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Giovanni Lettieri, Angelo Chiorazzo, Arnaldo Lomuti

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POTENZA – Il “no” del Movimento 5 stelle alla candidatura a governatore di Angelo Chiorazzo alle elezioni della prossima primavera è semplicemente irricevibile. Perché senza Chiorazzo il centrosinistra non esiste.

Potrebbe sintetizzarsi così la reazione di rigetto, nervoso, di un pezzo importante del centrosinistra lucano alle notizie pubblicate ieri dal Quotidiano del Sud sul veto dei pentastellati a un’ipotesi di candidatura del re delle coop bianche lucane. Una linea della chiusura, maturata sull’asse Roma-Venosa tra il deputato e coordinatore regionale dei pentastellati, Arnaldo Lomuti, e i vertici del Movimento, che sarebbe stata già “notificata”, informalmente, anche ad alcuni esponenti di peso del Pd nazionale. Con l’invito a guardare oltre, al modo di individuare un candidato governatore diverso.

A provare un estremo tentativo di difesa dell’ipotesi di una coalizione a traino giallo-rosso, guidata dall’imprenditore di Senise, è stato, in particolare, il segretario regionale del Pd, Giovanni Lettieri.

Nella nota diffusa dopo una mattinata di interlocuzioni ad alta tensione, Lettieri ha provato a riavvolgere il nastro, e a liquidare quella assunta dai pentastellati come una posizione inaccettabile per ragioni di forma più che di sostanza. Ovvero per il fatto che al “tavolo del centrosinistra” lucano, a tutt’oggi, il nome di Chiorazzo non è mai stato ufficialmente proposto né dal Pd né da altri. Malgrado i movimenti delle “truppe” sul territorio ben visibili da mesi. In pratica da quando un pezzo importante del laicato cattolico lucano ha annunciato l’intenzione di scendere in campo per le elezioni regionali esaltando il valore del civismo in politica.

Altro indizio inequivocabile, poi, il sondaggio realizzato da Emg Different nei giorni scorsi, e rilanciato soltanto giovedì da AdnKronos. Sondaggio che ha analizzato nel dettaglio gli scenari elettorali proprio nel caso di una corsa per la presidenza della giunta regionale tra lo stesso Chiorazzo, alla guida di una coalizione Pd-M5s-Verdi e altri; il governatore uscente, Vito Bardi, alla guida del centrodestra; e due candidati senza nome dei renziani di Italia viva e di Azione.

«Mi corre l’obbligo di fare una precisazione sulle voci che in queste ore si rincorrono su presunte approvazioni o dinieghi di candidature approvate o da parte di questo o quel partito del centro sinistra».

Questo l’incipit della nota di Lettieri, che ha aggiunto di non volere «in alcun modo sminuire il diritto di cronaca», quindi ha annunciato l’intenzione di limitarsi «a fare alcune considerazioni».

«Il tavolo del centro sinistra che si riunirà nei prossimi giorni – ha proseguito il segretario regionale Pd -, lavora nel solco della costruzione di un campo largo che unisca progressisti e riformisti di Basilicata in grado di coinvolgere anche importanti forme di civismo organizzate che si riconoscono nel sistema valoriale del centrosinistra».

«Per fare ciò in questo momento – ha aggiunto ancora il sindaco di Picerno – ci stiamo concentrando sugli aspetti di programma che sono fondamentali per i cittadini a partire da questioni cruciali come lavoro, sanità, scuola, trasporti».
Fatte queste premesse, quindi, il rigetto del veto dei pentastellati sul patron di Auxilium ha assunto toni perentori.
«Nessun nome è ancora arrivato al vaglio di questo tavolo».

Ha evidenziato Lettieri. «Capisco che il gossip può interessare di più gli addetti ai lavori. Ci arriveremo sicuramente ma per adesso la questione non è stata affrontata. Il Pd riunirà a breve la propria direzione per definire ulteriormente il percorso che come partito ci porterà all’appuntamento delle elezioni regionali del 2024».

Il segretario dem non ha fatto alcun riferimento al sondaggio Ewg, per cui Chiorazzo oggi verrebbe battuto da Bardi con un distacco considerevole, difficile da colmare anche al termine della migliore delle campagne elettorali. Nessun riferimento anche al suo pari grado M5s, Lomuti, che ieri ha replicato, piccato, a un retroscena apparso su Angeloma.it, in cui veniva messa in dubbio la sua «serenità» nella definizione della linea politica del Movimento rispetto alle prossime elezioni.

Proprio la tenuta dei pentastellati lucani, d’altronde, rischia di essere messa a dura prova nei prossimi giorni dalle resistenze dei sostenitori a oltranza della candidatura del re delle coop bianche lucane. Col rischio, concreto, di una spaccatura interna al Movimento, e della fuoriuscita dallo stesso di un gruppo di “chiorazziani” disposti a sostenerlo anche senza il logo delle 5 stelle.
l.a.

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