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Giuseppe Falcomatà vince e riprende la carica di sindaco, la Corte di Cassazione accoglie senza rinvio il ricorso sulla sentenza d’appello “Miramare”

REGGIO CALABRIA- Colpo di scena dalla Capitale dove la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del sindaco Giuseppe Falcomatà (che aveva chiesto l’annullamento della sentenza emessa nel novembre 2022 dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria) ed ha deciso l’annullamento senza rinvio del processo Miramare (in pratica annullando la precedente sentenza di appello e non rinviando il processo). Dal Palazzaccio di Roma arriva dunque il via libera al ritorno a Palazzo San Giorgio (comune) e a Palazzo Alvaro (città metropolitana), enti retti finora rispettivamente dai ff Brunetti e Versace. Il sindaco Giuseppe Falcomatà era sospeso da quasi due anni (condannato a un anno di carcere, con pena sospesa per abuso d’ufficio) dal 19 novembre 2021 per effetto della lex Severino, scattata dopo la condanna in 1 e in 2 grado per abuso d’ufficio.

MIRAMARE, IL DISPOSITIVO DELLA CASSAZIONE CHE RIBALTA IL GIUDIZIO SU FALCOMATÀ

«Un annullamento che è in purezza e che non avviene assolutamente per prescrizione – ci tiene a chiarire subito l’avvocato Marco Panella che insieme a Giandomenico Caiazza è il legale del sindaco Falcomatà – perché la Suprema Corte ha ritenuto che ci fosse l’ipotesi di “desistenza volontaria” che è un fatto non punibile secondo il nostro ordinamento. In poche parole – spiega ancora il giovane avvocato reggino che firma un importantissimo successo – vuol dire che gli imputati sono tornati indietro rispetto ad una condotta che poteva configurare l’ipotesi di reato».

Una sentenza abbastanza rara dal momento che è molto difficile che venga applicata la “desistenza volontaria”. Vuol dire che i giudici sono andati oltre la prescrizione. E il giudice va oltre la prescrizione quando ritiene evidente che il fatto non sussista o non sia punibile come in questo caso, perché tentativo di reato non è punibile.

MIRAMARE, LE PRIME PAROLE DI GIUSEPPE FALCOMATÀ DOPO LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Falcomatà al Palazzaccio. Falcomatà, per via della tensione, non era presente in aula alla lettura del dispositivo ma era all’interno dello stesso Palazzaccio. Qui lo hanno informato, telefonicamente, della “svolta” della vicenda Miramare ed ha espresso tutto la sua soddisfazione non solo perché libero da un macigno ma anche perché la sentenza “non lascia dubbi sull’esistenza di un fatto non punibile”. Poche emozionate parole per la propria famiglia e per i reggini: «Dedico questo momento ai miei figli, alla mia famiglia ed a tutte le persone che in questi due anni hanno sofferto e aspettato. Il mio pensiero per Reggio è stato costante. Se in questi due anni ho resistito è stato per loro. Questo momento sarà un nuovo inizio per tutti”.

Al Palazzaccio “vagavano” anche altri imputati come il già consigliere regionale del Pd, Giovanni Muraca (anche lui condannato in 1 e 2 grado e adesso pronto al rientro in Consiglio regionale), il consigliere Saverio Anghelone (già vicesindaco di Falcomatà passato poi al cdx e sospeso anche lui dalla carica) e la segretaria comunale Acquaviva. Per loro come per tutti gli altri imputati i giudici supremi hanno disposto l’annullamento senza rinvio.

IL PROCESSO “MIRAMARE”

Era nato da un’inchiesta sulle irregolarità nelle procedure di affidamento ad un’associazione, che sarebbero avvenute senza bando, del Grand Hotel Miramare. Nel 2015, l’immobile era stato concesso senza alcun bando pubblico all’associazione “Il sottoscala”, riconducibile all’imprenditore Paolo Zagarella. Al centro delle indagini, infatti c’erano i presunti rapporti tra Falcomatà e Zagarella che, in occasione delle elezioni comunali del 2014, aveva concesso gratuitamente al sindaco di Reggio alcuni locali di sua proprietà per ospitare la segreteria politica.

In appello, Zagarella era stato condannato a sei mesi di reclusione. Allo stesso modo il segretario comunale in carica all’epoca, Giovanna Antonia Acquaviva, l’ex dirigente del settore “Sviluppo economico” del Comune, Maria Luisa Spanò, e sette ex assessori coinvolti nel processo “Miramare”: Saverio Anghelone, Armando Neri, Rosanna Maria Nardi, Giuseppe Marino, Giovanni Muraca, Agata Quattrone e Antonino Zimbalatti.

FUTURA GIMCANA GIUDIZIARIA.

Il percorso giudiziario di Falcomatà però non si conclude con il processo Miramare. Già il prossimo 14 novembre il sindaco sarà a processo per “Miramare” bis , si aprirà davanti al Tribunale di Reggio il processo per la mancata costituzione del Comune come parte civile proprio nel processo “Miramare” appena conclusosi. Ovvio pensare però che l’effetto della sentenza di Cassazione alleggerirà molto il quadro giudiziario del “Miramare bis”. Il prossimo 12 gennaio si aprirà il processo per i brogli elettorali alle scorse comunale nei confronti del consigliere comunale ed ex capogruppo del Pd Castorina. Falcomatà non è imputato ma il Gup ha deciso di rimandare gli atti in Procura per un esame più approfondito proprio sulla condotta tenuta dal sindaco Falcomatà in quell’occasione.

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