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In Basilicata quasi tutte regolari le domande presentate per l’accesso al reddito di cittadinanza. Il report dell’osservatorio Inps

POTENZA – Lucani modello di onestà nell’accesso all’ormai “defunto” reddito di cittadinanza, e alla gemella pensione di cittadinanza. E’ questo il dato che emerge incrociando il report sulle verifiche effettuate dalla Guardia di finanza a partire da aprile del 2019 a giugno di quest’anno, e l’aggiornamento trimestrale delle attività dell’osservatorio appositamente istituito all’Inps.

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La Basilicata, infatti, con appena 303 persone denunciate, 2.943.290 euro di frodi accertate, e 408 irregolarità riscontrate su 551 verifiche effettuate delle Fiamme gialle, pari al 74,05%, compare in fondo alla relativa classifica assieme al Trentino Alto Adige (184 persone denunciate, 1.089.710 euro di frodi accertate e 221 irregolarità riscontrate su 400 verifiche effettuate, pari al 55,25%), l’Abruzzo (860 persone denunciate, 9.147.288 euro di frodi accertate e 921 irregolarità riscontrate su 1.265 verifiche effettuate, pari al 72,81%) e il Molise (512 persone denunciate, 6.055.277 euro di frodi accertate e 569 irregolarità riscontrate su 780 controlli effettuati, pari al 72,95%).

Contro un dato nazionale dell’84,14% di irregolarità riscontrate rispetto alle 54.108 verifiche effettuate, trainato in alto dalla Calabria con il 92,6% di irregolarità riscontrate e 4.476 persone denunciate su 4.222 controlli effettuati. Seguita, a sorpresa, dalle Marche con il 90,72% di irregolarità su 1.207 controlli effettuati, e da una regione del Nord come la Liguria, con il 90,39% di irregolarità riscontrate su 1.251 controlli effettuati.

A dar conto del lavoro avviato dalla Guardia di finanza all’indomani dell’istituzione del reddito di cittadinanza, a marzo del 2019, è stato il Sole 24 ore con un articolo a firma di Giorgio Pogliotti in cui evidenzia anche il primato per numero di denunciati della Lombardi, dove in 10.250 rischiano di dover rispondere dell’accusa di frode.

Il report dell’Inps

Il primato di correttezza dei lucani che hanno beneficiato della misura di contrasto alla povertà introdotta dal primo governo Conte, ad ogni modo, emerge nitidamente anche dall’ultimo report dell’Osservatorio Inps che segnala appena 178 revoche disposte in Basilicata, tra gennaio e giugno di quest’anno, rispetto a 9.130 percettori di reddito e pensione di cittadinanza. Con un’incidenza dell’1,95% contro una media nazionale del 3,72% trainata in alto, ancora una volta, dalla Liguria, e poi da Lazio, Lombardia e Toscana.

Il report Inps indica anche in 546 euro l’importo medio degli assegni erogati, e in 16.694 le «persone coinvolte», intese come la somma dei beneficiari diretti e dei loro familiari. Qualcosa come un lucano su venti.
L’istituto di previdenza aggiunge, poi, che il 52% dei beneficiari lucani erano persone che vivevano da sole. Nei primi sei mesi del 2023, inoltre, si sono registrate 3.888 le nuove richieste di accesso alle misure di sostegno.

A livello nazionale, invece, Inps segnala che l’importo medio erogato nel mese di giugno 2023 è stato di «566 euro» con un differenziale «di 309 euro tra l’importo medio del reddito di cittadinanza (601 euro) e l’importo della pensione di cittadinanza (292 euro)». «Poco meno del 60% dei nuclei», inoltre, avrebbe percepito un importo mensile «fino a 600 euro», e solo «l’1,3%» un importo mensile «superiore a 1.200». Il report segnala, infine, che la categoria di beneficiari più diffusa è stata quella «dei nuclei mono componente con importo mensile compreso tra 400 e 600 euro (246 mila, un nucleo su quattro)».

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