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Roberto Occhiuto alla Cittadella insieme a Giovanni Arena

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COSENZA – «Il presidente non sapeva che fossi calabrese, quando l’ha appreso è stato doppiamente felice». Il travel creator Giovanni Arena, 27 anni, originario di Briatico, nel Vibonese, ma residente a Milano, ci racconta del suo incontro della scorsa settimana con Roberto Occhiuto che lo ha accolto in Cittadella per parlare di «alcuni progetti che presto verranno svelati».

«Mi trovavo in Calabria per motivi personali, andare dal dentista e tirare il dente del giudizio, poi però ne ho approfittato e ho fatto un giro in Sila – racconta Arena – Ho postato dei video sui social e la Regione mi ha subito contattato. Sono molto contento perché dopo l’incontro a Catanzaro ho capito che c’è la reale volontà di rendere la Calabria ancor più sorprendente – chiosa -, di farla conoscere e soprattutto di raggiungere quante più persone possibili tramite i social». E sui social, in particolare su TikTok, Arena conta ben 1 milione e 200 mila seguaci (su Instagram sono 420mila e su Facebook 20mila): per tutti loro crea contenuti originali, a partire dai viaggi che fa in Italia, in Europa, in tutto il mondo.

Ma torniamo all’incontro con Occhiuto. «Se c’è qualcosa che bolle in pentola? Ecco sì – risponde Giovanni Arena -, e riguarda la Bit di Milano e poi un progetto che potrebbe essere a lungo termine. Presto si saprà di più. Ma a ogni modo credo che agire in questa maniera – continua il narratore social – e cioè avvalersi di un travel creator per implementare il turismo in regione sia fondamentale. Io ho già collaborato a questo scopo in Trentino e in Germania e altrove, segno che molti territori tutto ciò lo facciano già da tempo, consci che certi luoghi vadano condivisi il più possibile per poter arrivare».

Sembra, dunque, che in Cittadella stia cambiando il modo di “fare turismo”: dalla pista di pattinaggio a Milano a maggiori contenuti digitali che possano chiamare alla visita numerosissime, molte altre, persone. «Io non so pattinare – dice Arena -, quindi, seppur viva a Milano, non mi sono recato lì alla pista della Regione Calabria; ma credo che qualunque iniziativa sia realizzata a favore di turismo sia importante. Ora lavoriamo per abbattere qualsiasi pregiudizio e stereotipo ci possano essere contro questa terra che, devo dire – aggiunge Arena -, in molti non conoscono e hanno voglia di visitare». Il posto preferito del professionista (del futuro) è «per la Calabria la grotta delle sirene a Tropea» e poi in generale «il Regno Unito e l’isola di Komodo in Indonesia». Tanti i viaggi organizzati da Arena (il prossimo sarà in «Israele e, chissà, nel 2023 con la community si potrebbe venire proprio in Calabria»); e da New York, passando per l’Egitto, fino alla Scozia a venire mostrati sono aneddoti, particolarità, tutto quello che bisogna fare quando si visita un posto ma se ne vogliono scoprire i lati più segreti. «Tutto è nato durante la pandemia – spiega – Sono uno psicologo, ho iniziato a lavorare in azienda ma con l’emergenza sanitaria ci hanno dirottati in smart sworking: avendo a disposizione moltissimo tempo libero mi sono detto di sfruttarlo. E poi – aggiunge – avevo da poco rotto una storia e ho cercato di trasformare tutto il mio dolore in arte».

Detto, fatto: i viaggi di Giovanni Arena sono “esplosi”, «forse perché la gente aveva e ha bisogno di evadere anche solo con la mente». «Dal futuro cosa mi aspetto? Questo è un lavoro nuovo – ribatte Arena –, tutto può cambiare in un momento: di certo vorrei mettere su una mia attività imprenditoriale, svincolata dalle “dipendenze” dei social e continuare a seguire la mia più grande passione e cioè viaggiare. Senza paura».

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