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Francesco Maria Pierri con Alice Volpi, oro nel Fioretto

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COSENZA – Ai Mondiali di Scherma da poco conclusisi presente anche un pezzo di Calabria: il massaggiatore cosentino Francesco Maria Pierri che ha rivestito un ruolo fondamentale nel prestare assistenza agli atleti presenti. Classe 1995, nonostante la giovane età ha iniziato a farsi strada in questo mondo. Nato a Paola, si è prima laureato nel 2020 in Scienze motorie e sportive presso l’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro e poi nel 2022 ha conseguito il titolo magistrale in Scienze e Tecniche delle attività motorie preventive e adattate all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, con il massimo dei voti. Iscritto a un corso abilitante in Massoterapia sta inoltre conseguendo un master di primo livello in Posturologia clinica presso l’Università Medica Internazionale UniCamillus di Roma.

«Sono da sempre immerso nello sport e appassionato della vita che ruota attorno a esso – afferma Pierri – la mia è una figura in grado di progettare, condurre e gestire attività motorie per età evolutiva, anziani, per riavviamento alla pratica sportiva, attività adattate ai disabili e finalizzate al raggiungimento, mantenimento e recupero del quadro ottimale di salute, efficienza e benessere psicofisico. Le competenze acquisite mi consentono di dare importanza alla prevenzione e alle attività di tipo adattato e individualizzato al fine di promuovere un corretto stile di vita e un’attività fisica necessaria al benessere».

Pierri come ha vissuto l’esperienza ai Mondiali di scherma?

«Sono ancora incredulo. Il team sport Ecolife è stato incaricato dal comitato organizzativo dell’evento e dal Coni di occuparsi del servizio di terapia fornendo figure quali fisioterapista e terapista/massoterapista. Dopo aver avuto questo importantissimo incarico, il direttore ha operato l’accurata selezione di un team di professionisti e tra gli studenti dei vari corsi ha scelto anche me. Inutile descrivere l’emozione provata. Evento con numeri da capogiro: 158 nazioni con oltre 1000 atleti e più di 200 squadre composte da atleti provenienti da tutto il mondo. Mi sono ritrovato sulle scale mobili insieme al team d’oro del Fioretto italiano femminile italiano, ho guardato gli incontri di fianco a Martina Favaretto, passeggiato nei corridoi tra atleti plurimedagliati, massaggiato quelli arrivati sul podio, ascoltato dal vivo l’Inno di Mameli durante le premiazioni. La scherma mi ha regalato un’esperienza unica».

Quali sono state le sue mansioni? Ha avuto la possibilità di lavorare con qualche atleta?

«Il mio compito, e ovviamente del team, è stato prestare assistenza ai team presenti al mondiale. Abbiamo fornito un servizio di terapia strumentale quali tecar e laserterapia, terapie manuali come massaggio pre gara e post gara, bendaggi che vanno dal kinesiotaping ai bendaggi funzionali. È stato formativo ed entusiasmante lavorare con così tanti atleti, in molti hanno richiesto i nostri servizi. Motivo di orgoglio è stato lo spadista Francisco Limardo, medaglia di bronzo a squadre, che è tornato al nostro box con la medaglia appena vinta per regalarci una foto e ringraziarci dei trattamenti ricevuti. Mi sento parte, seppur in piccolissima misura, di questa medaglia, avendolo trattato e avendo ricevuto i ringraziamenti personali».

Quali i progetti futuri? Pierri ha intenzione di proseguire gli studi dopo la scherma?

«Ho da poco vissuto un mondiale. Vorrei andare avanti step by step e restare nel mondo dello sport, mi piace pensare in grande. Una permanenza negli ambienti calcistici sarebbe gradita. Nel futuro immagino uno studio di proprietà in cui potermi dedicare a coloro i quali lo desiderino, magari nella mia città. Non smetterò con i miei studi proprio ora e mai lo farò. La mia è una professione in continuo divenire, in cui ogni giorno si impara. Ogni step è consequenziale al successivo, questo permette di continuare a concentrarmi sul mio lavoro senza mollare la presa. Sono soddisfatto».

Pierri a chi sente di dedicare l’esperienza dei Mondiali Assoluti di Scherma e le tappe raggiunte?

«Ho fatto e faccio tantissimi sacrifici per raggiungere gli obiettivi e ciò non sarebbe stato possibile senza il sostegno della mia famiglia, il supporto degli amici e senza la resilienza e testardaggine che mi contraddistinguono. In particolare vorrei ringraziare colui che dello sport ne aveva fatto la sua ragione di vita, che ancor prima che mi iscrivessi al corso in Massoterapia e partecipassi a questi eventi era convinto che un giorno ce l’avrei fatta. Purtroppo non è più tra noi. Sono sicuro che, da buon amico quale era, sarebbe stato fiero di me».

Eccetto per il titolo triennale, nella sua carriera accademica sono presenti città non calabresi, Roma e Milano in particolare. Perché non restare in Calabria e completare qui gli studi?

«La Calabria non presenta alcuna offerta di questo tipo. Una volta conseguita la laurea triennale non mi è stata data la possibilità di preiscrivermi alla magistrale e sono stato così costretto, in extremis, a iscrivermi a Roma. Milano ha per me rappresentato una scelta un po’ più difficile. Per quanto il massoterapista abbia un riconoscimento nazionale per regio decreto, il diploma può essere conseguito solo in regione Lombardia e in apposite scuole incaricate dalla regione. Non mi sono quindi allontanato volutamente».

Sta frequentando un corso abilitante in Massoterapia?

«Sono iscritto presso Ecolife Milano, che ha un occhio di riguardo verso lo sport professionistico e che per la FIMOS (Federazione Italiana Massoterapia) è ente di eccellenza per la formazione dei Massoterapisti MCB. La Massoterapia è tecnica riabilitativa e preventiva che prevede un massaggio terapeutico del tessuto connettivale e dei muscoli. La preparazione e la conoscenza dell’apparato muscolo-scheletrico e la capacità di costruire una sinergia di lavoro con preparatori atletici, fisioterapisti e medici sportivi, definiscono il massoterapista quale figura fondamentale per una corretta prevenzione degli infortuni e un’ottimizzazione della performance».

Ci parli del suo lavoro. Di cosa si occupa Pierri?

«Il corso in Massoterapia, attraverso il tirocinio formativo, mi ha permesso di fare esperienze di alto livello. Oltre a quella formativa del periodo capitolino universitario presso Isokinetic Roma (centro di riabilitazione, ndc), ho svolto un tirocinio in qualità di operatore sanitario nel settore giovanile del Cosenza Calcio, che ringrazio, in particolare nelle persone di Daniela Fiorelli e Mario Palmieri. Il team sport Ecolife Milano consente di partecipare ad eventi come terapisti ufficiali, per lo più nella regione Lombardia. Siamo stati terapisti ufficiali della 50esima edizione della Stramilano, mezza maratona che ha registrato numeri record. Abbiamo poi partecipato all’Aspria Tennis Cup Trofeo BCS Challenger ATP di tennis, sempre a Milano, e per ultimo ai Mondiali Assoluti di Scherma da poco conclusisi».

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