Campania “sbagliata e illegittima. I nostri tecnici stanno trovando il modo di impugnare questa norma”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, al Tg3, rispondendo a una domanda relativa all’ordinanza sulla scuola del presidente Vincenzo De Luca con lo stop alle lezioni in presenza per infanzia, primaria e media fino al 29 gennaio.

Intanto sono tornati in piazza a manifestare i comitati No Dad di Napoli contro la decisione della Regione Campania di rinviare il ritorno in aula per le scuole dell’infanzia, elementari e medie alla fine di gennaio. Nonostante la pioggia, i genitori del gruppo ‘Usciamo dagli schermì hanno effettuato un presidio nella Galleria Principe e poi un breve blocco stradale nell’adiacente Piazza Museo. Circa una trentina i genitori che si sono ritrovati per ribadire il loro ‘nò al ripristino della didattica a distanza.

Un’iniziativa che è maturata nella notte e che scaturisce «dalla rabbia ». «Ancora una volta i nostri bambini e adolescenti – spiega Flavia Brescia, di Usciamo dagli schermi – sono vittime del tira e molla, del braccio di ferro tra il presidente De Luca e il Governo e come un anno fa si ritrovano costretti a vivere lo stesso incubo e ad essere gli unici studenti che non possono andare a scuola perché la Campania, come già accaduto l’inverno scorso, è l’unica regione che chiude le scuole e avvia la Dad’’.

Un provvedimento che alle famiglie proprio non va giù: «Quello che non ci torna – prosegue Brescia – è che nel decreto legge del Governo si afferma che la Dad può essere applicata soltanto in zona rossa. La Campania è ancora classificata zona bianca eppure è l’unica a chiudere le porte alla didattica in presenza. Siamo di fronte a una gestione autoritaria della pandemia da parte del presidente De Luca». E intanto per domani, giorno in cui gli alunni sarebbero dovuti tornare in aula, il gruppo già pensa di promuovere iniziative di protesta. Possibili location sono la sede della Regione Campania o la Prefettura. No Dad che parlano inoltre di «discriminazione« rispetto al tema dell’attuazione dei protocolli di sicurezza per ragazzi vaccinati e non.

«Questa discriminazione è una cosa indegna – sottolinea Brescia – è necessario ricordare che nella loro fascia d’età la vaccinazione non è assolutamente obbligatoria e dunque tali differenze di trattamento sono assolutamente inammissibili. I bambini e i ragazzi – conclude – non sono untori della pandemia». Intanto sono 11.815 i nuovi positivi al Covid registrati in Campania su 105.508 tamponi processati. A comunicarlo è l’unità di crisi regionale. Si registrano anche 5 decessi. Risultano 76 posti letto di terapia intensiva occupati sui 702 disponibili (numero ampliato con le nuove disposizioni) e 1.031 di degenza su 3.160.

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